Renault-Nissan presentano la nuova architettura modulare CMF

Con la nuova architettura modulare CMF, il Gruppo Renault Nissan produrrà più auto con meno costi

24 giugno 2013 - 14:05

Con la nuova architettura modulare CMF (Common Module Family), il Gruppo Renault-Nissan potrà applicare una grande quantità di sinergie industriali, a un numero di veicoli sinora impensabile. Secondo le stime, il risparmio dei costi iniziali per ogni singolo modello sarà nell'ordine del 30-40% e del 20-30% per ogni singolo componente. La CMF sbarcherà su 5 continenti e in 10 Stati diversi entro il 2020. In una prima fase saranno coinvolte le auto compatte e quelle grandi, con un coinvolgimento totale di 14 modelli, di cui 11 Renault e 3 Nissan, per un totale di 1,6 milioni di veicoli all'anno.

UN'ARCHITETTURA INGEGNERISTICA – Common Module Family (CMF) è un'architettura ingegneristica, basata sull'assemblaggio di grandi moduli (Big Module) compatibili – vano motore, abitacolo, sottoscocca anteriore, sottoscocca posteriore, impianto elettrica e gestione elettronica. Pertanto, CMF non è solo una piattaforma, che presuppone una segmentazione orizzontale, ma può riguardare diverse piattaforme. La si può definire come un concetto cross-settoriale, come uno strumento di supporto che va al di là il semplice carry-over di singoli telai, per espandere la gamma di prodotti.

I PRIMI MODELLI NEL 2013 – La strategia consiste nell'incrementare i moduli comuni a diverse piattaforme, in un'ottica di standardizzazione dei componenti e aumento del numero di veicoli per ciascuna piattaforma. I primi veicoli Nissan saranno lanciati a fine 2013: si tratta dei modelli che sostituiranno le attuali Rogue, Qashqai e X-Trail.  I primi veicoli Renault saranno lanciati a fine 2014, ovvero i modelli che sostituiranno le attuali Espace, Scénic e Laguna. La CMF porterà a economie di scala ma anche a una riduzione dei costi rispondendo allo stesso tempo alle esigenze dei clienti, sempre più orientate a una maggiore diversificazione dei prodotti.

LA GLOBALIZZAZIONE PIU' AVANZATA – Il processo produttivo sarà basato su una sorta di “banca” organi formata da parti compatibili con una gamma di prodotti variegata. Così la strategia CMF influirà positivamente su tutte le voci di spesa grazie a sinergie, volumi condivisi, economie di scala e rischi condivisi sull'acquisto dei componenti (costi giù del 20-30%), sugli investimenti (unico entry cost) e sull'ingegnerizzazione di prodotti e processi. Inoltre i Big Module soddisferanno i pre-requisiti del processo Alliance Integrated Manufacturing System (AIMS), ovvero un processo standard flessibile che consente di: realizzare lo stesso prodotto in stabilimenti diversi o, al contrario, diversi prodotti nello stesso stabilimento; semplificare la pianificazione e la gestione; commisurare la capacità globale; tagliare i costi di transazione. Quando un impianto avvia la produzione di un nuovo modello, AIMS limita gli investimenti supplementari richiesti per l'assemblaggio del primo lotto di veicoli.

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