Auto senza conducente: il Michigan anticipa le leggi anche fuori dai test

Lo Stato del Michigan irrompe nella scena della guida autonoma: il Senato approva leggi che permettono anche la circolazione, non solo i test

8 settembre 2016 - 18:54

stato del Michigan ha deciso di diventare la Terra Promessa per la guida autonoma? Sembra proprio di si: il suo Senato ha infatti approvato (all'unanimità!) una legislazione molto aperta verso la guida autonoma, consentendo non soltanto i test ma anche l'acquisto e l'uso di veicoli che incorporano questa tecnologia. Il Michigan vuole così avventurosamente unire la sua tradizione motoristica con i più recenti sviluppi dell'automotive. Questa scelta rivoluzionaria ha molte ragioni, alcune delle quali da leggere in controluce, e offre il fianco anche a qualche dubbio.

AUTONOMIA A GO-GO Detroit, Auburn Hills, Dearborn: cosa accomuna queste tre località? Voce dal fondo: “sono in Michigan”; altra voce: “in queste città ci sono i quartier generali di General Motors, Fiat-Chrysler e Ford”. Le risposte sono esatte e, fuse insieme, contribuiscono a spiegare la recentissima notizia che proietta il Michigan in prima linea fra gli Stati nei quali la guida autonoma si potrà sviluppare più velocemente. Il Senato dello Stato, infatti, ha approvato all'unanimità ieri una serie di leggi che aiutano chi vuole sperimentare – e anche guidare – veicoli a guida autonoma nel Michigan. Si tratta di un “pacchetto” di quattro disegni di legge, definito dai legislatori come “il primo del suo genere”, che permetterebbe ai veicoli autonomi di poter circolare sulle strade dello Stato sempre, non solo durante i test. I sostenitori di questo progetto, tra i quali non ci stupiamo di trovare General Motors e Ford (leggi dei contributi di Tesla alla definizione delle direttive negli Stati Uniti) , affermano che leggi di questo tipo sono necessarie perché il Michigan diventi leader in questo nuovo e promettente settore.

MAGGIORANZA TOTALE Le proposte sono state approvate dal Senato con una serie di votazioni, che hanno totalizzato diversi 36 voti a favore e nessun contrario, già durante la prima settimana dopo la pausa estiva e verranno ora esaminate dalla Camera. Questa proposta di normativa, tra l'altro, consentirebbe a sistemi computerizzati di agire come il conducente di un veicolo, estenderebbe le protezioni delle responsabilità ai meccanici che lavorano su veicoli autonomi e autorizza la costruzione del già previsto American Center for Mobility nell'area di Willow Run, dove GM aveva una struttura. Un'ulteriore proposta di legge, che renderebbe l'hackeraggio (leggi come FCA premia gli hacker che scoprono bug) dei sistemi elettronici del veicolo un crimine penale, è invece ancora in attesa nella Commissione Giustizia del Senato. Questa legislazione “potrebbe far girare gli occhi del mondo ancora una volta verso il Michigan per la sua tecnica e la sua ricerca. Si tratta di costruzioni automobilistichedi tipo diverso ma sono comunque costruzioni automobilistiche”, ha detto il senatore Ken Horn, uno degli sponsor della proposta insieme ai senatori Mike Kowall e Rebecca Warren. Le proposte sono radicali: esse consentirebbero al pubblico di acquistare ed utilizzare le auto senza conducente, comprese quelle prive di volante e/o pedali e quelle che non richiedono che un guidatore umano sia pronto a intervenire in caso di emergenza.

POTERE DI ATTRAZIONE La precedente legislazione, del 2013, prevedeva che i veicoli autonomi potessero circolare in Michigan solo per i test e con un autista a bordo pronto a prendere il controllo (leggi come il Regno Unito e Google stanno spianando la stra della guida autonoma in Europa). Non è difficile capire perché i legislatori del Michigan abbiano dato questa decisa sterzata: gli attori dell'Hi-Tech (Google e Apple in primis) non soltanto hanno mezzi economici più ingenti delle Case automobilistiche ma sono anche più “attraenti”, a prescindere dalle retribuzioni, verso i giovani laureati di talento, affascinati dalla Silicon Valley. Queste proposte portano il Michigan al livello di California, Nvada e Florida, Stati che permettono di usare la guida autonoma anche non a scopo di test; in questo modo si spera di attrarre imprese, investimenti e risorse umane collegati a questo settore.

AMBIGUITÀ DA DISSIPARE Non mancano anche i dubbi, riportati da analisi dei testi compiute da Bryant Walker Smith, professore di diritto all'Università della Carolina del Sud. Walker ha definito le proposte “un miscuglio estremamente bisognoso di chiarimenti, che possono venire soltanto da una discussione approfondita”. Una stesura precedente sembrava scritta sotto dettatura delle Case, dato che riservava la creazione di reti di veicoli autonomi “on-demand” ai produttori di auto riconosciuti come tali, tagliando fuori quindi Google, Uber e via elencando. Anche la parte che stabilisce le sanzioni contro i crimini informatici “se presa alla lettera colpirebbe come criminali le Case che inviano gli update over-the-air (questo modo è considerato più sicuro della penna USB con gli aggiornamenti inviata da FCA) ai loro veicoli così come i proprietari delle auto che accetterebbero gli aggiornamenti e perfino le officine eseguono le diagnosi durante le riparazioni”. Molto rimane quindi da fare, non solo per superare queste ambiguità ma anche per l'armonizzazione di queste leggi con quelle federali (leggi come Obama ha destinato 4 miliardi alla sicurezza della guida autonoma) e per chiarire come assicurare questi veicoli.

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