Euro 7: ecco cosa cambia anche per gli pneumatici auto
Una mobilità più pulita passa anche per gli pneumatici: il regolamento Euro 7 spinge l’industria verso l’innovazione e Michelin è in prima linea
Una mobilità più pulita passa anche per gli pneumatici: il regolamento Euro 7 spinge l’industria verso l’innovazione e Michelin è in prima linea
L’Europa si muove con decisione verso una mobilità più sostenibile e lo fa con il regolamento Euro 7, una normativa epocale che introduce per la prima volta soglie di emissioni anche per le particelle prodotte dall’usura degli pneumatici. Fino a oggi, il dibattito si era concentrato quasi esclusivamente sui gas di scarico, ma è ormai chiaro che le emissioni da usura degli pneumatici rappresentano un problema significativo. Con quasi 500.000 tonnellate di particelle prodotte ogni anno dal trasporto su strada, l’Unione Europea ha deciso di agire, stabilendo un nuovo standard che impatterà l’intera industria. Michelin, pioniere dell’innovazione negli pneumatici e in molti altri settori, ha accolto con favore questa misura, riconoscendone il valore per l’ambiente e per la salute pubblica.
IL NODO CRUCIALE: LA SCELTA DEL METODO DI MISURAZIONE
Perché una legge sia efficace, è fondamentale che i suoi metodi di applicazione siano precisi e affidabili. Il regolamento Euro 7 si scontra con una scelta cruciale: misurare le emissioni di usura su strada, in condizioni reali, o in laboratorio, su un banco prova a tamburo. Michelin sostiene con forza il metodo di misurazione su strada, già adottato da enti indipendenti come l’ADAC, l’autorevole associazione automobilistica tedesca. Questo approccio garantisce risultati affidabili e riproducibili, riflettendo con precisione l’abrasione degli pneumatici in condizioni d’uso quotidiane. Al contrario, il metodo di laboratorio, ancora in fase di sviluppo, presenta rischi di manipolazione e può fornire dati fuorvianti, come dimostrato dalla significativa divergenza di risultati (fino al 28%) tra i due approcci.
L’IMPEGNO DI MICHELIN NELLA RIDUZIONE DEL PARTICOLATO
L’adozione di un metodo di test meno rigoroso potrebbe avere conseguenze negative per l’ambiente e l’economia, secondo Michelin. Un approccio impreciso rischierebbe di avvantaggiare pneumatici a basso costo e meno innovativi, compromettendo l’efficacia della normativa e penalizzando i produttori che, come Michelin, investono massicciamente in ricerca e sviluppo. Da oltre vent’anni, infatti, il colosso francese si impegna a ridurre l’abrasione dei suoi pneumatici. Grazie a ingenti investimenti in R&S, tra il 2015 e il 2020 l’azienda ha ridotto le emissioni di usura del 5%, un risultato che ha evitato il rilascio di oltre 100.000 tonnellate di particelle. I test indipendenti dell’ADAC confermano questo impegno, mostrando che gli pneumatici Michelin emettono in media il 26% in meno di particelle rispetto a quelli di altri quattro produttori di fascia premium.
LA VISIONE DI MICHELIN VERSO IL 2030
Con un piano chiaro e ambizioso, Michelin dimostra di non temere la sfida lanciata dalla norma Euro 7. L’azienda ha annunciato di essere già pronta alla nuova normativa, prevedendo di applicare i nuovi standard ai suoi prodotti a partire dal 2028 e di estenderli a tutte le sue gamme auto entro il 2030. Come ha sottolineato il Presidente del Gruppo Michelin, Florent Menegaux: “Mentre l’Europa prende coscienza della necessità di sostenere la propria industria senza rinunciare alle proprie ambizioni ambientali, le decisioni sul metodo di prova degli pneumatici nell’ambito della normativa Euro 7 illustrano perfettamente le scelte che si trova di fronte: sostenere l’innovazione e il rigore a beneficio dell’ambiente, oppure accettare compromessi che minano lo standard e penalizzano gli stakeholder responsabili”.

