Toyota, le auto leggere costeranno di più. L'allarme alluminio negli USA

Toyota vuole produrre auto leggere migrando dall'acciaio all'alluminio, ma in USA i costi delle materie prime sembrano destinati a crescere

8 maggio 2017 - 9:00

Rispettare i limiti imposti dalle normative inquinanti USA è un obbligo che le Case costruttrici non prendono più sottogamba. Oltre ad agire sulle motorizzazioni, rendendole più efficienti, viene anche percorsa la strada dell'alleggerimento delle strutture, con un corpo vettura più leggero si consuma e inquina meno. La nipponica Toyota sostiene questa tesi e sta pianificando di sostituire nelle strutture l'acciaio con l'alluminio per le future produzioni di autovetture. La politica protezionistica di Trump impensierisce il costruttore e potrebbe far lievitare i prezzi delle materie prime e i listini delle auto nuove.

CURA DIMAGRANTE PER AVERE MAGGIORE EFFICIENZA In occasione di una cerimonia tenutasi negli USA per celebrare il potenziamento del centro Ricerca & Sviluppo di York Township, l'AD di Toyota Motor North America Jim Lentz ha rilasciato alcune dichiarazioni circa i programmi di ricerca della Casa giapponese in merito all'efficienza delle autovetture: “Dobbiamo cercare e percorrere numerose strade per ottimizzare il consumo di carburante, studieremo varie soluzioni per rendere più leggere le automobili facendo ricorso, in fase di produzione, di materiali leggeri come l'alluminio” (Sapevi che Toyota ha messo le mani sui brevetti Microsoft per le auto connesse?).

FONDAMENTALE SARA' TENERE D'OCCHIO I COSTI D'ACQUISTO La sfida sarà quella di sfruttare metalli dal peso piuma non solo per la carrozzeria ma per i componenti delle piattaforme, questo secondo il responsabile acquisti e fornitori di Toyota Robert Young il quale ha inoltre specificato che: “Nel passaggio dall'acciaio all'alluminio bisognerà tenere conto del costo delle materie prime, delle caratteristiche di resistenza, la compatibilità con le vernici e dell'affidabilità”. Un nodo primario è quello relativo al costo delle materie prime, il nuovo corso politico degli Stati Uniti potrebbe far tornare a crescere i prezzi all'ingrosso, al momento fiaccati dalle massicce importazioni asiatiche (Intanto Toyota ha investito un capitale nella più grande fabbrica USA).

ACCIAIERIE AMERICANE IN GINOCCHIO PER LA CONCORRENZA Dal 2015 a oggi negli USA hanno chiuso i battenti 8 grandi fonderie, i prezzi dei metalli sono crollati per causa della concorrenza, prevalentemente cinese, che importa acciai e metalli a prezzi insostenibili per i produttori americani. La chiusura del mercato, con l'introduzione di nuove tariffe e tassazioni per chi importa, porterà probabilmente ad un innalzamento dei prezzi e per Toyota, che acquista circa il 95% dell'acciaio e gran parte dell'alluminio utilizzato negli USA, tutto ciò si traduce in un aumento dei costi di produzione. Inoltre per alcune componenti il produttore nipponico deve necessariamente ricorrere a materie prime d'importazione, come ad esempio gli acciai speciali prodotti in patria.

ESENZIONE PER L'ACCIAIO HIGH-END GIAPPONESE Alle materie prime che Toyota sviluppa e produce in Giappone si è recentemente aggiunto un acciaio ad alto titolo che attualmente non è disponibile presso i fornitori statunitensi. Per potere impiegare questo materiale nella produzione americana la Casa costruttrice ha comunicato di voler richiedere una esenzione da eventuali dazi d'importazione motivando la richiesta proprio per l'impossibilità di reperirlo nel Nuovo Mondo. Vedremo quindi in seguito come realmente l'amministrazione Trump interverrà sul mercato siderurgico e come questo intervento si ripercuoterà sui costi di produzione e sui prezzi di vendita delle automobili (Leggi qui come Toyota si appresta ad affrontare la Brexit).

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