Si vendono meno diesel e la CO2 in Europa aumenta

Con il mercato del diesel in discesa, aumentano le vendite di auto a benzina e, insieme, le emissioni di CO2

26 aprile 2018 - 10:24

L'annosa questione delle emissioni di CO2 e delle auto comincia a delineare dei panorami inaspettati. Se ci seguite da tempo saprete di tutte le novità e limitazioni che stanno bombardando i veicoli diesel negli ultimi tempi – e qualora non lo sappiate qui ci sono tutte le news -, rei di essere tra le prime cause di inquinamento ambientale. Dopo la flessione che ha visto protagonisti i motori diesel negli ultimi dati di mercato legati alle vendite, l'ACEA (European, Automobile, Manufactures, Association) ha fatto una ricerca, nella quale sarebbe stata evidenziata una correlazione “imbarazzante” tra l'aumento di emissioni e l'aumento di vendite di auto a benzina. Ecco la situazione, tra veicoli diesel, benzina, elettrici ed emissioni di CO2.

SORPASSO BENZINA NEGLI ULTIMI TEMPI Prima ancora dei dati, il contesto. Il 2017 infatti è stato l'anno nel quale sono stati venduti tantissimi veicoli a benzina, superando il diesel che, dal 2009, era in cima alla lista delle preferenze degli automobilisti europei. Almeno questo è quanto emerge dai dati registrati dall'ACEA in merito al 2017 – qui altri dati riguardanti il mercato auto a marzo 2018 -, che vedono il diesel perdere circa 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno, passando dal 49,9% al 44,8%. Contestualmente è aumentato il volume di vendite di auto benzina dal 45,8% al 49,4%, con un aumento di emissioni di CO2.

AUMENTANO LE EMISSIONI DI CO2 Secondo le cifre pubblicate dall'ACEA, le emissioni generate dalle nuove auto sono aumentate dello 0,4% nel 2017, proprio l'anno in cui i veicoli benzina hanno superato, nelle vendite del nuovo, i veicoli diesel. Un dato fornito dalle stime legate alle emissioni in 17 Stati membri dell'Unione Europea: Regno Unito +0,8%, Francia +0,06%, Spagna +0,5%, Germania +0,1%, Polonia +1,43% e Olanda 2,27%. Ciò che fa riflettere l'ACEA è che rispetto agli ultimi anni, per la prima volta dal 2010 si registra un aumento generale delle emissioni:  “Come mostrano i dati dell'AECA, il passaggio dal diesel alla benzina, sta ora avendo un impatto tangibile sulle prestazioni di CO2 della nuova flotta di auto europea.” Ha commentato Erik Jonnaert, segretario generale dell'ACEA. “Guardando al futuro, ciò rappresenterà una seria sfida per raggiungere i futuri obiettivi di CO2, non solo quelli proposti per il 2030, ma anche gli obiettivi già fissati per il 2020.”

 

E L'ELETTRICO? In questo discorso si inseriscono le auto più ecologiche, quelle disponibili con powertrain ibridi o elettrici. Questa “compagine” infatti, nonostante stia evidenziando una crescita negli ultimi anni, è rappresentata in minima parte, con i veicoli a ricarica elettrica che sono passati dall'1,1% all'1,5%. Un segnale chiaro, secondo ACEA, che esistono ancora troppi limiti per questa tipologia di mobilità, come mancanza di infrastrutture, accessibilità e e autonomia per poter minimamente impensierire i veicoli diesel. Se da una parte le Case auto si stanno impegnando a portare sul mercato sempre più auto elettriche, proposte in più dimensioni e capacità, dall'altra è richiesto un maggiore impegno da parte degli Stati per intensificare l'offerta di infrastrutture sulle strade per la ricarica e una mobilità più sostenibile.

LE CASE SI IMPEGNANO, MA MANCANO LE INFRASTRUTTURE Resta il fatto che questo è un momento cruciale per il mercato auto, le Case e gli Stati membri dell'UE. Da una parte la guerra ai diesel e agli agenti inquinanti, dall'altra un mercato che evidenzia come, tutti i motori a combustione, che siano a benzina o diesel, sono una delle cause principali di emissioni di CO2 e che solo una mobilità più sostenibile, principalmente elettrica, potrà diminuire le emissioni con un impatto positivo sull'ambiente – a Milano arrivano i primi blocchi anche per le caldaie. Ma per raggiungere ciò bisogna attendere che non solo le Case, estremamente attive nell'elettrificazione delle proprie gamme, ma soprattutto i Paesi comincino ad offrire sempre più infrastrutture e incentivi per chi si “lancia” verso una mobilità più ecologica. È vero, quella delle infrastrutture è una delle “scuse” più utilizzate quando si parla di auto elettriche, ma è un dato di fatto che, fin quando non saranno rese più accessibili e presenti colonnine di ricarica e quant'altro, sarà difficile avere una larga diffusione di auto elettriche in tutti i Paesi dell'UE.

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