Omicidio stradale: ci siamo
Sicurezza stradale, giro di vite in arrivo: sembra si passi dalle parole ai fatti. Il sottosegretario alla giustizia: "Omicidio stradale necessario"
Sicurezza stradale
Sicurezza stradale, giro di vite in arrivo: sembra si passi dalle parole ai fatti. Il sottosegretario alla giustizia: "Omicidio stradale necessario"
Da tempo vari esponenti del governo si dicono favorevoli all'introduzione del reato di omicidio stradale. Al di là degli esponenti dell'esecutivo (che dopo tante parole pare vogliano passare ai fatti), ci sono altri esponenti in prima linea per migliorare la sicurezza stradale: fra questi, il sottosegretario alla giustizia, Cosimo Ferri (attivo anche nel settore Rc auto). Il quale ha appena dichiarato che “presto avremo l'omicidio colposo stradale. È un segnale forte di fronte a un fenomeno drammatico e che tra l'altro oggi porta tante vittime innocenti per comportamenti degli automobilisti che si mettono alla guida senza pensare a quale puo' essere l'effetto di una violazione del codice della strada”. Così ha affermato, intervendo a Rds, Ferri, che ha aggiunto: “Quello che leggiamo purtroppo sui giornali, e anche negli ultimi giorni, cioè i fatti di cronaca, ci lasciano davvero senza parole e devono indurci a fare presto”.
UN DISEGNO DI LEGGE SPECIFICO – In parlamento è infatti in discussione il ddl sull'omicidio stradale, che ha subìto qualche modifica nel suo iter. In questo momento, il disegno legge recita così: “Chiunque ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcoolica o di alterazione psicofisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope cagiona per colpa la morte di una persona, è punito con la reclusione da otto a dodici anni. La stessa pena si applica a chiunque alla guida di un veicolo a motore, dopo aver cagionato, per colpa, la morte di una persona, si rifiuti di sottoporsi agli accertamenti dello stato di ebbrezza alcoolica ovvero di alterazione correlata all'uso di stupefacenti o di sostanze psicotrope”.
QUALE DIFFERENZA – Insomma, dall'omicidio colposo (per imprudenza) attuale per chi uccide ubriaco si passa all'omicidio stradale: pur sempre involontario, ma con pene molto più severe. Che dovrebbero costituire un deterrente efficace contro chi intende porsi alla guida in stato alterato. In base al ddl, sanzioni dure (reclusione da otto a dodici anni) al conducente di un veicolo a motore, che si dia alla fuga, rendendosi irreperibile, dopo aver cagionato per colpa un sinistro stradale con violazione delle norme sulla disciplina stradale. Qualora il conducente cagioni la morte di più persone, la pena può essere aumentata sino al triplo, ma non può superare gli anni 18.
E PER LA PATENTE… – Nel ddl, non si parla più di ergastolo della patente (reputato incostituzionale, perché lede il diritto alla mobilità). Ma, sommando tutte le pene previste, la sostanza sembra essere la stessa: l'omicida rischia di vedersi vietata la guida per trent'anni (se ha l'aggravante di essere in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti e aver superato i limiti di velocità). A questo si aggiunge la sospensione immediata per un massimo di cinque anni in attesa degli esiti del processo fino all'ultimo grado di giudizio. Come dire che se un 50enne uccide al volante in stato alterato, con il massimo della pena può tornare a guidare (in possesso dei requisiti) a 80 anni: una specie di revoca della patente a vita, mascherata da ritiro prolungato, per evitare guai sotto il profilo della costituzionalità della norma.