Salone di Francoforte 2015: la Mini Clubman fa la familiare

Non si tratta di un restyling con due porte in più ma di una sportiva totalmente nuova e più razionale per ospitare persone e bagagli

16 settembre 2015 - 18:04

A Francoforte lo stand della Mini, che non perde mai la sua originalità, ha come protagonista la nuova Clubman, che si presenta molto diversa dal modello precedente, ma gran parte delle nuove caratteristiche non sono visibili all'occhio umano. Le sue novità la proiettano verso una maturità maggiore e le regalano una duttilità migliore. Ecco i dettagli della nuova Clubman.

COME E' FATTA – Se la guardi la nuova station wagon della Mini (giunta alla terza generazione), ti rendi conto di quanto sia cresciuta, non solo nelle dimensioni, ma anche nel suo aspetto generale. Ad ogni modo, se delle prime vogliamo parlare, adesso sono più generose: la lunghezza è cresciuta di 27 centimetri (4,253 metri totali), la larghezza di 9 cm (1,80 metri) ed il passo di 10 centimetri (2,67 metri), mentre l'altezza è di 1,44 metri. Altro punto a suo favore, la diminuzione della massa complessiva della scocca a tutto vantaggio della rigidità torsionale; altro punto positivo è il volume del bagagliaio, ora di 360 litri (1.250 litri con lo schienale del divano posteriore abbattuto). Di fatto, quando parlavamo dell'aspetto generale, a guardarla ora sembra di trovarsi avanti una station wagon di segmento superiore, che non perde però le sue caratteristiche di sportiva giovanile e sbarazzina. Anche per questo motivo la nuova Clubman ha conservato al posteriore l'apertura a libro del portellone (si può avere anche automatica).

LA SOSTANZA DELLA CLUBMAN – In questo paragrafo illustriamo invece le novità che non si riescono a vedere con la semplice osservazione. A nasconderle è la nuova piattaforma modulare del Gruppo BMW (che si prepara a sostituire la Z4), che ha già visto nascere l'innovativa Serie 2 e la X1 e che consente un utilizzo senza alcuna problematica di alcuni propulsori che si trovano sotto il cofano dei modelli Bmw. Per la Clubman si è pensato di utilizzare il 3 cilindri di 1.5 litri TwinPower Turbo da 136 Cv (sul quale è stata sperimentata l'iniezione diretta d'acqua) della Cooper, oltre al 4 cilindri di 2.0 litri turbo (benzina e diesel), rispettivamente declinati nelle potenze di 192 Cv (per la Cooper S) e 150 Cv (per la Cooper D). Tutte le unità possono lavorare insieme a due diversi cambi automatici, entrambi con convertitore di coppia, a 6 o a 8 rapporti, mentre in alternativa (e di serie) c'è un cambio 6 marce manuale. Tra le altre caratteristiche meccaniche, si riscontra la presenza di sospensioni multi-link al posteriore e un servosterzo elettromeccanico progressivo.

TECNOLOGICA, COME SEMPRE – Sempre elevato lo standard tecnologico, che completa l'offerta di Mini per quanto riguarda i sistemi di assistenza alla guida. Figurano così l'Head-Up-Display, il Park Assistant e la telecamera di retromarcia; mentre è presente anche il Driving Assistant e l'High Beam Assistant con il riconoscimento della segnaletica stradale. Internamente si ha la sensazione di avere tutto come nel modello precedente e si viene subito catturati dal grande strumento circolare al centro della plancia che ospita un display touch dal quale si gestiscono tutte le funzioni dell'infotainment e il climatizzatore. Tra gli optional si trova invece il Mini Driving Modes, la manopola nel tunnel centrale che permette di selezionare le tre modalità di guida (Green, Mid e Sport), ma la lista è lunga e si posso richiedere sospensioni elettroniche, i cerchi in lega fino a 19″, i fari full LED, il cruise control adattivo, i sedili elettrici con memoria, il navigatore Mini Professional, l'impianto audio Harman Kardon e la frenata di emergenza automatica.

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