Tesla, 40 milioni di multa e le dimissioni di Musk per le accuse di falso

L'idea di privatizzare l'azienda è costata cara a Tesla: ecco perché Elon Musk è stato costretto a lasciare la carica di presidente

1 ottobre 2018 - 19:21

Capita a tutti di avere un momento di cedimento psicologico e confidare ai propri amici problemi e difficoltà. Succede però che Elon Musk, fondatore di Tesla ed uno dei più influenti investitori del mondo, decida di confidare le sue riflessioni estemporanee alla platea di Twitter. Con un clamoroso conguettio dello scorso agosto Musk aveva parlato del prossimo ritiro delle azioni Tesla dal mercato. Il delisting imminente aveva gettato nel panico gli investitori e fatto piombare in borsa il titolo dell'azienda californiana. Musk, che poi ci ha ripensato, è stato indagato e costretto a dimettersi.

IL TWEET INCRIMINATO Lo scorso agosto sul profilo Twitter di Musk compariva nero su bianco l'ipotesi di cui si parlava da tempo. Il Ceo era pronto a ritirare le azioni Tesla dal mercato offrendo un prezzo forfettario (420 dollari ad azione) agli investitori. Subito dopo il titolo precipitava in borsa e la Securities and Exchange Commission ( l'ente che negli USA vigila sul funzionamento della borsa) apriva una indagine. Musk, che poi aveva ritrattato un paio di settimane dopo, finiva Quindi nel mirino che per aver annunciato su Twitter, in modo sintetico e decisamente poco chiaro, che avrebbe ritirato Tesla dalla borsa. La SEC aveva definito l'annuncio del ritiro «falso e fuorviante». L'accusa di falso trovava fondamento nel fatto di aver «provocato una confusione significativa in borsa e sulle azioni di Tesla, e danneggiato gli investitori».

MUSK E TESLA E' di pochi giorni fa la notizia della conclusione delle indagini con un clamoroso accordo tra Tesla e la SEC. L'accordo con le autorità finanziarie americane che lo avevano denunciato per truffa si chiude con una multa da 40 milioni di dollari; metà della quale dovrà essere pagata dallo stesso Musk. Oltre alla ammenda economicamente pesante Elon Musk è costretto a lasciare per 3 anni la carica di presidente di Tesla potendo conservare, però, quella di CEO. Per diventare effettivo l'accordo dovrà comunque essere approvato da un tribunale. L'accordo raggiunto con la SEC prevede anche che Tesla assuma un avvocato con il compito specifico di controllare il modo in cui Musk comunica le informazioni sull'azienda attraverso Twitter. L'indagine e la condanna piomba in sull'azienda californiana in un momento difficile che vede la produzione della “piccola” Model 3 ancora in affanno (Leggi Tesla Model 3 in ritardo per colpa dei robot).

COSA CI ASPETTA Immaginare che Elon Musk, il visionario imprenditore americano a capo dell'azienda tecnologica Tesla, sparisca dal futuro del brand è quanto di più sbagliato si possa fare. Del resto con il patteggiamento Musk non ha né ammesso né negato di aver ingannato gli investitori. Secondo il New York Times, è stato un modo per evitare che la SEC ottenesse di bandire Musk da qualsiasi incarico dirigenziale in Tesla. Elon Musk resta quindi il Ceo di Tesla. Del resto di idee per il futuro ne ha già in mente diverse. Dalla prossima generazione della Roadster al primo camion a trazione completamente elettrica (Leggi Tesla annuncia il Truck elettrico). Insomma Musk non vuole abbandonare la sua creatura proprio nel momento in cui l'elettrico è sempre più sotto i riflettori mediatici ed al centro dei piani anche dei concorrenti.

 

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