Pneumatici: il 20% delle auto ha problemi, allarme per le vacanze
Scopri i risultati della campagna Vacanze Sicure 2025 che hanno rivelato dati molto preoccupanti sull'uso degli pneumatici. E non solo...
Scopri i risultati della campagna Vacanze Sicure 2025 che hanno rivelato dati molto preoccupanti sull'uso degli pneumatici. E non solo...
Il 20% delle autovetture ha problemi di pneumatici e questo potrebbe influire negativamente sulla sicurezza stradale in previsione delle imminenti vacanze estive, quando strade e autostrade saranno invase dal solito esercito di vacanzieri. È questo il risultato della campagna Vacanze Sicure, promossa da Polizia stradale, Assogomma e Federpneus, che tra maggio e giugno 2025 ha monitorato quasi 10.000 vetture in sei diverse regioni italiane (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta) coprendo 38 province, pari a oltre il 35% del territorio nazionale. I problemi peraltro non riguardano solamente gli pneumatici ma si possono tranquillamente estendere ai dispositivi antinquinamento, agli organi di sospensione, ai sistemi di sicurezza soprattutto passiva, ai fanali e così via. E del resto non potrebbe essere altrimenti con un parco circolante sempre più vecchio dove un’auto su quattro supera i 20 anni e il 59% ne ha più di dieci. Peccato però che questi numeri stridano con il 99,9% di revisioni auto che hanno esito positivo, un dato talmente anomalo da richiamare le attenzioni delle istituzioni europee…
UNA VETTURA SU CINQUE CON PROBLEMI AGLI PNEUMATICI
Durante il monitoraggio per l’iniziativa Vacanze Sicure 2025, una vettura su cinque (il 20%) ha mostrato problemi agli pneumatici (battistrada liscio, danni visibili, mancanza di omologazione), mentre una su quattro non aveva la revisione e presentava scarsa manutenzione in generale. Restringendo il campo ai veicoli con oltre dieci anni di età, le non conformità riguardavano una vettura su tre. La percentuale di pneumatici lisci si è attestata attorno al 10%, indipendentemente dall’età del veicolo, i danneggiamenti visibili erano invece il 5%.
Un altro tra gli indicatori emersi dai controlli concerne l’equipaggiamento non omogeneo, dall’uso di pneumatici diversi sullo stesso asse (marche o modelli differenti) alla combinazione di pneumatici estivi e invernali montati sulla stessa vettura. Il 5,63% delle auto controllate presentava questa criticità, pratica esplicitamente sconsigliata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e vietata se riguarda pneumatici sullo stesso asse.
IL 54% CON PNEUMATICI INVERNALI ANCHE D’ESTATE: UNA SCELTA SBAGLIATA
L’indagine ha rilevato inoltre che oltre la metà del campione (54%) montava pneumatici invernali al momento del controllo, effettuato nei giorni successivi alla fine delle ordinanze stagionali. A prima vista, questo dato potrebbe far pensare a una scarsa attenzione degli automobilisti nel rispettare i termini di sostituzione. Ma il fenomeno è più articolato: da un lato, esistono casi specifici come la Valle d’Aosta, dove l’obbligo di pneumatici invernali inizia un mese prima e termina un mese dopo rispetto al resto d’Italia. Dall’altro, la diffusione crescente dei pneumatici multi stagionali contribuisce ad aumentare la quota di equipaggiamenti con marcature invernali, anche nei mesi estivi. Tuttavia è sempre consigliabile montare pneumatici stagionali specifici e quindi provvedere alla sostituzione delle gomme invernali quando le temperature sono particolarmente elevate, al fine sia di ottimizzare le prestazioni (e quindi la sicurezza stradale) e sia di preservare gli pneumatici da usure accelerate.

IL PROBLEMA REVISIONI
Tornando invece alle mancate revisioni, i controlli hanno verificato che crescono in modo significativo con l’età della vettura: più è vecchia, meno è controllata. Si tratta però di un paradosso pericoloso, se si considera che i veicoli più anziani sono anche i meno sicuri. Tra le auto controllate con meno di 5 anni solo il 2% non aveva fatto la revisione, percentuale che sale al 12% nelle vetture fino a 10 anni e al 17% in quelle con oltre 10 anni. I controlli hanno inoltre dimostrato che la scarsa manutenzione è trasversale perché non dipende dal tipo di strada (più o meno a scorrimento veloce), né da sesso, età o provenienza geografica del conducente, né dalla tipologia di veicolo. In altre parole, la mancata manutenzione (e revisione) è un malcostume generalizzato ma che mette a rischio tutti.