Primo pedone ucciso dalla guida autonoma, Uber blocca i test negli USA

L'incidente mortale del pedone travolto da un'auto a guida autonoma Uber scatena le critiche degli esperti sulla sicurezza dei test su strada

20 marzo 2018 - 10:32

E' proprio il caso di dirlo, non si fa in tempo a mettere a posto una nuova tessera del puzzle della guida autonoma che bisogna ricominciare tutto da capo e stavolta a richiedere lo stop ai test su strada imposto dai vertici di Uber è stato proprio un incidente che ha travolto una donna in Arizona nella notte di qualche giorno fa. Il primo incidente mortale che lega i test di guida autonoma condotti da Uber in diverse città negli USA alla morte di un pedone che, secondo le prime indiscrezioni, pare stesse attraversando al di fuori delle strisce pedonali. Un dettaglio che, se confermato, porta nuovamente a galla il dubbio se realmente la guida autonoma sia pronta al debutto, soprattutto dopo aver saputo che ai rassicuranti milioni di chilometri di test condotti da Uber sulle strade pubbliche corrispondono decine di incidenti più o meno gravi che già avevano spinto l'azienda a fermare i test, ma mai con un morto.

PEDONE FUORI DALLE STRISCE L'incidente avvenuto alle 22 circa ora locale a Tempe, in Arizona, mentre una donna stava attraversando in un punto senza strisce pedonali con la bici; l'impatto con la Volvo in fase di test è stato fatale e anche se al momento dell'incidente c'era un collaudatore al posto di guida non ha potuto evitare il peggio. L'intervento della società è stato immediato con la sospensione dei test di guida autonoma su strada a San Francisco, Pittsburgh, Phoenix e Toronto per capire cosa possa aver causato l'incidente. Intanto i massimi esperti di robotica e visione artificiale si schierano a favore e contro l'improvvisa accelerazione che sta ricevendo la sperimentazione senza adeguati controlli sulla sicurezza, secondo alcuni.

STAVOLTA UBER E' PIU' CAUTA Prima di questo incidente in cui ha perso la vita una donna intenta ad attraversare, i test di guida autonoma Uber avevano già ricevuto un primo stop in seguito a un incidente stradale che fin da subito fu attribuito alle responsabilità del collaudatore al volante. Ma oltre alla Volvo XC90 con l'equipaggiamento supertecnologico appoggiata su una fiancata, nessuno si era fatto male. Oggi invece è sul banco degli imputati la capacità dei radar di vedere i pedoni ed evitare l'incidente; un traguardo che si può considerare già raggiunto dai sistemi ADAS – vedi qui come funzionano nel video dei test live in pista. Ecco perché un messaggio cautelativo del nuovo CEO Uber, Dara Khosrowshahi, riporta su twitter “Stiamo pensando alla famiglia della vittima mentre lavoriamo con le forze dell'ordine locali per capire cosa è successo.”

L'ACCUSA SUI PERMESSI TROPPO FACILI IN CALIFORNIA Son oltre 50 le aziende che in California hanno ottenuto il permesso di effettuare test su strada,tra cui i più grandi Costruttori di auto Ford, Tesla, General Motors, Toyota e Volvo e proprio alla vigilia dell'entrata in vigore delle nuove leggi in California sui test di guida autonoma liberi  senza collaudatore umano, ne abbiamo parlato qui, si spaccano i pareri sulla sicurezza delle auto robot e sulla reale capacità di distinguere le criticità in strada. Come riporta il Washington Post, Missy Cummings, un'esperta di robotica alla Duke University, ha spiegato che i sistemi di visione artificiale per le auto a guida autonoma sono “profondamente imperfetti” e possono essere “incredibilmente fragili” in particolare in circostanze non familiari e per questo è un errore spingerli senza un controllo diretto delle Autorità (al momento basterebbe un'autocertificazione sulla sicurezza dei sistemi e il rispetto delle linee guida). Mentre Carrie Morton, vice direttore di Mcity, la struttura di prova dell'Università del Michigan che simula ambienti urbani e suburbani per veicoli a guida autonoma, puoi vedere qui come è fatta la struttura, ha spiegato che “Abbiamo portato un'enorme quantità di situazioni complesse in Mcity, ma abbiamo davvero bisogno anche di una sperimentazione reale”. Cosa succederà ora, se l'incidente mortale dell'auto a guida autonoma di Uber, spingerà le Autorità californiane ad essere meno permissive o fermerà anche i test delle altre aziende in via precauzionale lo sapremo solo quando le indagini chiariranno cosa è andato storto. Restate collegati per saperne di più.

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