Taxi Robot sulle strade USA dal 2018, pronta la prima bozza di legge

Taxi robot sperimentali in California l'estate prossima. La grande novità in una modifica alla bozza del regolamento sui veicoli autonomi

13 ottobre 2017 - 20:21

Ma quando arriva la guida autonoma? La risposta, ad oggi, non può che essere un grosso “dipende” o, in alternativa, un sonoro “non si sa”. Non è molto preciso, ne conveniamo, ma ad oggi la situazione non permette di sbilanciarsi troppo. Dato che la guida autonoma è classificata secondo delle scale, la più utilizzata delle quali è quella SAE (leggi del livelli della guida autonoma e a che punto siamo), possiamo dire che alcuni dei livelli sono già in commercio ma la data per il Level 5 è ancora incerta. Le notizie che arrivano dalla California potrebbero però favorire un'accelerazione del processo: se l'iter legislativo non subirà intoppi, le sperimentazioni dei Taxi Robot senza guidatori umani pronti ad intervenire potrebbero iniziare già dall'estate prossima!

ARRIVANO SULLE PUBBLICHE VIE La notizia è recente e succulenta: veicoli completamente autonomi, senza guidatore umano di “backup”, potrebbero arrivare sulle strade pubbliche della California entro giugno o persino prima. La fonte è al di sopra di ogni sospetto, dato che si tratta del Department of Motor Vehicles (è quel DMV che tiene il registro celle sperimentazioni e che ha permesso di capire che le GM autonome sono state coinvolte in 6 incidenti a settembre) dello Stato e questa dichiarazione ha accompagnato la presentazione di una nuova versione delle regole per le sperimentazioni dei veicoli autonomi. I cambiamenti aggiungono il vincolo che le Aziende che provano le auto robot informino le autorità locali su tempi e luoghi dei test ma eliminano la necessità di chiedere un'autorizzazione: la dichiarazione, raccolta da The Mercure News, è stata rilasciata dal DMV in una conferenza telefonica.

LA CALIFORNIA DETTA LEGGE Entusiastico il parere di Bryant Walker Smith, ricercatore dell'Università di Stanford che studia lo sviluppo dei veicoli autonomi: “La California continuerà a svolgere un ruolo molto importante nella guida automatizzata, dato che in essa c'è una forte concentrazione di talenti, denaro e mercato per questa tecnologia”. Anche Peter Sweatman, responsabile nella società di consulenza dei trasporti Cavita, è sulla stessa linea: con lo sforzo combinato delle Aziende tecnologiche e delle Case automobilistiche, impegnate a immettere sul mercato la tecnologia della guida autonoma, le auto driverless saranno probabilmente disponibili, per i taxi, il ride sharing e la consegna dei pacchi, entro 18 mesi. Se questi primi esperimenti avranno successo, i veicoli autonomi saranno sulle strade pubbliche entro il 2025. Sweatman aggiunge che “questo potrebbe potrebbe sembrare in qualche modo molto lontano ma per molti aspetti modi non lo è. In effetti stiamo parlando di un cambiamento importante che investirà un sistema di trasporto enorme”. In effetti già ora, con la regola che impone un guidatore pronto a intervenire, ci sono 42 Aziende che stanno testando 285 veicoli autonomi sulle strade della California e il non dover assolvere all'obbligo del driver di sicurezza aumenterà probabilmente il numero delle sperimentazioni. Qui sotto potrete vedere la “classifica” di Business Insider di varie Aziende riguardo la guida autonoma.

Smith ritiene che le prime automobili driverless debutteranno nei campus aziendali e nei quartieri dei pensionati, che hanno strade, con bassi limiti di velocità e poco traffico, e questo potrebbe iniziare dall'anno prossimo.

VOCI CONTRO Le Aziende saranno tenute a compilare un modello standard per segnalare i disengagement, ossia le disattivazioni del sistema che avvengono perché il guidatore prende il controllo in emergenza (si pensa che comunque le sperimentazioni continueranno con driver umani) o se un veicolo driverless ha difficoltà e si arresta da solo in una posizione di “rischio minimo”. Il vicepresidente della Intelligent Transportation Society of America, Steven Bayless, è invece perplesso: “molti pensano che il conteggio dei disengagement non sia una metrica idonea per la valutazione della sicurezza di un sistema: un sistema più sicuro potrebbe avere più disabilitazioni perché è più prudente”. Secondo le regole, i veicoli autonomi dovrebbero rispettare le norme federali dettate dalla NHTSA, che però non ha ancora prodotto regole vincolanti per i veicoli autonomi (leggi che le linee guida di NHTSA sono state definite assurde da Toyota). Nello stesso giorno dell'annuncio il Consumer Watchdog, un gruppo a tutela dei consumatori, ha espresso le sue perplessità sostenendo che il Governo federale ha espresso solo linee guida ma non norme di sicurezza obbligatorie e quindi la pubblica sicurezza non è assicurata.

Il portavoce del gruppo John Simpson ha infatti dichiarato: “La nuova proposta del DMV si basa sul Governo ma questo, in assenza di norme vincolanti, è un errore. I fabbricanti automobilistici possono dare un'occhiata alla policy di NHTSA, dire 'è bella' e poi fare quello che vogliono mentre usano le nostre strade come laboratori privati minacciando la sicurezza della circolazione”. Secondo Smith il requisito federale già esistente, che impone alle Case di chiedere deroghe se la loro tecnologia non soddisfa le leggi federali (ad esempio un'auto senza volante) rappresenta “una funzione regolatoria abbastanza robusta” (leggi la posizione di Ford sulle auto senza volante e pedali). Anche noi siamo un po' perplessi su questa deregulation veloce, quando il quadro legislativo è ancora tutto da definire; in ogni caso ci saranno 15 giorni consultazione pubblica mentre i funzionari di DMV ritengono che il dipartimento riesca a presentare i regolamenti finali entro la fine dell'anno; a questo punto l'approvazione potrebbe arrivare entro giugno o prima.

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