Subaru e la trazione integrale mista: l'ibrido fa gola e nasce sicuro

La casa giapponese rimane fedele alla trazione integrale ma la sua proposta è ibrida e nativamente sicura

18 maggio 2015 - 12:15

Subaru è una delle più piccole case giapponesi ma può vantare una tradizione più che consolidata nel campo della trazione integrale. La sua proposta Hybrid SI Drive cambia però registro e introduce ben tre motori elettrici nella trasmissione, con una soluzione che implementa nativamente il controllo della stabilità ed il Torque Vectoring.

UN ALBERO E UN DIFFERENZIALE DI MENO – Si chiamano VIZIV e sono dei concept di quello che potrebbero essere i SUV del futuro secondo Subaru, con il primo, a mio avviso, visivamente ben più coinvolgente del secondo. Il più recente VIZIV-2 mantiene molti elementi della progenitrice, come le portiere anteriori a lama di coltello e quello posteriori scorrevoli. Al di là dell'aspetto esterno, comunque importante, le Viziv condividono l'impostazione meccanica che ovviamente non rinuncia al motore boxer, la cui versione diesel è unica al mondo (leggi l'analisi tecnica del motore Subaru diesel). Un altro gruppo meccanico che Subaru ripropone è il cambio CVT Lineartronic (leggi la prova dalla Outback 2.0 D-S) che elimina il fastidioso effetto di “slegatura” fra motore e trasmissione di molti cambi a variazione continua del rapporto. Rivoluzionato invece l'albero di trasmissione, che non c'è! La trazione integrale viene in questo caso ottenuta con due motori elettrici, uno per ruota, il cui pilotaggio separato permette di fare a meno del differenziale posteriore.

INTEGRALE A 4 MOTORI – Lo schema Subaru Hybrid SI Drive ha qualche analogia con quello usato da Peugeot, ad esempio nella 508 RXH provata da Sicurauto ma anche importanti differenze. Come nella 508 la trazione posteriore viene implementata dal motore elettrico ma Subaru lascia (il differenziale posteriore) e raddoppia, dato che le macchine elettriche sono 2, una per ruota. Un'altra novità è il terzo motore elettrico, che trasferisce la potenza direttamente nella trasmissione e può quindi intervenire sulle ruote anteriori, sostenendo il motore termico o facendone le veci. In effetti i motori elettrici sono gli unici chiamati in causa nelle partenze e nella marcia a bassa velocità mentre se si vuole un'accelerazione robusta e durante la marcia ad alta velocità entra in azione l'unità a combustione. Il terzo motore elettrico non soltanto interviene in caso di bisogno per rendere più fluida e incisiva l'azione del motore a scoppio ma permette la trazione integrale all-electric.

LA SICUREZZA CHE NASCE DA DENTRO – La coppia posteriore ha invece un ulteriore, importantissimo ruolo nella sicurezza: modulando finemente la coppia di ognuna delle due ruote si può implementare in maniera “pulita” e molto veloce il controllo della stabilità ed il Torque Vectoring. In effetti, invece di usare un differenziale controllato elettronicamente o azionare i freni, usurandoli e dissipando energia, è “ideologicamente” meglio variare singolarmente la coppia dei motori posteriori, recuperando magari un po' di energia se la coppia richiesta è frenante. Il controllo separato delle ruote posteriori permette anche di usarle in modo da facilitare l'ingresso e la condotta della curva, simulando l'effetto delle 4 ruote sterzanti. Notiamo anche come Subaru abbia previsto, per le VIZIV, la modalità di funzionamento “Eco-Cruise” che modula il controllo della potenza in funzione del traffico, usando i dati delle 2 telecamere anteriori che sono già usate anche per il controllo dell'abbandono della corsia e l'evitamento degli ostacoli. Sono presenti ovviamente sistemi come lo Start & Stop, la frenata rigenerativa e la ricarica con il motore a scoppio o in modo plug-in.

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