Se l'airbag esplode da solo il venditore non può lavarsene le mani

Se l'airbag esplode da solo il venditore non può lavarsene le mani La Corte di Cassazione ribadisce i principi dell'onere della prova nel caso di scoppio di airbag difettoso. E' il venditore a doversi discolpare

La Corte di Cassazione ribadisce i principi dell'onere della prova nel caso di scoppio di airbag difettoso. E' il venditore a doversi discolpare

23 Ottobre 2015 - 11:10

La Suprema Corte, sez. VI civile, con l'ordinanza n. 20811, depositata il 15 ottobre 2015, ha ribadito i principi che devono reggere l'onere della prova nel caso di vizio costruttivo dell'automobile. Secondo un orientamento consolidato infatti, non è l'acquirente che deve provare che il vizio era stato incolpevolmente ignorato dal venditore, ma quest'ultimo che deve dimostrare di non avere responsabilità nell'aver venduto un veicolo difettoso. Questa nuova pronuncia dà ulteriore appoggio ai tanti consumatori che si sono trovati con un veicolo difettoso, in balia dello scarico di responsabilità alla casa produttrice. Una nuova pronuncia da citare negli atti difensivi di chi si trova a dover portare in giudizio il venditore dell'auto difettosa. Il caso in esame poi, riguarda un problema già in evidenza nella stampa di settore: l'esplosione ingiustificata di airbag. Viene istintivamente alla mente il caso Takata, di cui SicurAUTO.it si è occupato spesso negli ultimi mesi ma anche i casi di apertura difettosa, vedi i casi segnalati dai nostri lettori.

L'ACQUIRENTE VITTORIOSO IN PRIMO GRADO, MA CONDANNATO IN APPELLO – La domanda dell'acquirente della vettura, per il risarcimento danni da scoppio immotivato di airbag, era stata accolta in primo grado dal Tribunale di Napoli, che aveva condannato il venditore a pagare oltre 5mila euro; tuttavia la Corte d'Appello partenopea aveva poi ribaltato il verdetto, condannando altresì il danneggiato a pagare le spese di entrambi i gradi di giudizio. I Giudici del secondo grado avevano ritenuto che non vi fosse prova che l'airbag fosse scoppiato per difetto costruttivo e non per mancata manutenzione, nonostante il manuale di istruzioni consigliasse la sostituzione dell'airbag dopo massimo 15 anni, e nel caso di specie quindi si potesse rinvenire una forma di garanzia in tale indicazione.

LA CASSAZIONE RISTABILISCE GLI EQUILIBRI – La difesa del consumatore danneggiato dall'esplosione dell'airbag ha promosso ricorso davanti alla Suprema Corte sulla base dell'argomento della interpretazione sbagliata di alcune norme inerenti il contratto di vendita e la responsabilità del produttore. In particolare, in base all'art. 1494 c.c., vi è presunzione di responsabilità per vizi della cosa venduta in capo al venditore, e in base all'art. 8 del DPR 224/88 (oggi superato dal codice del consumo n.d.r.), il danneggiato deve provare solo danno difetto e interconnessione tra i due, mentre sta al produttore/venditore dar prova di non aver responsabilità, ossia di aver venduto un prodotto privo di difetti. Gli Ermellini accolgono l'impostazione del ricorrente, superando le obiezioni del venditore che aveva anche frapposto questioni inerenti la denuncia dei vizi. Nessuna denuncia infatti è necessaria, se il venditore si adopera per riparare i danni, riconoscendo implicitamente i vizi. Soprattutto,la Suprema Corte chiarisce che in casi come quello dell'esplosione di airbag, il danneggiato deve rivolgersi al venditore, che è “l'unico soggetto responsabile (in forza del contratto) nei suoi confronti, a prescindere che il difetto dipenda da un altro soggetto della catena distributiva (ad esempio il produttore). In altri termini, è il venditore che deve rispondere direttamente e personalmente alle richieste del consumatore, facendosi carico di ogni eventuale onere”.

L'ESPOLOSIONE IMPROVVISA POTENZIALMENTE DEVASTANTE – Il caso trattato dalla sentenza in commento è più che mai attuale, non soltanto perché tratta dei rapporti tra consumatore, venditore e produttore di automobili, che sono un bene costoso e necessario, ma anche perché riguarda un caso di esplosione improvvisa di airbag. L'esplosione improvvisa di airbag può essere devastante, perché ponendo fuori controllo un veicolo, può causare danni potenzialmente enormi, sia al conducente del veicolo in cui il difetto si manifesta, sia agli altri utenti della strada. Recentemente si è verificato un caso molto rilevante di richiamo di veicoli di varie marche (Toyota, , Honda, BMW), che montavano airbag della Takata. Ora la NHTSA, l'Organismo nazionale americano per la sicurezza stradale, indaga su un numero impressionante di veicoli, si parla di 23 milioni, come raccontato da SicurAUTO.it in questi stessi giorni. C'è da augurarsi che lo scandalo non risparmi nessuno, perché l'aspetto più inquietante del problema è che non è affatto semplice dimostrare che in un incidente, magari grave, o mortale, l'airbag sia esploso prima e non dopo l'urto. E chissà quale sia il reale numero di incidenti causati dallo scoppio di airbag difettosi.

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