bruxelles-blocca-il-5g_

Bruxelles blocca il 5G: la guida autonoma userà il Wi-Fi?

Il sindaco di Bruxelles ferma i test: non si sa se il 5G fa male alle persone. Guida autonoma e V2X a rischio per la guerra fra 5G e Wi-Fi nella UE

11 giugno 2019 - 9:55

Le automobili parleranno fra di loro per tanti motivi, a partire dalla sicurezza per arrivare alla guida autonoma. La questione è: come avverrà questo dialogo? Le tecnologie papabili sono almeno 2, il 5G delle reti cellulari e una variante evoluta del classico Wi-Fi, che sembrava messo all’angolo. Il 5G appariva in vantaggio ma le recenti prese di posizione delle Istituzioni Europee e del sindaco di Bruxelles potrebbero rallentarlo in Europa. Vediamo la cronaca, che racconta di un progetto pilota per la copertura di Bruxelles con una rete Internet wireless 5G ad alta velocità. A luglio del 2018 il governo aveva siglato un accordo, con tre operatori di telecomunicazioni, che allentava i severi standard sulle radiazioni di Bruxelles. All’inizio di aprile è però arrivato lo stop dalle autorità locali, dato che è risultato impossibile stimare le radiazioni prodotte dalle antenne.

CITTADINI, NON CAVIE

La ministra dell’ambiente della regione di Bruxelles, Céline Fremault, ha detto: “Non posso consentire questa tecnologia se non rispetta gli standard di protezione dei cittadini”. La Fremault ha ribadito che i cittadini non sono cavie la cui salute può essere barattata per il profitto e che non sono ammesse incertezze. Si è deciso per la sospensione perché ad un certo punto è stato impossibile valutare le emissioni delle antenne: mancavano informazioni tecniche. Quest’episodio è incluso nell’EU 5G Appeal – Scientists warn of potential serious health effects of 5G, firmato da più di 180 scienziati di 36 Paesi. Nell’appello si raccomanda una moratoria dell’introduzione del 5G per le telecomunicazioni fino a quando scienziati indipendenti non abbiano indagato sui pericoli potenziali per la salute. Un’indagine sugli effetti per persone e ambiente è doverosa perché il 5G aumenterà molto l’esposizione ai campi elettromagnetici rispetto a quelli già presenti.

L’EVOLUZIONE DEL WI-FI

La Commissione Europea ha proposto un quadro giuridico per regolamentare i cosiddetti Cooperative Intelligent Transport Systems  (C-ITS). Questa cornice supporta lo standard Wi-Fi ITS-G5, già certificato e adottato da gran parte dell’industria automobilistica. I suoi principali sostenitori sono Renault e Volkswagen, che inizierà ad inserirlo nelle sua auto già quest’anno. VW sostiene che la tecnologia V2X, basata sulla telefonia 5G, diventerà affidabile soltanto fra diversi anni. Secondo Reuters i tecnici della Commissione Europea si sono lamentati di non aver trovato apparati 5G V2X da testare. Spingono l’ITS-G5 anche le divisioni camion di Renault e Toyota, MAN e Scania. Al di fuori dell’automotive il G5 ha l’appoggio del produttore di chip NXP, la società di pedaggi Kapsch, Siemens e lo standardizzatore VdTueV. Questo protocollo è l’evoluzione del celeberrimo IEEE 802.11, alla base del Wi-fi, e si chiama 802.11p, ottimizzato per l’accesso wireless in ambienti veicolari.

IL TUTTOFARE 5G

Riguardo il collegamento 5G V2X gli osservatori concordano sul fatto che esso, grazie alla velocità delle reti 5G, sarà efficace e abbiamo già 4 esempi concreti. Anche Volkswagen fa parte della 5GAA – 5G Automotive Association ma a giocare a sfavore è stato l’orizzonte temporale incerto della sua implementazione. Il V2X 5G permetterebbe ad una macchina connessa/autonoma di “percepire” la presenza di un pedone tramite il suo smartphone. Questo avverrebbe prima che il conducente lo veda e il sistema non soltanto attiverebbe la frenata automatici ma avvertirebbe il pedone stesso. Per esempio Daimler ha preso posizione per questa tecnologia così come BMW e Deutsche Telecom.

I PERCHÉ DI UNA SCELTA

I sostenitori del 5G dicono che se si usasse il G5 per gli ITS non si avrebbe interoperabilità: Wi-Fi e reti cellulari sono incompatibili. Di diverso avviso il consorzio ITS G5 evidenzia invece la possibilità di implementare sistemi misti e il vantaggio di una piattaforma, il Wi-Fi, ad evoluzione già pianificata. Il Wi-Fi è più economico, dato che è in una banda non soggetta a licenze, mentre gli operatori 5G farebbero pagare i dati. Le reti mobili potrebbero però essere più sicure: saresti tranquillo se la tua auto fosse guidata da un router? Qualcuno ha poi detto che la decisione di proseguire nella normazione del G5 è stata presa per una sorta di deferenza verso gli USA.

GIOCHI SULLO SCACCHIERE GLOBALE

Sappiamo della “guerra” dichiarata da Trump nei confronti di Huawei e ZTE, leader nella tecnologia 5G e accusate di spionaggio e furto di segreti industriali. La Cina e i mercati satellite spingono il V2X 5G, creando difficoltà ai costruttori europei che potrebbero dover implementare sistemi diversi a seconda dei mercati. Dal punto di vista della velocità d’implementazione il G5 appare in vantaggio e molti analisti ribadiscono che una “collaborazione” è possibile. Si assiste quindi ad una vera e propria sfida intessuta di risvolti tecnici, geopolitici e commerciali: chi vincerà?

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Mercedes spia i clienti? Nella rete i clienti “distratti” delle auto in leasing

Cicalino auto elettriche: cosa dice la norma UN 138 sull’AVAS obbligatorio

Uber, incidenti nei test ogni 15 mila miglia: ex dipendente vuota il sacco