Mondiale rally 2019: i sistemi di sicurezza per pilota e navigatore

Dall'Hans al rollbar, ecco tutti i sistemi di sicurezza pensati per proteggere pilota e navigatore nei rally secondo il nuovo regolamento

31 maggio 2019 - 16:07

Il potenziale prestazionale delle moderne auto da rally ha raggiunto livelli altissimi. Con gli ultimi regolamenti tecnici, le auto impegnate nel Mondiale sono in grado di raggiungere non soltanto velocità di punta elevetissime. Ma di mantenerle anche in curva. Il tutto sfrecciando tra muretti, alberi e ostacoli di ogni genere. Esattamente come avverrà questo weekend al Rally del Portogallo. La diretta sarà in esclusiva su DAZN e cliccando qui potrai vederla live gratis grazie alla promozione DAZN sul primo mese di abbonamento. A ben vedere, i rally sono forse una delle specialità più pericolose del motorsport. Quindi, come si protegge chi corre sulle prove speciali di tutto il mondo? Esiste uno specifico regolamento redatto dalla FIA (Federation Internationale de l’Automobile) che annovera tutte le dotazioni di sicurezza di cui auto, pilota e navigatore devono essere dotati.

AL SICURO DENTRO LA GABBIA

Partiamo dall’auto. Il primo elemento di sicurezza, nonché uno dei più importanti è il rollbar. Montato all’interno dell’auto, questo ha il compito di irrigidire la struttura dell’auto. Riducendo il rischio di deformazione della scocca in caso di impatto. Si tratta di un vero e proprio scheletro tubolare in acciaio. La sua struttura di base è costituita da un arco principale, un arco anteriore, due traverse longitudinali e due gambe di forza posteriori, oltre a sei piedi di ancoraggio. L’intera struttura deve essere saldata alla scocca e non imbullonata. Inoltre, può essere modificata con ulteriori traverse di rinforzo. È importante sapere, che tutti i cavi elettrici o le tubazioni dei fluidi presenti all’interno dell’abitacolo, devono passare dentro il perimetro del rollbar e non fuori.

IN CASO D’INCENDIO

Altro elemento importante all’interno dell’auto sono gli estintori. Ogni veicolo deve essere dotato di un impianto di estinzione azionabile direttamente dall’equipaggio. Oppure tramite un comando posizionato all’esterno dell’auto. Solitamente sopra il cofano motore. Identificato dalla lettera E. Questo deve avere una portata minima di 3 chilogrammi. E gli ugelli devono essere posizionati in punti prestabiliti dell’abitacolo per limitare il più possibile l’effetto del fuoco sull’equipaggio. A bordo, poi, sono presenti anche degli estintori brandeggiabili, solitamente subito sotto i sedili.

SICURI E CONTENITIVI

A proposito di sedili, anche questi svolgono una funzione molto importante in auto. Oltre a mantenere pilota e navigatore in posizione, assicurano anche una protezione in più in caso di urto. Sono solitamente realizzati con struttura in vetroresina o fibra di carbonio, con imbottiture in gommapiuma. Ne esistono di vari tipi. Nel mondiale Rally, vengono solitamente usati modelli con fascia di protezione anche per la testa. Questa limita i movimenti della testa anche in caso di urto laterale.

IL CASCO

E parlando di testa, passiamo ora ad analizzare il vestiario di pilota e navigatore. Partiamo naturalmente dal casco. Quelli di ultima generazione sfruttano materiali come carbonio o kevlar. Il tutto per assicurare non soltanto la massima resistenza, ma anche una buona leggerezza. Nei rally non è obbligatorio correre con caschi integrali. Tuttavia, come per tutto il resto del vestiario, è necessario utilizzare modelli omologati FIA. In questo caso con standard 8859-2015, 8860-2004 o 8860-2010. La parte interna, ovviamente, è imbottita e deve essere ignifuga.

PER PROTEGGERE IL COLLO

Se si parla di casco, non si può non citare il collare Hans. Questo, appoggiato alle spalle di pilota e  navigatore e legato al casco, limita il movimento della testa in avanti. Contenendo il rischio di lesioni al collo. Tutti i team del Mondiale Rally utilizzano Hans in fibra di carbonio. Questi devono essere montati sotto le cinture di sicurezza con la parte posteriore ad un angolazione di 60 gradi. A proposito di cinture di sicurezza, nel WRC si utilizzano cinture con attacco a sei punti. Questi non devono essere ancorati alla struttura del sedile, bensì alla scocca dell’auto oppure al rollbar.

TUTTO IGNIFUGO

C’è poi il vestiario. La tuta, così come i guanti e le scarpe devono essere ignifughi. Comprese le cuciture con le quali sono assemblati. Ma non è tutto. Sotto tutti questi indumenti, pilota e navigatore devono indossare sottotuta, calze e sottocasco, anch’essi ignifughi, che contribuiscono a tenere lontane le fiamme dal corpo il più a lungo possibile. Una curiosità. Il navigatore è esentato dall’utilizzare i guanti, per poter utilizzare con maggiore facilità il quaderno delle note.

DOPO CINQUE ANNI

In conclusione, una curiosità. Il limite di omologazione di tutti gli indumenti, così come di sedili e cinture, scade ogni cinque anni. Ciò significa che oltre tale data, vanno tutti sostituiti. Da tempo si dibatte sulla questione. Da una parte c’è chi dice che il limite è troppo breve, dall’altra chi è invece è d’accordo. La realtà è che per quanto i materiali potrebbero resistere per più di cinque anni, spesso non si sa come questi siano stati utilizzati. Per questo motivo, la FIA obbliga alla sostituzione dopo tale periodo.

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