Lyft rende la guida autonoma Open Source ai programmatori

Lyft condivide con gli sviluppatori e i competitor migliaia di dati raccolti nel corso dei suoi test sulla guida autonoma. Il piano è quello di accelerare le ricerche nel settore

24 luglio 2019 - 19:12

Lyft sceglie di condividere migliaia di dati raccolti nel corso dei suoi test sulla guida autonoma. Mappe 3D e annotazioni fatte sul campo diventeranno open source per stimolare il lavoro degli esperti attivi nel settore. Varcare la frontiera dell’open source permette alle aziende di fare progressi in settori che richiedono importanti investimenti in ricerca e sviluppo. Lyft, come ha già fatto Waymo, pensa che spogliarsi di informazioni importanti non la renderà vulnerabile alla concorrenza ma la farà crescere meglio e più in fretta. L’azienda ha anche messo in palio un ricco premio per gli sviluppatori interessati a costruire modelli di apprendimento automatico basato sui big data. In occasione della conferenza internazionale NeurIPS in programma a dicembre, Lyft offrirà un premio di 25.000 dollari al miglior sistema di machine learning. L’auto a guida autonoma passa dai big data, vediamo perché la sfida, oltre alla loro elaborazione, è anche quella di aprire alla condivisione open source.

SVILUPPO SMART

Lyft rompe gli indugi per dare una svolta alle ricerche in corso nel campo della guida autonoma. L’azienda ha rilasciato un corposo set di dati raccolti dalla sua flotta driveless in fase di test. Secondo Lyft si tratta del più grande slot di dati desecretati e condivisi della storia. I documenti sono disponibili per il download gratuito nel formato nuScenes sviluppato da Aptiv. “I veicoli autonomi dovrebbero ridefinire in modo drastico il futuro dei trasporti. Una volta realizzata, questa tecnologia prometterà di ottenere una miriade di vantaggi sociali, ambientali ed economici “, affermano da Lyft. La diffusione del set di dati da parte di Lyft arriva dopo che i rivali di Waymo a giugno avevano preso l’iniziativa alla conferenza IEEE svoltasi a Long Beach, in California. In quel caso si trattava di informazioni provenienti dai sensori multimodali raffiguranti circa 3.000 scene di guida per un totale di 16,7 ore di video.

I DATI

Lyft ha condiviso oltre 55.000 frame 3D con annotazioni dei suoi tecnici riguardanti i test svolti in mezzo al traffico cittadino. Tra le informazioni troviamo anche quelle raccolte dalle 7 telecamere e 3 sensori lidar che compongono i suoi hardware. Ci sono anche tracciati di guida e una mappa in HD che include migliaia di informazioni su elementi sensibili come linee di corsia, strisce pedonali, segnali di stop, zone di parcheggio e dossi. Tutti questi dati sono stati raccolti da una flotta a guida autonoma che ha operato all’interno di un’area geografica delimitata. Le iniziative di Lyft per sollecitare al comunità di ricerca globale non si fermano qui. L’azienda ha annunciato una sfida ingegneristica riservata agli sviluppatori attivi nel machine learning. Ecco allora che Lyft offrirà un premio da 25.000 dollari ai migliori progetti di apprendimento automatico che saranno svelati alla conferenza NeurIPS in programma a dicembre a Barcellona.

LAVORO DI SQUADRA

Per sviluppare l’auto a guida autonoma firmata Lyft c’è al lavoro un team composto da oltre 300 ingegneri e ricercatori che lavorano senza sosta. Dalla sua fondazione nel luglio 2017, il gruppo ha sviluppato nuove mappe 3D, metodi per la valutazione dell’efficienza energetica nei veicoli e tecniche per tracciare il movimento dei mezzi. Nel marzo 2018, dovo aver completato le verifiche in laboratorio, Lyft ha iniziato a testare la sua tecnologia senza conducente sulle strade pubbliche. Dal mese di maggio 2019 Lyft collabora con Waymo. I clienti della sua app di ridesharing attivi nell’area di Phoenix in Arizona, possono prenotare una corsa a bordo di un van della flotta autonoma Waymo. Gli sforzi di Lyft non si fermano qui e l’azienda lavora anche con la startup Aptiv per testare la guida autonoma sulle strade di Las Vegas.

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