Tesla FSD vuole passare col rosso al passaggio a livello: ennesimo episodio
Un'auto Tesla con Full Self-Driving ha rischiato la collisione con un treno a un passaggio a livello negli Stati Uniti: non è la prima volta
Un'auto Tesla con Full Self-Driving ha rischiato la collisione con un treno a un passaggio a livello negli Stati Uniti: non è la prima volta
Per quarta volta in pochi mesi, una Tesla con la più recente versione di Full Self-Driving non si è fermata a un passaggio a livello con semaforo rosso in USA. Se il guidatore in carne e ossa non fosse intervenuto, la macchina si sarebbe scontrata con un treno in transito, secondo quanto dichiarato dal conducente e come dimostrato gli screenshot derivanti dai filmati della dashcam, spiega Electrek. Lo ha denunciato Lei Xing, giornalista automotive: i segnali del passaggio a livello lampeggiavano e il treno era udibile e visibile, ma l’auto ha solo rallentato prima di tentare di attraversare proprio mentre sopraggiungeva il treno. Parliamo di FSD v14.3.7, con note di rilascio che rivendicavano una gestione migliorata per “oggetti rari e insoliti che si estendono, pendono o si sporgono nel percorso del veicolo”, un tipo di formulazione che dovrebbe coprire una sbarra abbassata o un treno in movimento.
TESTA FULL SELF-DRIVING E PASSAGGI A LIVELLO: QUALCOSA NON QUADRA
I passaggi a livello sono diventati una delle criticità più gravi per la guida assistita di Tesla. Diverse vetture con il sistema FSD attivo non si sono fermate di fronte a sbarre abbassate e treni in transito, ignorando segnali luminosi e acustici. Incidenti simili si sono verificati in California, Texas e Pennsylvania, con decine di episodi documentati che evidenziano un grave malfunzionamento nel riconoscimento di questi ostacoli.
TESLA FSD: L’ENTE DI SICUREZZA MONITORA
Le autorità di regolamentazione e il governo degli Stati Uniti stanno monitorando con crescente preoccupazione i ripetuti malfunzionamenti del sistema di assistenza alla guida di Tesla. Al centro dell’attenzione ci sono numerosi episodi critici, tra cui i pericolosi fallimenti in prossimità dei passaggi a livello, che hanno spinto le istituzioni a intervenire direttamente sulla sicurezza dei veicoli autonomi.
Nell’ottobre del 2025, la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha aperto un’indagine ufficiale sulla tecnologia FSD a seguito di 58 incidenti segnalati, relativi a situazioni in cui il sistema è passato con il rosso o ha invaso la corsia opposta. Nel corso dei mesi successivi, l’inchiesta federale si è notevolmente ampliata, arrivando a comprendere circa 2,9 milioni di veicoli equipaggiati con il software di Tesla e ponendosi a un solo passo da una formale richiesta di richiamo obbligatorio.

GUIDA ASSISTITA TESLA: LA POLITICA SI ATTIVA
Parallelamente, la pressione politica è salita ulteriormente quando i senatori Ed Markey e Richard Blumenthal hanno sollecitato l’agenzia federale a focalizzare le verifiche specifiche sui ripetuti blackout del sistema di fronte ai passaggi a livello, definendo tali criticità un inaccettabile e preoccupante rischio per l’incolumità pubblica.
Nonostante queste gravi ombre normative e le crescenti prove di incidenti sfiorati o reali, la casa automobilistica continua a commercializzare la tecnologia utilizzando la denominazione commerciale Full Self-Driving. Tuttavia, le note tecniche e il manuale d’uso dell’azienda ricordano formalmente che il conducente resta l’unico responsabile, dovendo mantenere un’attenzione costante e la totale prontezza a intervenire in qualsiasi momento per correggere le manovre errate del computer di bordo. Insomma, mai dormire a bordo con la macchina in viaggio.
FULL SELF-DRIVING E “ORECCHIE ELETTRONICHE”: ABBIAMO UN PROBLEMA
Una delle questioni più critiche e finora meno affrontate nello sviluppo dei sistemi di guida assistita avanzata riguarda l’assenza di sensori acustici dedicati. Attualmente, piattaforme complesse come il Full Self-Driving di Tesla affidano la percezione dell’ambiente circostante quasi esclusivamente a telecamere, radar e sistemi di visione artificiale, tralasciando completamente la componente uditiva. Trombe dei treni ai passaggi a livello, sirene di ambulanze, clacson e richiami d’emergenza rimangono del tutto inascoltati dai computer di bordo.
Questo limite rappresenta un paradosso tecnologico rilevante. Se l’obiettivo dichiarato dell’industria è replicare e superare le capacità umane al volante, l’udito costituisce uno strumento primario e immediato di prevenzione. Spesso, infatti, un automobilista percepisce l’arrivo di un pericolo imminente – come un mezzo di soccorso dietro una curva o un treno in arrivo – proprio grazie al suono prima ancora di poterlo inquadrare visivamente.
L’affidamento esclusivo agli input visivi si scontra regolarmente con ostacoli ambientali, angoli ciechi e condizioni meteo avverse. Integrare microfoni esterni calibrati per filtrare e interpretare i rumori stradali critici potrebbe colmare una lacuna di sicurezza fondamentale, riducendo drasticamente il rischio di incidenti che i soli algoritmi visivi faticano ancora a prevenire.