Numero unico d'emergenza. Vediamo come si prepara l'Italia

Nel 2016, arriverà il numero unico europeo 112 per le emergenze. L'Italia ne ha fin troppi: uno per ogni tipo di intervento

17 luglio 2015 - 10:00

Cominciamo da una prima certezza, che ci arriva dall'Unione europea. La data chiave è il 31 marzo del 2018: da quel giorno, tutte le automobili nuove vendute all'interno dell'Ue dovranno avere come equipaggiamento di serie il sistema eCall, ovvero la chiamata automatica di emergenza che si attiva in caso di incidente (senza avere bisogno di alcune tipo di intervento da parte del guidatore o dei passeggeri, i quali potrebbero essere impossibilitati a effettuarlo). Ma l'Italia è pronta a tutto questo?

L'UNIONE EUROPEA CI SOLLECITA – Di sicuro c'è pure che la Commissione europea nel 2007 ha presentato ricorso contro la Repubblica Italiana; dopodiché, nel gennaio 2009, ha ottenuto la condanna da parte della Corte di giustizia dell'Unione europea. Per una ragione semplice: l'Italia ha fatto poco, si parla di inconsistenza delle misure sperimentali adottate dai nostri politici. Per il rotto della cuffia, l'Italia s'era vista sospendere le sanzioni; ma più di recente l'Unione europea ha mincacciato ancora sanzioni molto pesanti se non ci mettiamo in riga. Nel mentre che i nostri governanti si danno da fare, il sito nue112.eu (dove Nue sta per Numero unico europeo, il 112) dice che la decisione di istituire un numero unico per tutta l'Europa risale al 1991 ed è ritenuta così efficace da essere utilizzata anche da Paesi al di fuori dalla Ue come la Turchia e la Russia.

QUANTI GUAI – Noi, oltre a non avere il numero unico, subiamo un ulteriore aggravio: con i nuovi telefoni cellulari sarà impossibile l'accesso ai numeri tradizionali 113, 115, 118. A differenza di altri enti istituzionali, spiega il sito, la Sanità è un settore estremamente frammentato perché dipende interamente dalle organizzazioni regionali. È necessario quindi costruire un nuovo concetto di sicurezza a favore del cittadino ove lo Stato possa esercitare la sua competenza esclusiva. Ogni sistema di emergenza sanitaria agisce sulla base delle caratteristiche e delle variabili territoriali con differenza di identificativi, divise e compiti istituzionalmente assolti; questo aspetto non sarebbe pensabile per la polizia di Stato o l'Arma dei Carabinieri le cui competenze sono note a tutti i cittadini. Non è dunque pensabile un sistema sanitario afferente al 112 con differenze regionali così marcate. Insomma, ogni emergenza ha un numero.

CHE SUCCEDE – La commissione affari costituzionali della camera ha approvato un emendamento, in linea con le direttive Ue, per l'istituzione del numero unico europeo 112 in Italia. L'obbligo esiste dal 1991 e l'Italia è l'Unico paese dell'Unione inadempiente. In particolare, all'articolo 7 del disegno di legge S.1577, al comma 1, lettera a), dopo le parole “favorire la gestione associata dei servizi strumentali”, di devono aggiungere le seguenti: “istituzione del numero unico europeo 112 su tutto il territorio nazionale con centrali operative da realizzare in ambito regionale, secondo le modalità definite con i protocolli d'intesa adottati ai sensi dell'articolo 75-bis, comma 3, del decreto legislativo n. 259 del 2003”. Non resta che attendere. Per evitare di fare un'altra figuraccia a livello europeo.

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