PSA, arrivano i motori Euro 6 D-temp a benzina

Peugeot-Citroen annuncia i motori "Euro 6.2?, facciamo chiarezza sulla nuova sigla che finisce nel calderone delle norme antinquinamento cervellotiche

19 luglio 2018 - 13:09

Il Gruppo PSA si dichiara già pronto alle omologazioni anti-inquinamento del futuro, ma le nuove motorizzazioni che equipaggiano la quasi totalità della gamma vengono nominate Euro 6.2 nonostante si riferiscano alle norme Euro 6 D-temp. L'introduzione del filtro antiparticolato GPF permetterebbe ai nuovi propulsori (già presenti sul mercato) di rimanere entro i limiti di emissioni previsti dai test WLTP e RDE in vigore a partire dal 2020, ma forse non è una vera e propria novità. Tutti i costruttori dovranno rispettare le norme imposte a livello europeo, PSA afferma di essere in grande anticipo con la sua gamma “Euro 6.2”, ma cosa si intende con questa definizione? E cosa cambia? Cerchiamo di capirlo.

PSA LANCIA GLI “EURO 6.2” Prima di arrivare all'elettrificazione completa della gamma, prevista per il 2025, il Gruppo PSA evidenza come la sua strada sia all'insegna dell'ambiente e dei motori puliti. Così ecco che annuncia la sua volontà di rispettare in anticipo le nuove norme “Euro 6,2” equipaggiando con propulsori benzina conformi i modelli di nuova immatricolazione già a partire dal 1 settembre 2018. Per la precisione tutta l'offerta Peugeot rientra nei futuri limiti già ora, così come il 95% della gamma Citroen e i modelli DS3 e DS 7 Crossback, o ancora tutti i modelli Opel (che lo aveva già annunciato tempo fa come puoi vedere).  Ma vediamo più nel dettagli quali criteri seguono questi Euro 6.2.

UN NOME NUOVO In realtà, come specificato anche da PSA Italia, la definizione deriva semplicemente da una scelta interna al Gruppo perché con Euro 6.2 si fa riferimento più “semplicemente” alle future norme Euro 6 d temp (qui puoi capire cosa significa e trovare le differenze con le altre omologazioni). È vero quindi che le vetture PSA saranno dotate di motori capaci di superare le nuove prove WLTP (Worldwide Light Vehicule Test), più simili alle attuali condizioni di traffico e di guida, e a quelle RDE, ossia le valutazioni relative alle emissioni inquinanti prodotte in condizioni di guida reali. Il problema è che però chiamarle Euro 6.2 potrebbe trarre in inganno e generare confusione, trasformando in grande novità l'introduzione di qualcosa che presto dovrebbe diventare obbligatorio.

COME CAPIRLO? In ogni caso, per rendere i propri veicoli conformi a ciò che sarà PSA ha sviluppato un filtro GPF per i motori benzina a iniezione diretta che dovrebbe ridurre le emissioni con un'efficacia superiore al 75%. Il filtro antiparticolato viene già applicato su tutti i motori benzina a iniezione diretta di PSA, ossia i PureTech 3 cilindri turbo e 4 cilindri, ma è ancora impossibile certificare sul libretto una norma che ancora non è ancora entrata in vigore. Sui libretti di circolazione non si può inserire la nomenclatura Euro 6 d-temp, e tanto meno Euro 6.2, visto che è solo un modo di dire interno all'azienda; i riferimenti CE restano così un mistero, da PSA fanno sapere che “probabilmente verrà apposta la dicitura di conformità “all'ultima normativa disponibile”, ma restiamo in attesa di altri dettagli e conferme.

2 commenti

Pino
12:06, 25 ottobre 2018

Nessun commento. Vorrei solo sapere:
la norma Euro 6.2 a cosa corrisponde ?
ad euro 6B, euro 6C oppure euro 6D-Temp.
Sarei felicissimo di ricevere una risposta a riguardo. E sopratutto, sul libretto di circolazione cosa verrebbe scritto?

Donato
16:27, 25 ottobre 2018

Gentile Pino,
è dettagliatamente spiegato nell'articolo.
Buona lettura! 🙂

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