Taxi a Roma e Milano a rischio stop: clausole anti-smartphone illegittime

L’Antitrust boccia le clausole di esclusiva sui tassisti a Roma e Milano: la denuncia di Mytaxi (Daimler) crea una breccia nella lobby dei taxi

Taxi a Roma e Milano a rischio stop: clausole anti-smartphone illegittime
L'autorità antitrust italiana (AGCM) ha chiuso le indagini avviate su segnalazione di Daimler, il gruppo automobilistico proprietario dell'app Mytaxi, accertando un comportamento anticoncorrenziale dei Radio Taxi a Roma e Milano. L'Autorità Garante della concorrenza e del Mercato ha accertato che le clausole imposte ai tassisti creano una forte barriera all'entrata limitando così l'ingresso di nuovi operatori tecnologici. Dopo la guerra combattuta (e vinta) contro Uber, leggi qui tutti i dettagli, i Taxi vengono colti in fallo dall'Antitrust proprio per pratiche anti concorrenziali rischiando così lo stop e una sanzione che l'Antitrust potrebbe irrogare se non ci saranno cambiamenti.

LE COOPERATIVE COINVOLTE

Il nodo della questione che ha spinto Mytaxi a segnalare la presunta violazione all'Antitrust di cui vi avevamo anticipato la notizia qui, sono le clausole di esclusiva che disciplinano i rapporti di lavoro tra i tassisti e i principali operatori di taxi attivi a Roma e Milano. Si tratta in sostanza delle cooperative Radiotaxi 3570, Cooperativa Pronto Taxi 6645, Samarcanda (a Roma) e Taxiblu Consorzio Radiotaxi Satellitare, Yellow Tax Multiservice S.r.l. e Autoradiotassì (a Milano), inclusi poi i tassisti aderenti. Le violazioni lamentate dall'app di Daimler AG creano ostacoli alla concorrenza nella misura in cui vincolano - come riporta l'autorità Antitrust italiana - ciascun tassista a destinare tutta la propria capacità operativa, in termini di corse per turno, ad un singolo radiotaxi poiché "costituiscono reti di intese verticali restrittive della concorrenza in violazione dell'articolo 101 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea, ndr)".

IL PARERE DELL'ANTITRUST

Le istruttorie sono state avviate dall'Autorità nel 2017 su segnalazione di Mytaxi, la società appartenente al gruppo tedesco Daimler AG, che gestisce una piattaforma aperta attraverso l'app (Mytaxi) liberamente accessibile dai tassisti affiliati che in base alle proprie esigenze, possono mettere a disposizione della piattaforma una quota variabile di corse. Salvo scontrarsi con le clausole vincolanti che regolano i rapporti tra i tassisti e le Cooperative Radio Taxi. L'Autorità ha verificato che queste  clausole "sono idonee a determinare un consistente e duraturo effetto di chiusura del mercato della raccolta e smistamento della domanda del servizio taxi a Roma e Milano", in altre parole ostacolano l'accesso a nuovi operatori che adottano modello di business innovativo, come Mytaxi, e qualsiasi servizio che crei un ponte di connessione e concorrenza tra piattaforme chiuse (come i radiotaxi) e aperte.

120 GIORNI PER CORRERE AI RIPARI

L' autorità AGCM ha verificato che queste clausole di esclusiva non sono giustificate da motivazioni giuridiche o economiche e in molti casi hanno creato un vero e proprio monopolio se si considera che la pratica oggetto di istruttoria riguarderebbe più del 90% dei tassisti a  Milano e il 74% a Roma. Dalla denuncia all'Antitrust Mytaxi rende nota la pratica di "rescissione dei contratti da parte delle cooperative ai tassisti che avevano iniziato a utilizzare l'app Mytaxi". L'Antitrust ha però ritenuto non esserci le condizioni per applicare una sanzione come fa solitamente in casi più gravi di condotte anti concorrenziali, prescrivendo però alle imprese radiotaxi il limite di 120 giorni dalla notifica del provvedimento, per comunicare le iniziative che intendono intraprendere per porre rimedio all'infrazione accertata dall'AGCM.

Pubblicato in Il Semaforo il 10 Luglio 2018 | Autore: Donato D'Ambrosi


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