Aggiornamenti software OTA: cosa ci aspetta con le nuove auto?

Gli aggiornamenti software OTA sulle auto sono comodi, ma non privi di rischi: ecco le criticità nelle mani delle Case auto

28 luglio 2021 - 15:04

Gli aggiornamenti software OTA saranno sempre più uno standard condiviso dalle nuove auto. In realtà sono entrati nella quotidianità ben prima delle automobili: gli smartphone e i pc fanno aggiornamenti Over – The Air, quando connessi in Wifi. Gli aggiornamenti software delle centraline auto hanno introdotto molti cambiamenti nell’ecosistema automotive, ma a quale prezzo? L’automobile Club Tedesco snocciola le principali criticità delle auto che fanno aggiornamenti OTA.

AGGIORNAMENTI SOFTWARE AUTO: COSA CI GUADAGNANO I COSTRUTTORI

L’introduzione degli aggiornamenti software sulle auto, ha lanciato l’idea che un veicolo possa migliorarsi nelle caratteristiche durante la sua vita. Equivale un po’ al paradigma inverso del valore delle auto usate. Sulla scia del modello Tesla (un’auto che ha tutto l’hardware di serie e funzioni attivabili a pagamento), i Costruttori hanno iniziato a sviluppare architetture compatibili con gli aggiornamenti software OTA. Questo cambiamento, assieme ad altre innovazioni tecnologiche ha avuto un impatto sul costo iniziale di acquisto. Ma ce l’ha anche sulla potenzialità di personalizzazione di un modello. Facciamo un esempio pratico. Un’Audi A6 nuova prevede l’attivazione dei fari Matrix LED per un canone di 260 euro l’anno oppure per sempre pagando in unica soluzione 1300 euro. Così per molte altre funzioni attivabili anche dopo l’acquisto di un’auto usata. Un’indagine McKinsey ha stimato che con questa offerta le Case auto guadagneranno circa 260 euro per ogni veicolo venduto.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEGLI AGGIORNAMENTI SOFTWARE DA CASA

Un altro vantaggio è la possibilità di ricevere aggiornamenti software OTA con l’auto parcheggiata in garage e senza dover andare in officina, una cosa simile avviene per i software degli smartphone. In tal caso a guadagnarci sarebbero anche le Case – secondo l’ADAC – poiché così si risparmierebbero quei richiami obbligatori disposti dalle Autorità nazionali, per motivi di sicurezza o conformità al tipo omologato. Avete presente il richiamo Volkswagen per il dieselgate? In questo modo però anche i modelli meno recenti continueranno ad essere aggiornati, al pari o quasi di quelli appena usciti dalla fabbrica. Sempre che proprio come per gli smartphone – ad esempio – non si avvierà un processo di obsolescenza programmata.

I RISCHI DEGLI AGGIORNAMENTI SOFTWARE NASCOSTI

L’ADAC infatti sostiene che non è ancora chiaro per quanti anni gli aggiornamenti saranno disponibili e gratuiti. Mentre in Germania “le auto rimangono in circolazione per una media di 10-15 anni”. Ma il rischio che rivela l’ADAC è anche un altro. Il pericolo degli aggiornamenti software OTA è che le Case potrebbero essere tentate di vendere un’auto che non è stata ancora completamente sviluppata. Solo dopo rimuovere segretamente possibili errori software nel tempo, senza comunicarli alle Autorità”. In media circa il 16% dei richiami tecnici nel 2018 in Germania hanno riguardato bug nei software.

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