Trump: OK alle Case cinesi solo se fanno auto in USA

Trump: OK alle Case cinesi solo se fanno auto in USA

Trump afferma che (per lui) non ci sarebbero problemi se la Cina costruisse auto direttamente negli Stati Uniti

 

Trump afferma che (per lui) non ci sarebbero problemi se la Cina costruisse auto direttamente negli Stati Uniti

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14 Settembre 2026 - 12:36

USA-Cina, la battaglia sulla supremazia tecnologica si arricchisce di un capitolo nel settore auto: il presidente Donald Trump ha dichiarato venerdì che non si opporrebbe ai produttori di vetture cinesi se questi costruissero veicoli direttamente negli Stati Uniti. Lo ha affermato in un’intervista al programma di Fox News, come riporta la Reuters. “Il Giappone lo fa, ma assume la nostra gente. La cosa fondamentale è che assumono la nostra gente“, ha aggiunto. Invece, il tycoon alza il “muro” contro le Case del Dragone che costruiscono auto in Messico per poi spedirle negli States. “Non sto criticando le auto cinesi“, ha precisato.

AUTO CINESI NEGLI STATI UNITI: SITUAZIONE SCOTTANTE

Le parole di The Donald arrivano poco dopo che i produttori di auto statunitensi hanno esortato Trump a non acconsentire a concedere alle Case cinesi l’accesso al mercato statunitense. L’Alliance for Automotive Innovation (General Motors, Ford, Toyota, Volkswagen, Hyundai , Honda, Stellantis e altri) ha chiesto l’approvazione del disegno di legge che erige una barriera anti auto cinese entro la fine di dicembre.

In questo momento, le aziende automobilistiche della superpotenza asiatica “stanno inondando il mondo di veicoli sovvenzionati dotati di software e hardware connessi“, ha scritto il CEO della lobby, John Bozzella, in una lettera ai leader del Congresso.

Da parte sua, la senatrice Elissa Slotkin, democratica del Michigan, ha dichiarato: “Circolano indiscrezioni secondo cui Trump sta pianificando di permettere la vendita di auto cinesi negli Stati Uniti, come parte di un accordo più ampio che sta mettendo a punto. Sarebbe un errore strategico“. La Casa Bianca parla di una “voce infondata“.

LA LEGGE BIDEN IN USA PER LE AUTO CINESI

Un regolamento imposto dall’amministrazione dell’ex presidente Joe Biden all’inizio del 2025 vieta a tutte le Case cinesi di vendere o costruire veicoli negli Stati Uniti. Washington mantiene inoltre dazi superiori al 100% sui veicoli elettrici cinesi.

Questa misura restrittiva si fonda principalmente su motivazioni legate alla sicurezza nazionale e alla protezione delle infrastrutture digitali critiche. Il Dipartimento del Commercio statunitense ha infatti strutturato il divieto mirando in modo specifico ai veicoli connessi e ai sistemi di guida autonoma.

Nello specifico, le normative bloccano l’importazione e la vendita di macchine equipaggiate con software o hardware di derivazione cinese, coprendo componenti chiave per la connettività come i sistemi Bluetooth, le reti cellulari, i dispositivi Wi-Fi e le tecnologie satellitari.

INCONTRO USA-CINA IN VISTA

Tra due settimane, inoltre, ci sarà l’incontro a Washington fra il leader USA e il presidente cinese Xi Jinping. La questione delle auto cinesi rappresenta uno dei nodi economici e geopolitici più complessi della presidenza Trump, spaccando non solo il fronte politico ma anche la stessa industria manifatturiera globale.

Da un lato vi è la necessità di proteggere il tessuto industriale interno e i posti di lavoro legati ai colossi di Detroit; dall’altro, la consapevolezza che il vantaggio competitivo accumulato dai costruttori asiatici nei veicoli elettrici e nelle tecnologie di connessione di bordo è ormai difficile da arginare con i soli dazi doganali.

La distinzione operata da Trump tra impianti produttivi sul suolo americano (assimilati al modello già seguito dai marchi giapponesi negli scorsi decenni) l’importazione attraverso hub intermedi come il Messico, evidenzia una strategia pragmatica orientata all’occupazione interna più che al protezionismo ideologico assoluto.

VERTICE WASHINGTON-PECHINO: BRUXELLES HA TANTO DA PERDERE, SU AUTO E ALTRO

L’esito dell’incontro potrebbe avere ricadute nefaste per l’UE, un po’ ai margini delle discussioni quando si decide il futuro industriale e tecnologico del mondo.

L’Unione Europea rischia di trovarsi isolata e schiacciata tra i due giganti commerciali, poiché un’intesa bilaterale tra Washington e Pechino sulle auto elettriche e sugli investimenti produttivi sul suolo statunitense taglierebbe fuori Bruxelles dalle decisioni chiave che ridisegnano la filiera automotive globale.

Se gli Stati Uniti aprono alla produzione locale di veicoli cinesi basata sull’occupazione interna e mantengono una linea dura sull’importazione diretta o tramite hub come il Messico, l’UE rischia di subire sia la concorrenza spietata dei veicoli cinesi non assorbiti dal mercato americano sia potenziali ritorsioni o pressioni commerciali incrociate, rimanendo spettatrice priva di una strategia industriale coesa e competitiva. Mentre affronta una transizione green con decine di migliaia di disoccupati automotive.

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