Dati Auto Connesse: l’88% dei tedeschi vuole scegliere a chi affidarli

Chi deve avere l’accesso ai dati dalle auto connesse e perchè: ecco i timori degli automobilisti in un’indagine in Germania

18 gennaio 2021 - 10:49

I dati delle auto connesse iniziano a essere argomento caldo anche tra gli automobilisti come avevamo anticipato nella nostra indagine sull’accesso e la manutenzione delle auto connesse. Gli interessi economici in ballo sono tanti e le Case auto iniziano già a marcare il territorio con le pubblicità sul sistema d’infotainment. Un’indagine in Germania realizzata da Dekra afferma che la maggior parte degli automobilisti tedeschi vuole decidere chi può avere accesso ai dati delle auto connesse.

DATI AUTO CONNESSE: L’ACCESSO CONTESO DA PIU’ PARTI

Quasi 9 automobilisti tedeschi su 10 vorrebbero decidere cosa succede ai dati connessi della propria auto. L’argomento tiene banco sui tavoli tecnici non essendoci ancora una ben precisa regolamentazione sui dati delle auto connesse. Da una parte ci sono i Costruttori che difendono la sicurezza dell’accesso ai dati, dall’altra gli operatori di terze parti e aftermarket che temono una limitazione alla libera concorrenza. Una soluzione già imbastita sembrerebbe quella dei Neutral Server come Caruso che faccia da centrale dei dati connessi (provenienti sia dai Costruttori Auto, sia dai Telematic Provider). Nel Paese che rappresenta la fetta maggiore dell’industria auto in Europa però, su 1007 intervistati, quasi tutti sono per il controllo dei dati da parte dell’utente.

DATI AUTO CONNESSE: COSA PENSANO GLI AUTOMOBILISTI

L’88% degli automobilisti tedeschi ritiene che il proprietario del veicolo debba essere in grado di decidere cosa fare con i dati del veicolo. Nello specifico l’auto non dovrebbe essere trasparente e il conducente dovrebbe decidere quale organizzazione o autorità ha accesso a quali dati e come può utilizzarli. L’attenzione è rivolta anche ai dati del conducente per il 38% che solleva il problema del diritto alla privacy se il conducente non è proprietario del veicolo (auto a noleggio). Il timore più diffuso, nel 72% dei casi, riguarda l’utilizzo dei dati dalle auto connesse da officine, assicurazioni e autorità per risalire alla condotta di guida. La manutenzione predittiva invece è vista di buon occhio dal 63% degli automobilisti: l’officina cui si concede l’accesso può avvertire il conducente se è necessaria una riparazione.

AUTO CONNESSE CON LA CHIAMATA ECALL

La difficoltà dei regolamentatori è proprio nel mezzo: equilibrare diritti alla concorrenza, alla privacy e alla sicurezza dei trasporti (vedi cyber attacchi) che riguardano tutti i soggetti coinvolti nelle auto connesse. Una cosa è chiara: gli automobilisti temono di essere spiati. Ma è facile immaginare che si potrà scegliere se l’auto può o non può condividere alcuni dati (come le autorizzazioni delle app su smartphone). Ed esattamente come per lo smartphone inibire alcune funzionalità che possono però rivelarsi utili alla guida. Un campanello d’allarme l’ha già acceso anche l’Automobile Club Tedesco sull’efficacia dell’eCall gestito dai Costruttori. Il rischio, secondo l’ADAC, è che le Case auto vogliano mettere per prime le mani sui dati connessi delle auto attraverso la chiamata eCall per gestire soccorso stradale, riparazione e auto sostitutiva, rallentando, in alcuni casi, l’intervento dei soccorsi.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Bonus taxi Roma: come funziona lo sconto a dicembre 2022

colonnine ricarica ue

Colonnine di ricarica con POS: la proposta del Parlamento UE

Blocco traffico Roma 4 dicembre 2022: orari e deroghe