Revisione bombole metano in fibra di carbonio: a che punto siamo?

Una circolare del Ministero in cantiere "sbloccherà? la revisione delle bombole in carbonio: Federmetano ci aiuta a fare chiarezza

19 dicembre 2016 - 13:12

La revisione delle bombole metano in fibra carbonio o altro materiale composito, come ben sanno i proprietari delle auto che ne sono equipaggiate, è a un punto morto, ma si prepara ad una svolta decisiva. Interessanti novità bollono nel pentolone del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che vedranno coinvolte le officine autorizzate indipendenti qualificate per l'allestimento di veicoli a metano e tante altre novità in arrivo per chi ha già un'auto a metano o sarebbe interessato a comprarla, ma è preoccupato della revisione. Abbiamo chiesto aiuto a Federmetano, che da sempre dialoga con il Ministero e le Case auto, per fare chiarezza sullo stato attuale e le novità in arrivo che riguardano la revisione delle bombole a metano in composito.

 

Aggiornamento del 21 dicembre 2016 Il Ministero ha diramato la circolare del 30 novembre 2016 (in allegato in basso) con cui apre alle officine indipendenti per la revisione delle bombole di metano in composito come SicurAUTO.it ha anticipato in questo articolo con l'aiuto di Federmetano. La circolare recita: “dopo l'avvio della procedura sarebbero state ricomprese,come sedi di riqualificazione, anche soggetti non appartenenti alla rete dei costruttori (officine private)”. Rimandiamo ad una successiva analisi e commenti sulla circolare in oggetto.

IL TEST FALLITO CON LE OFFICINE DELLE CASE AUTO Sebbene il Ministero abbia provato a mettere una toppa all' inadeguatezza della procedura di revisione delle bombole a metano in composito con la circolare del 27 marzo 2015 (vedi allegato in basso), la macchina delle revisioni – come ci spiega Federmetano – non ha mai trovato lo slancio giusto a causa di diverse criticità organizzative riscontrate con le officine di assistenza delle Case auto (le sole a poter operare con la recente circolare). Il caso delle revisioni bloccate ha creato non pochi problemi ai clienti, tant'è che in alcuni casi sono stati anche costretti a circolare solo a benzina, in attesa di nuove disposizioni dal Ministero (è il caso delle Mercedes-Benz Classe B a metano, leggi qui per approfondire la vicenda). Federmetano però ci ha rilasciato un'intervista esclusiva in cui annuncia interessanti novità in arrivo per i fautori della mobilità a metano interessati ad acquistare un'auto con le bombole in fibra di carbonio o altri materiali compositi, più leggere, sicure e longeve di quelle classiche in acciaio. Se sei interessato al GPL, leggi qui tutto sulla scelta, la revisione e la manutenzione di un'auto con impianto GPL nel #SicurEDU, altrimenti scopri cosa cambierà nella revisione delle bombole a metano in fibra di carbonio nell'intervista a Federmetano di seguito.

 

Quando sono iniziati i veri problemi con la revisione delle bombole in carbonio?

In molti casi questi serbatoi hanno avuto problemi di collaudo fin dall'inizio. Nel 2014 infatti, si eseguivano le operazioni di collaudi delle bombole come in Italia si fa da oltre 30 anni: si smontavano, si portavano ai centri di collaudo e si rimontavano. Allorché essendo una movimentazione di bombole molto particolari poiché realizzate con materiali diversi dall'acciaio (vedi laminazione nella foto qui sotto) classico delle bombole che siamo abituati a vedere nelle officine, i Gruppi tedeschi (in primis Mercedes Benz) hanno redatto delle schede tecniche che vietavano assolutamente lo smontaggio della valvola, perché la sua struttura è l'unica parte metallica che c'è in un serbatoio in composito ed è collegata ad una filettatura metallica inserita nel serbatoio (vedi immagine allegata in basso). Lo smontaggio della valvola, secondo i Costruttori avrebbe potuto sollecitare l'accoppiamento filettatura-bombola e creare problemi. Quindi sulla scorta di questo insieme alla VDA (l'associazione dei Costruttori di auto tedeschi, principalmente VW, MB e Opel) hanno chiesto al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture di trovare una soluzione diversa da quella classica per la revisione delle bombole in acciaio e questo incontro ha successivamente prodotto la circolare del 27 marzo del 2015 (consultabile in allegato all'articolo, ndr).

Cosa è andato storto nella revisione delle bombole con la nuova Circolare?

Questa circolare ha rivoluzionato sostanzialmente le procedure di revisione della bombole in Italia, con un controllo esclusivamente visivo, sempre da parte di un funzionario della Motorizzazione civile come vuole il protocollo classico, ma senza smontarle dall'auto, in teoria, poiché non sempre è sufficiente smontare la sola protezione sottoscocca e ingegnarsi con specchietti e torce.  Fin qui sembrava tutto risolto: bastava rendere note le officina tra quelle della Rete ufficiale del Costruttore (disponibili nei confronti dei clienti e che prenotassero l'uscita del funzionario) e che i Costruttori auto mettessero a disposizione dei funzionari della Motorizzazione dei manuali tecnici sulle bombole da revisionare (il funzionario può chiedere anche lo smontaggio di qualche componente o del pacco bombole per visionarlo meglio). In realtà l'elenco di queste officine della Rete tecnica ufficiale è stato disatteso completamente. Inoltre, mentre il collaudo delle bombole di acciaio è previsto ogni 4 anni, questa nuova circolare dispone la prima revisione dopo 4 anni e successivamente ogni 2 anni senza un ben precisato motivo da parte del Ministero.

Quali misure sono allo studio per sbloccare le revisioni delle bombole in carbonio?

Fino ad oggi la procedura ufficiale è prescritta dalla circolare del 27 marzo 2015. Noi però stiamo raccogliendo tutte le criticità sulla revisione delle bombole in composito segnalate dai consumatori per cercare una soluzione con il Ministero e le Case costruttrici. Dopo un anno di dialoghi, visto che il test condotto affidando la revisione delle bombole alle sole officine della Rete tecnica delle Case auto non ha dato i risultati sperati, si intravede un'apertura anche alle officine private specializzate nell'allestimento di auto a metano. Visto che lo prevede in prima battuta anche la direttiva europea 461/2010 sulla concorrenza nell'ambito dell'autoriparazione e anche la stessa circolare del marzo 2015.

Quali vantaggi porterà la “liberalizzazione” delle revisioni delle bombole in composito?

Noi speriamo possa essere una ripartenza che porti ad un'offerta maggiore di officine specializzate di settore con una riduzione dei costi di revisione per il consumatore. Perché forse non tutti sanno che i costi di revisione sono costituiti in parte da spese amministrative (legate alla prenotazione per ciascuna auto e alla trasferta da pagare all'ispettore della Motorizzazione). Ebbene, in concerto con l'ente Gestione Fondo Bombole Metano (che percepisce un contributo dai distributori) Federmetano è riuscita ad ottenere il rimborso delle spese amministrative per la Motorizzazione (che non comprendono quindi eventuali costi di manodopera da pagare all'officina per lo smontaggio del pacco bombole dall'auto, ndr). Quindi le officine ad oggi dovrebbero scontare questo costo al cliente che sarà coperto dall'Ente Gestione Fondo Bombole Metano. Mentre spesso l'officina richiede questi costi al cliente e poi li rimborsa quando gli viene accreditato l'importo dall'ente,  creando non poca confusione anche nei consumatori che non sanno se e quando avranno il rimborso. La prossima circolare del Ministero che apre alle officine autorizzate indipendenti ma specializzate per la revisione chiarirà anche questa procedura di rimborso. L'apertura alle officine private indipendenti avrà un riscontro molto forte sia per la praticità, perché il consumatore potrà rivolgersi a più professionisti (senza andare a cercarsi l'officina autorizzata della Casa auto disponibile a fare l'operazione come accade ora, ndr), sia dal punto di vista dei minori costi che si avrebbero con una maggiore concorrenza. L'intento di Federmetano è anche quello di coinvolgere i distributori di carburante: potrebbero raccogliere le prenotazioni per le officine e migliorare così l'operatività dei funzionari della Motorizzazione che escono per più auto alla volta.

In cosa consiste l'attuale ispezione per la revisione delle bombole in composito?

Come previsto dal regolamento ECE ONU R110, il regolamento internazionale madre per la revisione delle bombole in metano montate sulle auto di serie, si effettua una serie di verifiche, se l'auto ha subito un incidente, un incendio o semplicemente se durante il normale uso dell'auto le fasce metalliche di ritenzione della bombola possano aver danneggiato in qualche modo la struttura intaccando il materiale composito. Nel caso specifico viene fatta una serie di controlli come prescrive il manuale del Costruttore dell'auto sulla dimensione, l'espansione, la presenza di fibre delaminate, ecc (vedi qui le procedure ufficiali di riqualificazione delle bombole metano sul portale dell'Automobilista).

Con le officine indipendenti si stabilirà una procedura standard?

Quanto alla procedura che le officine indipendenti dovranno seguire (chi stabilirà se un pacco bombole va smontato o meno dall'auto ai fini dell'ispezione visiva?, ndr) è ancora un punto in corso di definizione (oggi è il funzionario eventualmente a chiedere lo smontaggio se non riesce a visionare o identificare le bombole, ndr), anche se la direzione comune intrapresa sembrerebbe quella favorevole allo smontaggio: PSA ha stabilito che per la Citroen C3 le bombole in composito vanno smontate (per dare un'idea basta rimuovere la protezione e liberare dal pianale dell'auto il telaio che contiene le bombole rimuovendo pochi bulloni), Opel ha integrato il manuale stabilendo che, se è necessario, le bombole si possono smontare, fa storia a se solo Mercedes-Benz che al momento ha confermato parere contrario allo smontaggio delle valvole, mentre per Volkswagen è un discorso ancora prematuro (le prime auto a metano andranno a revisione tra il 2017 e il 2018, ndr). Al di là della procedura ufficiale bisogna sempre entrare nel merito della responsabilità oggettiva del funzionario della Motorizzazione che approva la revisione delle bombole. E' anche vero che così com'è stata studiata, la revisione delle bombole in composito, anche se smontate dall'auto, non comporta trascinamenti, spostamenti o colpi subiti dalle bombole (come quelle di acciaio che vanno avanti e indietro tra le officine e l'ente Gestione Fondo Bombole Metano, ndr), per cui si vedono nella loro integrità di quel momento. Quindi è comprensibile che un ispettore della Motorizzazione che ha sulle spalle una certa responsabilità ci voglia vedere bene, chiedendo all'autoriparatore di smontare il pacco bombole dall'auto, piuttosto che firmare la revisione ad occhi chiusi.

LA NUOVA CIRCOLARE E LE PROSSIME TAPPE Federmetano ci rilasciato un commento a caldo sulla circolare diramata dal Ministero di apertura alle officine private che potranno effettuare la revisione delle bombole di metano in composito parallelamente alle officine della Rete di assitenza dei Costruttori di auto, le sole inizialmente autorizzate all'intervento, come spieghiamo all'inizio dell'articolo:

Dopo oltre un anno di  intensa collaborazione con il Ministero dei  Trasporti e grazie all'attenzione ad un argomento che molti hanno  ignorato, Federmetano ha ottenuto l'apertura all'attività di  “Riqualificazione periodica dei serbatoi CNG-4 ” anche per le officine  “private” indipendenti di settore. Questo obiettivo è indispensabile affinché i “metanautisti”, nostri  clienti, possano ottenere un maggior servizio, alle migliori  condizioni economiche e sull'intero territorio nazionale. Sarà necessario coordinare le attività tra officine specializzate,  operatori della distribuzione del metano autotrazione, ns associati, e  centri di revisione privati, per creare quelle collaborazioni   necessarie a favorire il lavoro di revisione delle MCTC locali. Auspichiamo che in 5-6 mesi si possa raggiungere una condizione il più  possibile soddisfacente per il maggior numero di clienti/utenti che  utilizzano serbatoi  CNG-4 nelle proprie vetture e che oggi  quotidianamente ci richiedono aggiornamenti e spiegazioni riguardo la  normativa di revisione e i rimborsi. Un lavoro non facile, ma che è doveroso portare avanti. Abituati da oltre 60 anni a trattare i serbatoi in acciaio (CNG1), ci  troviamo oggi, per le evoluzioni del mercato dell'auto e le relative  scelte tecnologiche, a gestire una nuova generazione di serbatoi in  composito CNG4, mantenendo come obiettivo principale la sicurezza del settore.

10 commenti

Michele
15:09, 16 maggio 2018

In provincia di Verona, più precisamente a Villafranca officina privata F.lli Faccioli effettua controllo cng4 sicuramente su opel zafira tourer.
Ho preso appuntamento per giovedi prox. 300?

Salvatore
10:55, 28 gennaio 2017

Benissimo che si stia passando da un'incertezza totale a delle direttive più chiare e all'ampliamento dei punti di revisione. Però secondo me, bisognerebbe ritornare a far revisionare le bombole ogni quattro anni, in considerazione del fatto che quelle in composito sono ancora più sicure di quelle in acciaio. Si può “Discutere” con il Ministero o è improponibile la proposta e perché?
Grazie.

Silvano
18:17, 12 marzo 2017

Vedo, che tutti se la prendano con il ministero con il fondo bombole e nessuno con le case costruttrici. Nessuno all'acquisto mi ha informato delle caratteristiche di queste bombole CNG4. Solo elogi, “leggere più Kl. ecc”. Solo nel momento del tagliando mi vien detto dai tecnici MB, “sa son bombole hanno certe caratteristiche”.Da quella sentenza, accompagnata da un preventivo inspiegato di 6.000 ? che prevedeva la sostituzione di tutto l'impianto, mi sono reso conto della pestata che ho fatto ad acquistare un auto con dette bombole.
Decisione presa da MB nazionale senza sentire ne le mie ragioni ne quelle della concessionaria che in prima ipotesi prevedeva la sostituzione di una sola bombola in garanzia,in pratica senza contraddittorio.Se si leggono la cir. n°7865 del 28/3/15 e manuali di queste bombole ci si rende conto di cosa si tratta.
Ottima la garanzia di 20 anni, ma tale garanzia è inficiata da tutte le insidie elencate dalla circolare e dai manuali, . Altro esempio di perplessità è il 4° punto cir. o manuale dove l'allentamento delle bombole può essere causa di sostituzione delle stesse. Mi sembra strana o forse no,che in tutte queste situazioni di pericolo, la casa costruttrice sia estranea, non abbia nessuna responsabilità, come se il mezzo fosse costruito per essere conservato nei locali dell'autosalone… purtroppo è un mezzo che circola su strade dissestate, con dossi, limitatori di velocità, tutte cause di forti sollecitazioni al mezzo, rischio incidenti, ecc, in pratica molti rischi.Io vecchio metanista non ho mai avuto problemi con le vecchie bombole di metallo e tutt'oggi oltre alla maledetta MB (che senza queste bombole sarebbe un vero gioiello) ho una punto che non mi dà nessun problema. Altra cosa importante è il fondo bombole, che sostituisce GRATUITAMENTE le bombole non più idonee solo alle revisioni periodiche..Non le sostituisce gratuitamente “sono a carico del proprietario”nelle altre occasioni.OCCHIO In caso di…bisogna sostituire tutte le bombole 6.000 ? che dovranno pagare i proprietari o le assicurazioni.

silvano
18:10, 17 marzo 2017

Ho già detto qui sopra cosa mi è successo a mia INSAPUTA. Prima di acquistare una macchina alimentata a metano informati sulle bombole che monta. Se sono CNG4 guarda la circolare 7865 del 28/3/2015 e il manuale di manutenzione delle bombole, da lì ti farai un idea sulle caratteristiche delle stesse. Io ero entusiasta della mia B, dai 25 ai 30 km con un euro, ma un piccolo urto a bassa velocità sul fermacancello del garage ha causato una piccola crepa sulla protezione Dx del sottoscocca ( non vi è una vite piegata un foro slabrato). A 77 cm. di distanza dalla parte opposta c'è la calotta della bombola grande che presenta una piccola crepa di qualche mm. Io non trovando una spiegazione ritengo a tutt'oggi che sia un difetto di montaggio. Di parere contrario la MB Italia che sostiene a differenza della concessionaria che la macchina sia fortemente incidentata imponendo la sostituzione di tutto l'impianto per la modica cifra do 6.000 ?. Ho scritto al presidente MB Italia, non mi ha risposto.Mi sono chiesto se un piccolo urto crea un danno cosi elevato e la perdita di sicurezza, non voglio pensare a cosa possa succedere con un incidente di media o di grande gravità Io ho acquistato l'auto a metano non per il risparmio ( faccio 8/9.000 Km all'anno) ma per rispettare l'ambiente e per andare in centro città. Il costo di questa scelta è stato di circa 6.000 ? in più del benzina. Con questa cifra avrei viaggiato gratis per 5/6 anni. Sento che per la riqualificazione occorrono 5/600 ?, la prima volta dopo 4 anni successivamente ogni 2. Non ti dò nessun consiglio se non quello di informarti bene.
Per quelli che come me non hanno avuto le adeguate informazioni, bisognerebbe unirsi per fare un esposto all'Autorità di vigilanza per pubblicità occulta.

Saluti Silvano

Salvatore
9:21, 22 maggio 2017

Buongiorno, ho fatto la revisione delle bombole sulla Zafira Tourer presso una delle pochissime officine private che hanno richiesto l'autorizzazione a Monselice (PD). Sono rimasto per 2 giorni e mezzo senza auto e ho pagato 200 ? con smontaggio delle bombole. La mia speranza è quella che altre officine private richiedano l'autorizzazione in modo che ci possa essere più concorrenza con un contenimento dei costi e che la revisione la portino a 4 anni come le altre bombole considerando che quelle in composito sono più sicure e durature di quelle in ferro, almeno così dicono le case costruttrici ma il Ministero dei Trasporti non è d'accordo; perché? Speriamo bene!
Saluti Salvatore.

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