Microsoft sblocca i brevetti: a Toyota i segreti sull'auto connessa

Il gigante USA apre ai giapponesi: Toyota sarà la prima ad accedere ai brevetti Microsoft delle auto connesse. Altre case scalpitano per averli

23 marzo 2017 - 19:01

Ormai è da molto tempo che le Case non producono tutto nelle loro fabbriche e fornitori come Magna, Mahle, Valeo, ZF, e Bosch, solo per citarne alcuni, hanno giri d'affari miliardari. Di fianco all'imprescindibile “metallo” ci sono sempre stati, anche ai primordi dell'automotive, componenti provenienti da altre aree tecnologiche: le candele sono arrivate molto presto (e con loro i relativi apparati d'accensione) e anche i fari hanno una bella anzianità di servizio. In questi ultimi pochi decenni le contaminazioni sono però aumentate esponenzialmente: ad aprire le danze l'elettronica e poi la telematica e la connettività (leggi delle Audi che parlano ai semafori con la connettività V2I). Non stupisce quindi il fatto che il colosso informatica Microsoft conceda a Toyota le licenze dei suoi brevetti per le auto connesse: ormai i sistemi operativi e i protocolli sono componenti come gli altri.

È NATA LA CAR CONSUMER ELECTRONICS L'evoluzione delle automobili è quindi molto orientata verso il mobile e l'elettronica di consumo: i veicoli sono ormai ritenuti dispositivi mobili (anche se non tascabili) e la cosa offre vantaggi a tutti. L'industria Hi-tech, compresi gli operatori di Rete, entra in nuovi mercati e le Case intercettano il desiderio (e la necessità, espressa da chi deve lavorare mentre viaggia) dei consumatori di essere connessi anche durante gli spostamenti. Microsoft ha annunciato un nuovo accordo con Toyota Corporation, che diventa licenziataria di molti suoi brevetti riguardo le tecnologie per le auto connesse.

Microsoft ha comunque precisato che l'accordo non è esclusivo: chi fa la “farina” della connettività ha chiaramente interesse a venderla a molti forni e pasticcerie. Il parallelo dei componenti ritorna: ZF vende i suoi cambi a varie Case e lo stesso fa Bosch con il Common Rail, il cui brevetto è stato peraltro sviluppato nel Gruppo Fiat.

CELLULARI SU RUOTE Questo agreement è l'ennesimo di una forte partnership fra le 2 aziende: già nel 2001 Toyota e Microsoft iniziavano una collaborazione per i servizi telematici e l'anno scorso avevano deciso di investire 5,5 milioni per le auto robot. Nel blog di Microsoft si poteva leggere, nei giorni dell'accordo del 2016, che: “Toyota e Microsoft stanno collaborando per creare un mondo nel quale le auto sono smartphone giganti, con un assistente virtuale che conosce la strada migliore e vi notificherà se il traffico vi farà ritardare ad una riunione, che misura la pressione sanguigna durante gli ingorghi nel traffico e quali ristoranti potrebbero essere interessanti in prossimità della destinazione di viaggio”. Erich Andersen, Corporate Vice President e capo dell'Intellectual Property Group di Microsoft, ha commentato così: “Microsoft investe 11,4 miliardi di dollari all'anno in R & D e da più di 30 anni ha sviluppato le tecnologie che oggi sono la base delle auto connesse. Guardando la telematica, l'infotainment, la sicurezza e altri sistemi dei veicoli connessi di oggi si troveranno tecnologie e innovazioni Microsoft”.

OMBRE ELETTRONICHE SULLE AUTOMOBILI Andersen prosegue: “Microsoft non fa automobili ma lavoriamo a stretto contatto con le Case per aiutarle a soddisfare le esigenze dei clienti: siamo quindi lieti di annunciare la concessione dalla licenza per le nostre tecnologia a Toyota”. Dal canto suo Tokuhisa Nomura, General manager di Toyota Advanced R&D, afferma che “questo momento è molto emozionante per l'intero settore e pensiamo che per creare le migliori auto connesse le Case dovrebbero collaborare con leader tecnologici come Microsoft”. La politica dell'Intellectual Property ha un ruolo importante: da quando è stata lanciata, nel dicembre 2003, Microsoft ha siglato più di 1.200 accordi di licenza. Il colosso di Redmond fornirà sistemi operativi per l'infotainment, software intelligenti come l'assistente Cortana (leggi degli assistenti personali nelle auto presentati al CES 2017), nuovi tool per la cybersecurity ed il cloud necessario per gestire le future montagne di dati trasmessi e ricevuti dalle auto connesse e autonome.

I grandi player tecnologici si sono lanciati in forze nell'automotive: Panasonic ha inglobato il componentista Ficosa (retrovisori e sistemi di sicurezza) ed è ben noto il suo impegno con Tesla. Samsung, dopo aver comprato il nome planetario dell'elettronica di consumo Harman, ha fornito il cloud per il concept autonomo Instinct di Peugeot: se contiamo anche Apple e Google/Android/Waymo ci rendiamo ben conto di come intorno all'automotive si sia accesa una vera guerra commerciale mondiale!

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