ECall, prosegue l'iter legislativo per renderla obbligatoria

Il network di infrastrutture dovrà essere operativo da 1 ottobre 2017, sei mesi dopo tutte le auto nuove dovranno avere il sistema di serie

5 marzo 2015 - 15:00

La deadline è fissata, il punto di non ritorno sarà il 31 marzo del 2018. Da questa data in poi (come vi avevamo già raccontato), tutte le automobili nuove vendute all'interno dell'Unione Europea dovranno avere come equipaggiamento di serie il sistema eCall, ovvero la chiamata automatica di emergenza che si attiva in caso di incidente, senza avere bisogno di alcune tipo di intervento da parte del guidatore o dei passeggeri, che potrebbero essere impossibilitati a effettuarlo. Questa parte è molto importante, tanto che il Consiglio europeo ha ratificato le sue decisioni circa i requisiti di omologazione e le metodologie di installazione del sistema. L'obiettivo è quello di avere tempi minimi di soccorso.

RIDURRE IL NUMERO DELLE VITTIME – La caratteristica peculiare della eCall è proprio questa, l'essere totalmente indipendente e autonoma rispetto alla situazione e alle azioni dei passeggeri. Peraltro, secondo la stessa UE dovrebbe contribuire a ridurre il numero di morti e feriti causati da incidenti stradali in tutto il territorio dell'unione, proprio in virtù del dimezzamento dei tempi di intervento. Per questo motivo dovrebbe essere attivato in tutto il Vecchio Continente il numero unico di emergenza 112, anche se l'Italia, come purtroppo molto spesso accade, si trova ancora indietro (ne abbiamo parlato qui). Con queste premesse è difficile immaginare come sia possibile rispettare la scadenza del 1 ottobre 2017, ovvero il tempo massimo entro cui l'infrastruttura di supporto  al sistema eCall dovrebbe essere attiva e accessibile a tutti in maniera gratuita.

I REQUISITI DI OMOLOGAZIONE – Una volta superato questo scoglio, i proprietari dei veicoli, potranno anche accedere a servizi di terze parti. Ovviamente la chiamata di emergenza potrà anche essere attivata manualmente, anzi si tratta di uno dei requisiti per l'omologazione, anche perché bisogna impedire che il sistema sia attivabile per errore. Tra gli altri criteri di omologazione stabiliti, sono sicuramente importanti quelli relativi alla compatibilità con i sistemi di navigazione satellitare, in particolare Galileo e Egnos, ma anche con altri meno diffusi.

LA TUTELA DELLA PRIVACY – Secondo quanto stabilito, i veicoli non potranno essere soggetti a controlli costanti e i dati sulle posizioni precedenti verranno cancellati regolarmente, sebbene una temporizzazione precisa non sia ancora stata stabilita. Inoltre, per poter condividere i dati con soggetti terzi (e quindi aprirsi a proposte commerciali) sarà necessario il consenso del proprietario. Allo stesso modo, un dettagliato capitolato tecnico farà si che sia evitato lo scambio dei dati tra eCall e altri servizi. Tuttavia rimangono dei forti dubbi sulla vulnerabilità che l'aggiunta di questi dispositivi potrebbe portare. Non è un mistero che per rubare le auto di oggi non occorra più lo 'spadino' ma conoscenze e strumenti informatici, come hanno dimostrato questi due ingegneri americani (leggi qui).

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