Toyota striglia il Governo USA: la guida autonoma può vincere o morire

Troppi regolamenti diversi negli USA: secondo Toyota il Governo deve intervenire in favore della guida autonoma. Leggi chiare e uniche o fallimento

14 febbraio 2017 - 17:27

Quando si parla di sicurezza occorre procedere, come si suol dire, con i piedi di piombo e pensare a tutte le situazioni di rischio che si potrebbero creare allo scopo di prevenirle. Il concetto ha una macroscopica applicazione nel settore delle automobili, per le quali i successivi regolamenti di sicurezza hanno permesso di salvare moltissime vite nonostante i vertiginosi aumenti del traffico. La questione si propone, elevata a potenza, anche per le auto driverless (leggi di come il Giappone farà carte false per la guida autonoma) ma il grido d'allarme di Toyota è inequivocabile: troppi regolamenti diversi potrebbero uccidere le auto robot prima che nascano.

FERMATE GLI STATI! L'appello di un dirigente di Toyota Motor Corporation, raccolto da Bloomberg, è semplice quanto accorato: il Governo federale degli USA dovrebbe impedire ai singoli Stati di fissare regole proprie sui veicoli autonomi. Un simile comportamento, secondo le Case automobilistiche, potrebbe impastoiare un promettente settore emergente con un puzzle di norme contraddittorie, provocandone una paralisi di fatto. Gill Pratt, CEO del Research Institute di Toyota, durante un'udienza in una sottocommissione ha infatti detto: “Un divieto chiaro e inequivocabile, legislativo o regolamentare, che impedisca ai singoli Stati di regolare le prestazioni dei veicoli a guida autonoma aiuterebbe a fermare o prevenire la creazione di un mosaico di leggi statali non armonizzate”.

UN CORO DI VOCI All'appello di Pratt si sono uniti anche dirigenti di altre Aziende impegnate nello sviluppo dei veicolo autonomi: fra le altre citiamo General Motors, Volvo Cars e Lyft. L'intenzione comune è quella di sollecitare i legislatori perché adottino misure per contrastare la marea di norme incoerenti che si stanno accumulando, regole che possono ostacolare il lavoro prodotto dagli ingenti investimenti delle Aziende. Anders Kärrberg, Vice presidente di Volvo (leggi di come Volvo abbia svelato quanto sarà veramente sicura la guida autonoma) per i rapporti con il governo, ha ricordato che soltanto negli ultimi due mesi 20 Stati USA hanno varato 48 proposte di legge sui veicoli autonomi. A questo punto, aggiunge, la National Highway Traffic Safety Administration dovrebbe aggiungere una “richiesta esplicita” alla sua policy (leggi che Toyota l'ha giudicata “assurda”) sui veicoli autonomi, emessa lo scorso settembre, in modo che gli Stati si astengano dal voler regolamentare o legiferare la guida autonoma. Joseph Okpaku, vice presidente di Lyft nelle relazioni con il Governo, ha dal canto suo affermato che “disposizioni legislative e regolamentari costrittive sono il più grande ostacolo potenziale” allo sfruttamento dei vantaggi promessi dai veicoli autonomi.

CE NE OCCUPEREMO NOI Anche Mike Abelson, Vice presidente per la strategia globale di GM, è intervenuto, anticipando che chiederà modifiche alle norme federali sulla sicurezza delle auto, che attualmente prevedono che soltanto un pilota umano potrà essere al volante. Abelson ha infatti detto che “senza modifiche a tali regolamenti, potrebbero passare anni prima che la promesse della tecnologia si realizzino e nel frattempo si verificheranno migliaia di morti evitabili. La tecnologia si è evoluta velocemente e gli standard, che impiegano anni per svilupparsi, sono rimasti indietro”. In ogni caso registriamo l'impegno bipartisan del senatore repubblicano John Thune e del democratico Gary Peters (eletto nel Michigan, uno Stato che ha una legislazione favorevole ai test dei veicoli autonomi), che ieri hanno comunicato di voler esaminare congiuntamente la legislazione per evidenziare gli ostacoli posti sul cammino dei veicoli autonomi. In una dichiarazione congiunta i due politici hanno affermato che “lasciata a sé stessa, la lentezza della regolamentazione potrebbe diventare un ostacolo significativo allo sviluppo di tecnologie innovative e più sicure negli Stati Uniti. I veicoli autonomi hanno il potenziale per ridurre drasticamente le più di 35.000 vite perse ogni anno sulle nostre strade e autostrade e trasformare radicalmente il nostro modo di spostarci. Noi pensiamo che la politica debba adattarsi a questa nuova tecnologia in rapida evoluzione in modo da garantire che il Governo federale conservi la sicurezza sulle strade pur lasciando spazio alle innovazioni perché raggiungano il loro pieno potenziale”. Ricordiamo che Thune presiede il Senate Commerce Committee, che sovrintende il Dipartimento dei Trasporti; Peters è invece un membro di questo Comitato.

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