Telefono in auto: estate 2018 con più controlli e la "prova-cellulare?

Italia contro il telefono in auto: intensificati i controlli estivi ma solo in Emilia, mentre il Friuli apre alla prova-cellulare in caso di incidenti

16 luglio 2018 - 10:51

Il telefono durante la guida può generare distrazioni fatali e rappresenta una delle principali cause di incidente. Nel tentativo di contrastare questo fenomeno l'Italia si mobilita contro l'utilizzo del cellulare, anche se per ora rimangono esclusivamente provvedimenti regionali (purtroppo). È il caso della Romagna che si prepara all'esodo estivo e intensifica i controlli con nuovi agenti (temporanei) preposti a fermare immediatamente chi guida parlando al telefono senza rispettare le leggi. Dal Friuli invece un nuovo provvedimento autorizza le forze dell'ordine a controllare tutti i dispositivi mobili presenti su un'auto coinvolta in un incidente; da qui filtra ottimismo e presto le nuove misure potrebbero estendersi a tutta Italia. Sono due iniziative lodevoli e importanti, ma troveranno continuità o come spesso accade dureranno lo schiocco di un'estate?

PIÙ OCCHI IN ROMAGNA La Polizia Municipale dell'Unione dei Comuni della Romagna estiva ha dato il via alla campagna “Fai un Pit Stop per salvarti la vita” allo scopo di combattere i fenomeni di guida in stato di ebrezza e utilizzo del cellulare al volante. I controlli avverranno sulle principali arterie della Romagna, invasa nel periodo estivo dal turismo e dalla “movida”, sia di giorno che di notte con “almeno” un servizio a settimana nella fascia 00:00 – 06:00; inoltre sono stati assunti 8 nuovi agenti, ma solo a tempo determinato, per infoltire le operazioni. Infine sono previste delle pattuglie mobili per avere un controllo dinamico del territorio, per cogliere in flagranza i colpevoli del reato e contrastare il fenomeno del lancio del cellulare alla vista della pattuglia. L'iniziativa circoscritta alla sola Romagna (così come era successo per la campagna sulle cinture di sicurezza come puoi vedere) però terminerà con l'estate, a metà settembre, difficile pensare che anche gli automobilisti smettano di utilizzare il cellulare alla guida.

LA PROVA CELLULARE Al contrario in Friuli avviene qualcosa di più concreto e non “a tempo”: l'introduzione della prova-cellulare per reperire informazioni che potrebbero essere fondamentali alle indagini per incidenti gravi. La direttiva 4414 del 26 giugno 2018 emanata dalla Procura di Pordenone obbliga l'autista a collaborare con la Polizia fornendo immediatamente qualsiasi dispositivo presente nell'abitacolo, nel caso di rifiuto invece le forze dell'ordine potranno avviare una perquisizione personale e sequestrare gli apparecchi trovati. Se il conducente presterà il consenso, i dispositivi verranno controllati in loco e nel verbale verranno registrati tutti i movimenti (telefonate, chat, messaggi) coincidenti con l'ora dell'incidente – sapevi che anche un messaggio aumenta il rischio di incidente di ben 23 volte?. Se invece non ci sarà collaborazione avverrà il sequestro e solo dopo un iter di accertamenti si potrà procedere con le dovute verifiche.

IL TELEFONO NO Abbiamo visto fin qui due azioni di controllo e prevenzione volte a combattere l'utilizzo del cellulare alla guida, che però rimangono circoscritte a livello locale e nel primo caso addirittura solo in un periodo di tempo definito. Attualmente per chi usa impropriamente il telefono il nostro Codice della strada prevende una multa di almeno 161 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente, sia in caso di telefonate che di messaggi, mentre per chi viene colto sul fatto in due volte in un biennio è prevista anche la sospensione della patente fino a tre mesi (eravamo vicini all'inasprimento delle pene, guarda perché è saltato tutto). Il problema è che l'utilizzo del cellulare alla guida rimane un evento difficile da contrastare con controlli che rimangono insufficienti, lo sforzo fatto in Romagna è da apprezzare e dovrebbe essere diffuso in altre regioni, ma andrebbero impiegate più risorse tutto l'anno e non solo in estate. Il provvedimento già attivo in Friuli sembra stia ricevendo apprezzamenti e il Procuratore di Pordenone avrebbe già richiesto un parere alla Cassazione per estenderlo a livello nazionale. Va sicuramente accolto con positività, ma si tratta di una misura postuma e forse è sulla prevenzione che dovrebbero concentrarsi maggiormente legislatori e forze dell'ordine, non solo durante l'estate.

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