Tasse auto: senza le Province a chi andranno i nostri soldi?

Le Province spariscono dalla Costituzione, le tasse no. Ecco quanto risparmieranno gli automobilisti

14 aprile 2016 - 11:00

La riforma costituzionale è stata approvata dalla Camera. L'obiettivo è superare il bicameralismo perfetto, rendere più forte l'Esecutivo, eliminare definitivamente le Province. Che spariscono dalla Costituzione. Infatti, la Repubblica sarà costituita solo “dai Comuni, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”. Non viene ancora stabilito a quale ente verranno delegate le funzioni delle vecchie Province. Alla fine, le Camere rimarranno due, ma con funzioni diverse. Le Province come vuole la Legge Delrio, entrata in vigore nell'aprile 2014, vengono trasformate in “enti territoriali di area vasta”.

ADDIO CNEL Montecitorio è l'unica titolata a dare la fiducia al Governo e a votare le leggi, mentre Palazzo Madama farà da raccordo tra lo Stato, gli Enti territoriali (non le Province, che muoiono) e l'Unione europea. Viene fatto fuori pure il Cnel, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, considerato inutile: è l'organo di consulenze delle Camere e del Governo, ma soprattutto una palla al piede dello Stato, pagata da noi contribuenti. 

TASSE ALLE PROVINCE Per l'automobilista, con la scomparsa delle Province dalla Costituzione, cosa cambia? Ora paga alle costosissime Province l'IPT, Imposta provinciale di trascrizione. Il balzello più pesante che grava su immatricolazioni del nuovo e soprattutto (dato il valore più basso delle transazioni) passaggi di proprietà dell'usato. Proprio l'IPT è un freno fortissimo al mercato dell'usato, senza considerare che si ha una sensibile e pericolosa evasione nella registrazione dei passaggi di proprietà. 

IMPOSTA RC AUTO Oltre all'IPT, c'è un seconda odiosa stangata che arriva dalle Province: la tassa sulla Rc auto. Dal 2011, l'aliquota dell'imposta Rca, pari al 12,5%, può essere aumentata o diminuita in misura non superiore a 3,5 punti percentuali (dal 2012 l'imposta Rca costituisce tributo proprio derivato delle Province). Ovviamente, con la crisi che morde anche gli Enti locali, l'occasione è stata troppo ghiotta: aumenti a raffica. E quasi tutte le tasse sono schizzate al massimo consentito: il 16%. A questo punto è lecito chiedersi quale altro Ente locale andrà a sbranare i soldi degli automobilisti, bancomat viventi di Stato, Regioni, Province e Comuni.

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