Tesla Full Self-Driving: la Slovenia è il sesto Paese UE
La Slovenia dà il via libera al sistema di assistenza alla guida FSD di Tesla: si resta in attesa del voto UE
La Slovenia dà il via libera al sistema di assistenza alla guida FSD di Tesla: si resta in attesa del voto UE
La Slovenia ha autorizzato l’uso del sistema di assistenza alla guida Full Self-Driving (FSD) di Tesla sulle proprie strade, ha dichiarato la Casa automobilistica statunitense, diventando il sesto Paese europeo a farlo in vista di un potenziale voto a livello UE. Infatti, le autorità di regolamentazione avevano dato l’ok in via provvisoria al software sulle strade dei Paesi Bassi a inizio aprile 2026. A seguire, Danimarca, Belgio, Estonia e Lituania. Invece Finlandia e Grecia starebbero considerando un possibile via libera, almeno così dice il costruttore USA. Particolare la posizione della Francia: archiviate le perplessità estive sulla sicurezza del sistema, ha dato il via ai primi test grazie all’ok del ministero dei Trasporti.
TESLA FULL SELF-DRIVING NELL’UE: PERCORSO A OSTACOLI
Il percorso di Tesla per introdurre la tecnologia FSD in Europa si presenta come un mosaico complesso di decisioni normative, evidenziando approcci radicalmente diversi tra le varie nazioni del Continente. La mappa aggiornata mostra uno scenario diviso, in cui la burocrazia e le regole sulla sicurezza stradale determinano il ritmo di adozione della guida assistita evoluta.
Senza un’omologazione uniforme a livello di Unione Europea, la Casa deve affrontare un processo di approvazione Paese per Paese, rallentando la diffusione su scala continentale e creando disparità significative nell’esperienza d’uso per i proprietari dei suoi veicoli.
BRUXELLES: DECIDE SULLA GUIDA ASSISTITA TESLA IL 6 OTTOBRE?
L’evoluzione del quadro normativo europeo si inserisce nella corsa verso una possibile votazione a livello comunitario, che secondo la Casa automobilistica texana potrebbe svolgersi già il 6 ottobre.
Per supportare formalmente questa richiesta di autorizzazione e ottenere l’esenzione da specifiche restrizioni previste dal regolamento UN-R-171, l’azienda ha recentemente diffuso un dettagliato report sulla sicurezza: questo documento raccoglie ed esamina i dati statistici registrati durante le fasi di sperimentazione effettuate sia sulle strade del Nord America sia nei test condotti sul territorio europeo.

LA QUESTIONE INCIDENTI
L’obiettivo principale di questo dossier è dimostrare concretamente come le funzionalità avanzate di assistenza alla guida possano ridurre le probabilità di sinistri stradali rispetto alla guida esclusivamente umana.
Il regolamento UN-R-171 definisce rigidi requisiti tecnici e operativi per i sistemi di ausilio al conducente; di conseguenza, la deroga richiesta risulta indispensabile per consentire al software FSD di operare con tutte le sue potenzialità anche all’interno dei confini dell’Unione Europea. E con tutti i suoi possibili limiti: vedi il comportamento del mezzo al passaggio a livello con semaforo rosso.
IL PROBLEMA DI CHI USA MALE IL SISTEMA
Pesa inoltre il problema di chi usa male il Tesla FSD: guidatori (non sono passeggeri, serve un automobilista al volante, sempre pronto a intervenire) che dormono, mangiano, si scattano selfie e tanto altro.
Ed è proprio questo uno dei punti più delicati dell’intera questione: il Full Self-Driving di Tesla non equivale alla guida autonoma, ma resta un sistema di assistenza che richiede la supervisione continua del conducente. Anche nelle valutazioni presentate alle autorità europee, il monitoraggio del guidatore rappresenta infatti un elemento centrale del funzionamento del sistema.
Il rischio, quindi, non riguarda necessariamente soltanto ciò che il software è in grado o meno di fare, ma anche il comportamento di chi lo utilizza. Un sistema sempre più sofisticato può infatti generare nel conducente una falsa sensazione di sicurezza, inducendolo a delegare alla vettura una parte dell’attenzione che dovrebbe invece continuare a dedicare alla strada.