Piccole multe: più difficili i ricorsi in Cassazione

Piccole multe: più difficili i ricorsi in Cassazione Stretta alle cause in Cassazione per "un valore economico oggettivamente minimo": rallentano il sistema giustizia

Stretta alle cause in Cassazione per "un valore economico oggettivamente minimo": rallentano il sistema giustizia

25 Maggio 2015 - 07:05

Hai preso una piccola multa e vuoi a tutti i costi spuntarla contro il comune che te l'ha appioppata? Occhio: è ancora più difficile adesso. Come riporta il Sole 24 Ore, c'è lo stop alle cause in Cassazione che hanno come oggetto del contendere “un valore economico oggettivamente minimo” e hanno solo un fine “patrimoniale” senza alcuna connessione con “interessi giuridicamente protetti”. Lo ha stabilito la Cassazione stessa, con sentenza 4228/2015.

CHE COSA È SUCCESSO – Già le cause vanno per le lunghe, se poi ci si mette anche l'automobilista o il cittadino in genere, allora si entra in una spirale davvero negativa: così hanno ragionato gli ermellini. È stato infatti respinto un reclamo per il mancato pagamento di interessi sul capitale per un periodo di 15 giorni per il quale un creditore chiedeva gli fossero pagati 33 euro. La Cassazione ha detto 'no': cause del genere rallentano il sistema giustizia e l'Italia non può permetterselo. Per gli ermellini, non meritano di essere accolti quei ricorsi di scarso valore che finiscono solo per dare un grande nutrimento alla giustizia lumaca per la quale ogni anno l'Italia paga fior di milioni per la legge Pinto ed è ammonita dall'Europa.

UN FILTRO IMPORTANTE – “L'interesse a proporre l'azione esecutiva, infatti, quando abbia ad oggetto un credito di natura esclusivamente patrimoniale, nemmeno indirettamente connesso a interessi giuridicamente protetti di natura non economica, non diversamente dall'interesse che deve sorreggere l'azione di cognizione, non può ricevere tutela giuridica se l'entità del valore economico è oggettivamente minima e quindi tale da giustificare il giudizio di irrilevanza giuridica dell'interesse stesso”: così la Cassazione. È un filtro ai ricorsi per somme di poco rilievo o comunque non rilevanti se confrontate con l'intero capitale che era stato oggetto della controversia. “Poiché la giurisdizione – dicono i giudici – è risorsa limitata ben può la legge, esplicitamente o implicitamente, limitare il ricorso al giudice per far valere pretese di natura meramente patrimoniale, tenendo anche conto che il numero delle azioni giudiziarie non può non influire, stante la limitatezza delle risorse disponibili, sulla durata ragionevole dei giudizi, che è bene protetto dall'articolo 111 della Costituzione e dall'articolo 6 della Corte di giustizia europea”. Ecco la chiave: si deve tutelare a ogni costo la durata dei giudizi, per evitare l'intasamento della giustizia.

IL PRECEDENTE – In passato, la Cassazione s'era espressa sulla questione (seppure per un caso specifico diverso): al fine di stabilire se una sentenza del giudice di pace sia appellabile o ricorribile in Cassazione si deve fare riferimento al valore della domanda e non al modo in cui il giudice ha deciso (sentenza n. 4061 depositata il 21 febbraio 2007). Il mezzo di impugnazione proponibile dev'essere individuato in relazione al valore della domanda proposta: in questo modo, viene confermato il principio già espresso con la sentenza della Cassazione, sezioni unite, n. 13917/06. Comunque, al di là del ricorso per Cassazione, può essere utile capire come vincere l'opposizione già in primo grado: qui la guida di SicurAUTO.it ai ricorsi contro multe illegittime. E invece qui la guida al ricorso per non perdere punti-patente.

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