Road to Zero: il piano sicurezza USA per azzerare gli incidenti stradali

L'impennata delle fatalità spaventa le autorità USA, che varano il piano Road to Zero: eliminare in 30 anni gli incidenti mortali sulle strade

7 ottobre 2016 - 21:10

Vite, famiglie e carriere troncate, sofferenze, lutti e difficoltà a non finire: gli incidenti stradali fatali sono una piaga che definire tragica è poco. Ad aggiungere perplessità allo sgomento è poi l'informazione che molte morti si potrebbero evitare perché causate dall'errore umano e dalle distrazioni. La campagna “Road to Zero”, lanciata da enti e istituzioni USA ai massimi livelli, si prefigge lo scopo di eliminare gli incidenti mortali in 30 anni e per riuscirci userà tutta una serie di iniziative rivolta ai veicoli così come ai guidatori e alle strade.

OBIETTIVO SALVAVITA La campagna Road to Zero è partita da una conferenza che si è svolta in Virginia e ha visto la partecipazione d'importanti enti e istituzioni americane: erano infatti rappresentate la National Highway Traffic Safety Administration, la Federal Highway Administration, la Federal Motor Carrier Safety Administration, il Department of Transportation e il National Safety Council (NSC) insiema ad altri gruppi e associazioni. La Strada verso lo Zero sarà lunga – l'orizzonte temporale è di 3 decenni – ma porterà ad un obiettivo molto auspicabile: zero decessi sulle strade. L'Amministratore di NHTSA, Mark Rosekind, ha lanciato un allarme: “la nuova campagna è necessario perché 35.092 persone sono morte in incidenti stradali nel 2015, cosa che equivale ad un aumento del 7,2% nel numero di decessi per strade 2014” (leggi di come NHTSA punta il dito sul traffico).

STRATEGIE COORDINATE Le sferzate di Rosekind non si sono però fermate qui: “questo aumento rispetto all'anno precedente è stato inferiore soltanto al triste record del 1996, anno nel quale si è avuto un incremento pari all'8,1%. Dopo un decennio di progresso nella riduzione degli incidenti mortali, stiamo improvvisamente perdendo terreno. Non possiamo stare fermi sperando che le cose cambino”. La campagna Road to Zero si concentrerà sulla promozione di 'comprovate strategie salvavita', come un maggiore utilizzo delle cinture di sicurezza (ricordiamo che in uno sparuto gruppo di Stati USA esse non siano obbligatorie), l'installazione di rallentatori sonori, azioni per aumentare la sicurezza del camion e cambiare comportamenti pericolosi dei guidatori e sanzioni basate su dati precisi. Il gruppo dei soggetti promotori ha inoltre dichiarato che “guiderà lo sviluppo di nuovi scenari tesi a raggiungere l'azzeramento dei morti sulle strade sulla base di strategie fondate sulle evidenze statistiche e su un approccio di sistematica eliminazione dei rischi”.

IL FATTORE UMANO E QUELLO MECCANICO L'attenzione verso i comportamenti dei guidatori ha solide basi statistiche: secondo Rosekind “cambiare il comportamento del conducente è particolarmente importante per la riduzione del numero delle morti che si verificano sulle strade degli Stati Uniti. Le ricerche di NHTSA mostrano chiaramente che il 94% cento degli incidenti può essere collegato ad un scelta umana o un errore, a loro volta dovuti spesso alla guida in stato alterato o alle distrazioni. Riteniamo che a tecnologia della guida autonoma potrebbe ridurre gli incidenti che sono causati da errori del guidatore” (leggi l'allarme della Polizia sul troppo uso del cellulare mentre si guida). Rosekind ha aggiunto che uno degli obiettivi di NHTSA è non solo quello di aumentare la copertura dei richiami al 100% ma anche di prevenire i difetti pericolosi sin dalla costruzione delle automobili. L'amministratore di NHTSA ha anche comunicato che il Dipartimento dei Trasporti sta stanziando 1 milione di dollari per questo programma. Il Presidente del NSC, Debbie Hersman, ha poi respinto le critiche al progetto Road to Zero: “Vorrei puntualizzare che questo progetto non è impossibile, è solo che non è stato mai fatto prima: Quando il presidente Kennedy ha detto che saremo andati sulla Luna in un decennio, molti pensavano che sarebbe stato impossibile. Ma ce l'abbiamo fatta. Siamo in mezzo di una crisi di salute pubblica, e non è il virus Zika” (leggi di come nelle autostrade italiane gli incidenti sono diminuiti).

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