Omicidio stradale: salta tutto?

Dopo aver ricevuto l'ok in senato, le polemiche recenti rallentano il ddl alla camera?

17 giugno 2015 - 9:00

Attenzione, alla fine potrebbe saltare tutto: parliamo dell'introduzione del reato di omicidio stradale. Infatti, il senato ha dato l'ok al disegno legge che cambia il codice penale (punendo in modo più severo chi causa sinistri dovuti ad alcol e droga), ma ora, alla camera, si potrebbe arrivare a causare un clamoroso ribaltone, col ddl annullato. Vediamo che cosa è successo.

IL POLVERONE DI MANCONI – Luigi Manconi, rispettato sociologo, esperto di diritti umani e senatore del Pd, ha spiegato sul Foglio perché non è d'accordo con la proposta di legge: “Si può osare un ragionamento tanto impopolare quanto inconfutabile, almeno nelle sue premesse? Proviamoci. Se i morti per incidente stradale, sono passati, nell'ultimo quarto di secolo, dai 6.621 dell'anno 1990 ai 3.385 del 2013, come è possibile parlare oggi di ‘emergenza' a proposito di questa indubbia tragedia? E, più in generale, come è possibile che la cosiddetta insicurezza percepita – l'ansia per sé, per i propri cari e i propri beni – sia così totalmente scissa dai dati concreti della criminalità reale?”. E ancora: “L'ampiezza dello scarto tra alcuni dati di realtà e le elaborazioni fantasmatiche che covano nella mentalità condivisa, fa impressione. E temo che l'opera degli imprenditori politici della paura, pur così rilevante nel piegare a fini elettorali le emozioni dei soggetti più vulnerabili, non sia il fattore prevalente”.

SOLO DEMAGOGIA? – Quindi, l'attacco finale: è di pochi giorni fa “l'approvazione da parte del senato di un disegno di legge che introduce l'autonomo reato di omicidio stradale e che prevede un apparato sanzionatorio abnorme”. “La giurisprudenza – dice Manconi – ha già articolato una serie di risposte sanzionatorie che vanno dalla minima punizione dell'omicidio colposo a quella massima dell'omicidio volontario. Che bisogno c'è, pertanto, di duplicare questa ipotesi di reato istituendone una autonoma (l'omicidio stradale, appunto, oltre alle lesioni personali stradali)? E che bisogno c'è di portare la pena a 12 anni (18 in caso di omicidio plurimo o di ulteriori lesioni), ancora aumentabili se il conducente si dà alla fuga? Non sarebbe bastato intervenire, anche pesantemente, sulle misure accessorie, prevedendo – pure per periodi lunghi – la revoca della patente e il divieto di conseguirne una nuova? Non sarebbe stato più utile, non solo in termini di deterrenza ma anche di prevenzione? Si tratta, in tutta evidenza, di un provvedimento dai forti connotati emotivi, che – per l'ennesima volta – non si pone in alcun modo il problema dell'efficacia bensì solo ed esclusivamente quello della sua capacità di suggestione”. E la chiosa: “Insomma, un campionario che porta il segno di quel populismo penale che percorre la società e larga parte dell'informazione e che, nella gestione politica, assume i tratti di una vera e propria demagogia punitiva”.

SUBITO UN'ECO – Sulla questione, Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, ha fatto eco a Manconi: “Lo Stato metta migliaia di agenti sulle strade e imponga a chi ferisce o uccide una persona guidando sotto l'effetto di alcol o di droga, la confisca dell'auto, della casa e di una parte dello stipendio a favore dei familiari della vittima, invece di fare una facile propaganda alla quale, purtroppo, ancora in troppi abboccano facilmente. Tutti fanno un gran parlare del nuovo reato di omicidio stradale, ma nessuno si pone una domanda: perché in Europa non se ne parla? La risposta è semplice: perché in molti Paesi invece di creare nuove leggi che hanno il solo scopo di gettare fumo negli occhi a chi chiede più sicurezza, ai familiari di vittime della strada e ai responsabili di associazioni, ci si preoccupa di assicurare controlli sulle strade, mettendo centinaia di pattuglie nei punti strategici e garantendo la certezza della pena. Siamo tutti d'accordo che sia un bene colpire chi si mette al volante con i riflessi offuscati o quasi del tutto cancellati da cocaina, droghe sintetiche o alcol, chi sfreccia a cento chilometri l'ora nei centri abitati, chi sorpassa in curva o va contromano, il problema è il modo in cui si decide di colpire: il nostro è un Paese in cui si trova molto più comodo e facile fare leggi che farle applicare”. Adesso, la palla passa alla camera: non resta che vedere se in questo ramo del parlamento le discussioni sull'omicidio stradale saranno calde, tanto da minare il nuovo reato previsto per il codice della strada. Salta tutto o la rituale querelle all'italiana? Giusto o no che sia questo disegno legge, condivisibile o no che sia l'omicidio stradale, se davvero la camera non dovesse dare il sì definitivo sarebbe una tremenda sconfitta per il governo Renzi. Che da quando è al potere ha fatto una marea di promesse in materia di auto. Alla fine, zero fatti. Anzi no: è stata abolita l'esenzione dal pagamento del bollo per le auto storiche. Alla faccia della nuova politica.

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