Allarme auto connesse: l’85% dei clienti non ha controllo sui dati

La Federazione Internazionale dell’Automobile lancia l’allarme sulle auto connesse: in arrivo una versione del GDPR su misura per i veicoli

12 gennaio 2022 - 13:21

L’attenzione alla privacy e al controllo dei dati cresce con la più ampia diffusione delle auto connesse. La risonanza creata dagli enti indipendenti sull’argomento, ha spinto anche la Federazione Internazionale dell’Automobile a chiedere una legge europea che tuteli i clienti sull’accesso diretto ai dati. Ad oggi, infatti 9 su 10 automobilisti affermano di avere i dati che invia l’auto connessa ai server, ma la quasi totalità di questi (85%) non ne ha il controllo.

I CLIENTI NON SANNO QUALI DATI INVIANO LE AUTO CONNESSE

L’acquisto di un’auto nuova è sempre accompagnato dalla sottoscrizione di condizioni contrattuali più o meno trasparenti, che i clienti accettano nel momento in cui appongono le firme. Poi che il rivenditore sappia (e voglia) spiegare nei dettagli come funziona un’auto connessa, al di là dei comandi basilari per guidarla, è un discorso a parte. La carenza normativa – anche secondo la FIA è di fondo: serve una legge che tuteli la libertà di scelta, protezione e sicurezza dei dati, oltre a garantire concorrenza leale (riguardo ai possibili blocchi che potrebbero imporre le Case auto) e l’innovazione del mercato. Di recente un sondaggio Dekra in Germania ha fatto emergere che l’88% dei tedeschi vuole scegliere a chi affidare i dati inviati dalle loro auto.

CHI RISCHIA CON LE AUTO CONNESSE MA “BLINDATE”

“Il nostro studio conferma ancora una volta che gli europei non sono sufficientemente responsabili per quanto riguarda i dati che generano durante la guida”, ha dichiarato Laurianne Krid, Direttore Generale della FIA Regione I. “Si stanno accumulando prove del fatto che i modelli proposti dai produttori di apparecchiature originali (OEMS) non forniranno le innovazioni di cui gli europei hanno bisogno per abbracciare la connettività”. E’ anche per questo motivo, evidentemente, che l’Automobile Club Tedesco ha condotto questo test che rivela quali dati inviano le auto connesse e in quali casi il proprietario può entrarne in possesso. Le criticità sono molteplici, come spiega la FIA, e nello specifico riguardano:

– i clienti di auto connesse, per le difficoltà a comprendere i dati prodotti dal loro veicolo e il loro potenziale uso improprio da parte di terzi;

– la concorrenza del mercato. L’inasprimento dell’accesso ai dati da parte dei fornitori di tecnologie e Case auto, potrebbe causare perdite ai fornitori di servizi indipendenti per 65 miliardi di euro l’anno entro il 2030, secondo uno studio della FIA;

AUTO CONNESSE: IN ARRIVO UN GDPR AUTOMOTIVE

Con il GDPR (Regolamento generale sulla Protezione dei Dati), in vigore dal 2018, l’Europa ha imposto dei paletti sull’accesso e l’utilizzo dei dati personali. Da solo non basta però e adesso si sta lavorando a una versione del GDPR dedicata esclusivamente alle auto connesse. Il prossimo step avverrà il 23 febbraio 2022, quando la Commissione europea dovrebbe adottare una proposta di “Data Act” per colmare la lacuna. Intanto la FIA continua a promuovere l’adozione di una piattaforma di bordo S-OTP, sicura ma soprattutto che permetta al conducente (come a proprietario e agli occupanti del veicolo) di scegliere il tipo di dati in entrata e in uscita e i fornitori di servizi preferiti.

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