Proventi multe autovelox: Governo rimandato sul decreto inarrivabile

Governo inconcludente all'interrogazione sul decreto che obbliga i Comuni a utilizzare i soldi delle multe per la sicurezza e la manutenzione stradale

30 maggio 2016 - 9:00

Il lunghissimo e stucchevole libro sulla spartizione dei proventi da autovelox (vedi qui) si arricchisce di un capitolo. Infatti, la legge numero 120/2010 ha riscritto l'articolo 142 del Codice della strada prevede che, per tutte le violazioni dei limiti di velocità, i relativi proventi siano ripartiti in misura uguale fra l'ente dal quale dipende l'organo accertatore e l'ente proprietario della strada. Tale norma diventerà effettiva quando verrà emanato un decreto interministeriale che, a oggi, non c'è. Così, i Comuni che installano autovelox su strade provinciali, regionali, statali, continuano a incassare tutte le sanzioni, senza spartirle con i proprietari dei tratti dove l'autovelox opera (vedi qui la nostra denuncia). Adesso, se ne torna a parlare in Parlamento.

DOVE STA IL PROBLEMA Alla Camera, durante un'interrogazione, Simone Baldelli qualche giorno fa s'è espresso così: “Il Codice della Strada stabilisce che i Comuni debbano destinare la loro intera quota di competenza delle multe provenienti dagli autovelox per la sicurezza e la manutenzione delle strade. Stabilisce anche che il 50% di tutte le multe comminate dalla Polizia municipale debba essere destinato alla sicurezza stradale e alla manutenzione del suolo. In Italia, abbiamo questo curioso fenomeno per cui molti comuni, non tutti destinano ad altre finalità questi soldi e quindi accade che le nostre strade siano piene di buche e allo stesso tempo i cittadini vengano massacrati di multe. Abbiamo già fatto una mozione, come Forza Italia e centrodestra, su questo tema specifico qualche mese fa, attendiamo risposte concrete dal Governo”.

LA RISPOSTA Ed ecco cosa ha risposto il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio: con l'UPI (Province) e l'Anci (Comuni) “stiamo, sulla base delle loro osservazioni, predisponendo lo schema di decreto, insieme al ministero dell'Interno, per appunto favorire e rendere più stringente la rendicontazione dell'ammontare complessivo degli stessi proventi. Quindi, prima di tutto, le sanzioni amministrative devono essere appunto destinate alla loro effettiva fruizione”. Delrio parla di schema di decreto. A distanza di sei anni, siamo ancora allo schema di decreto… La verità è che il Governi Renzi è inadempiente sulla questione: è in ballo la sicurezza stradale, perché togliendo i proventi ai Comuni e destinandoli ai proprietari delle strade, questi ultimi potrebbero investirli nella manutenzione delle strade, così da far calare gli incidenti.

SECONDO PUNTO Lo stesso Delrio conclude: “Proseguono i lavori del Senato, anche se a rilento purtroppo, del Codice della Strada. Tra i princìpi e i criteri direttivi è prevista appunto la revisione delle modalità di utilizzo dei proventi e delle sanzioni amministrative e, in particolare, proprio l'obbligo di rendicontazione, nonché la disciplina dei criteri di rendicontazione e dei meccanismi sanzionatori degli enti inadempienti”. La solita tiritera (lavori a rilento, obblighi vagheggiati e che non si concretizzano mai) sulla riforma del Codice della Strada (vedi qui un'altra nostra denuncia) che va a braccetto con la solita vecchia politica in Italia.

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