Richiamo airbag Takata: NHTSA indaga su 23 milioni di auto di 11 Costruttori

Mentre i test sulla sicurezza dei nuovi airbag sembrano incoraggianti è emerso che anche i Costruttori sarebbero responsabili dell'esplosione anomala

20 ottobre 2015 - 15:58

Gli airbag Takata continuano a occupare le cronache dell'automotive: è infatti notizia di questi giorni la probabile estensione dei richiamo ad altri Marchi. Nel frattempo emergono novità, quali una comunicazione di NHTSA su possibili responsabilità (indirette) dei Car Maker e una notizia fortunatamente rassicurante.

SALVAVITA PERICOLOSI? – Gli airbag sono stati sicuramente un bel passo avanti nel settore della sicurezza passiva: questi “palloni” che si aprono fragorosamente possono ridurre le sollecitazioni sul corpo e sul viso anche dell'80%, ovviamente in unione alle cinture di sicurezza. Dalla loro prima introduzione di sono sviluppati e perfezionati tantissimo, generando anche delle versioni che salvano dagli urti laterali (Window bag) e salvaguardano le ginocchia; i passeggeri seduti nei posti dietro potrebbero inoltre essere protetti dagli airbag posteriori e dai Beltbag. Dato però che il diavolo si annida nei particolari, un difetto di fabbricazione di molti esemplari ha imposto un maxi richiamo di airbag Takata e molte altre azioni, compreso il recupero degli airbag incriminati dai demolitori per impedire che essi potessero essere venduti come ricambio. Questi componenti potrebbero gonfiarsi troppo violentemente e rompere il loro guscio metallico, proiettando schegge che sono state collegate ad almeno 8 decessi e più di 100 feriti.

IL CONTAGIO POTREBBE ESTENDERSI – È appena il caso di dire come l'ente americano per la sicurezza del traffico, la famosa NHTSA, abbia già prodotto una mole non indifferente di report e richiami vari con riferimento all'affaire Takata. La saga degli aribag non sembra però conclusa, dato che il presidente Mark Rosekind ha riferito come le indagini potrebbero coinvolgere anche più di 11 Case. Come se non bastasse, l'agenzia ha rivelato che anche il design dei veicoli potrebbe aumentare i rischi di un funzionamento pericoloso degli airbag. Giovedì ci sarà una comunicazione ufficiale sul coordinamento che NHTSA assumerà riguardo i richiami di 23,4 milioni di inflater su 19,2 milioni di veicoli americani di almeno 11 case automobilistiche. Rosekind ha anche aggiunto come alcuni carmakers dovrebbero muoversi più tempestivamente qualora sospettassero un problema potenziale che riguardasse i loro veicoli. Ricordiamo come ad agosto l'Ente dei sicurezza avesse richiesto a Volkswagen USA informazioni sul malfunzionamento di un airbag laterale Takata montato sulla Tiguan, la prima segnalazione che non riguardava i “cuscini” anteriori.

UN POSTO MIGLIORE – Sempre Rosekind ha elogiato il comportamento di General Motors, citata come esempio perché sta richiamando rapidamente i suoi veicoli che potrebbero avere airbag Takata potenzialmente pericolosi, anche se non c'è nessuna lesione collegata ad essi. Durante il fine settimana scorso GM ha infatti richiamato negli Stati Uniti circa 400 veicoli model year 2015 a seguito di un avviso di Takata riguardo test – che hanno evidenziato malfunzionamenti negli airbag laterali – condotti in un suo stabilimento nel Messico. Un altro allarme nasce dal parere di esperti che evidenziano come il nitrato di ammonio utilizzato negli inflator potrebbe diventare instabile dopo essere stato esposto a tassi di umidità molto alti per certo tempo. Il design delle auto, qualora gli abitacoli e gli spazi sotto il tettuccio non fossero ben sigillati contro l'umidità, potrebbe essere un fattore aggravante di questa eventualità. Per fortuna fra tanti allarmi c'è una notizia rassicurante: gli airbag Takata di nuova produzione non hanno evidenziato problemi e il produttore ha comunicato ieri di aver aumentato la produzione dei kit di sostituzione fino a 1 milione di pezzi/mese.

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