Scandalo Takata: Autoliv avrà il monopolio mondiale degli airbag?

L'asse Takata-Autoliv ha alle spalle una storia ben più intrigante che vede in prima linea Honda e Volvo. Ecco cosa cambierà

11 novembre 2015 - 18:49

Sappiamo come a volte le buone intenzioni producano frutti deleteri e anche l'automotive non sfugge a questa regola. Il caso degli airbag Takata è paradigmatico in tal senso: componenti salvavita che però hanno causato 8 decessi perché all'atto dell'apertura potevano rompere l'involucro in micidiali schegge metalliche proiettate verso i malcapitati conducenti e passeggeri. Questo pericolosissimo malfunzionamento potrebbe alterare gli equilibri fra produttori, a vantaggio dell'Europa.

UNA GRANA MONDIALE – Ricapitoliamo brevemente la vicenda, che è iniziata ormai diversi anni addietro: sembra infatti che Takata sapesse che i suoi airbag fossero difettosi sin dal 2004, motivo per il quale NHTSA le ha comminato 70 milioni di dollari di multa (ampliabili fino a 200), imponendo altresì 5 anni di supervisione esterna e l'onere di dimostrare che il nitrato d'ammonio usato nei suo inflater sia sicuro, pena il ritiro di tutti gli airbag. Il “contagio” si è anche esteso anche al Vecchio continente: è del giugno scorso la notizia che Toyota richiama 1,7 milioni di auto in Europa proprio a causa degli airbag. Queste disgrazie stanno deteriorando l'immagine di Takata in maniera forse irreversibile: per esempio, Honda sta cercando un altro fornitore per gli airbag e questo potrebbe rafforzare la svedese Autoliv. Il produttore europeo potrebbe infatti trarre grandi vantaggi dai gravissimi danni – economici e d'immagine – che Takata sta subendo a causa dello scandalo ed espugnare il fortino-Giappone.

INCREDIBILE MA VERO – Quello che è un top-player mondiale non era infatti finora riuscito a rompere i legami tra le case automobilistiche giapponesi e Takata: troppo forte era infatti la cultura aziendale “keiretsu” che vede aziende strettamente legate da un legame non solo economico ma anche relazionale, con rapporti coltivati per decenni. Lo stillicidio di richiami – si parla di un totale vicino ai 40 milioni di veicoli – è stato però in grado di fiaccare anche i legami più solidi e più di un costruttore giapponese ha “ripudiato” – o sta per farlo – il gigante Takata. A far decidere gli OEM sono state le recenti notizie che gli enti di controllo USA hanno puntato il dito contro il già citato nitrato di ammonio – Takata è l'unico ad utilizzarlo – accusato di esplodere con troppa forza, lacerando il contenitore in pericolosissime schegge. Il Gran Rifiuto coinvolgerebbe Toyota Motor Co., Nissan Motor Co. e perfino il principale cliente, quella Honda Motor Co. che sta ricomprando gli airbag difettosi per eliminarli. Questa sorta di terremoto potrebbe rimodellare il business della sicurezza automobilistica in Giappone, nel quale Takata è stato il più grande player per anni; l'evento è così importante da spingere un esperto di sicurezza a dire che la decisione di Honda di non comprare più inflator da Takata è sensazionale, dato che le due aziende sono praticamente cresciute insieme, come Volvo e Autoliv.

SI VA ALLE GRANDI MANOVRE – L'azienda svedese si è già messa in movimento, dedicando l'1% – circa 90 milioni di dollari – del suo pantagruelico fatturato all'aumento delle proprie capacità produttive: pensa infatti di rientrare delle spese sostituendo i componenti Takata nelle auto soggetti ai richiami. In effetti l'espansione della capacità produttiva per componenti come gli airbag è più semplice rispetto ad altre industrie manifatturiere e Autoliv ha capacità inutilizzata in alcuni suoi stabilimenti cinesi. La società prevede di fornire fino a 20 milioni di unità sostitutive, soprattutto per la Honda, per la maggior parte in quest'anno e nel prossimo. Le opportunità che Autoliv ha di conquistare nuove quote di mercato non sono mai state così buone: lo sprofondare di Takata potrebbe infatti far balzare il suo share globale di nuovi ordini di airbag frontali fino al 50% negli ultimi due trimestri, rispetto al precedente 30%. Ovviamente c'è anche un rovescio della medaglia, con gli OEM preoccupati sia per il mantenimento della qualità su una produzione in veloce crescita sia per una sua posizione dominante e quindi con troppo potere sui prezzi. La quota di mercato di Autoliv nel 2014 nei dispositivi di sicurezza passiva è stata pari al 20% in Giappone, circa il doppio in Europa e Nord America e superiore al 35% nel resto dell'Asia. Takata nel 2014 era il secondo fornitore globale, seguito dal gruppo tedesco-statunitense ZF – TRW – SicurAUTO ha visitato gli stabilimenti di TRW – mentre altre società sono più piccole, come Toyoda Gosei, Nihon Plast, Ashimori e Daicel. Anche se Takata ha annunciato che avrebbe gradualmente eliminato il nitrato di ammonio in tutta la sua produzione, il danno d'immagine potrebbe condannarla: si stima che la sua quota di mercato potrebbe contrarsi dal 20% del 2014 al 5% nel 2020.

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