Smart in Cina, flop delle “taglie forti”: ecco perché i concessionari le svendono

Smart in Cina, flop delle “taglie forti”: ecco perché i concessionari le svendono

Il mercato cinese boccia la strategia di Smart: le vendite dei modelli più grandi colano a picco e i piazzali si riempiono di invenduto

 

Il mercato cinese boccia la strategia di Smart: le vendite dei modelli più grandi colano a picco e i piazzali si riempiono di invenduto

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26 Marzo 2026 - 10:00

I tempi in cui il marchio Smart era sinonimo di micro-mobilità urbana e parcheggi impossibili sembrano ormai un lontano ricordo, ma per i consumatori cinesi il “nuovo corso” del brand non convince affatto. Nonostante gli sforzi congiunti dalla tedesca Mercedes-Benz e dalla cinese Geely per trasformare il marchio in un produttore di SUV premium di medie e grandi dimensioni, i dati di vendita del marzo 2026 dipingono un quadro allarmante. La Smart #5, l’ammiraglia della discordia, sta diventando un peso insostenibile per la rete di vendita, costringendo i concessionari a sconti senza precedenti per svuotare gli stock accumulati, riferisce Carnewschina.

SMART IN CINA: IL PARADOSSO DELLE DIMENSIONI CHE NON CONVINCONO

Il mercato automobilistico cinese è storicamente orientato verso vetture spaziose, ma nel caso di Smart sembra essersi rotto qualcosa. La strategia di espansione della gamma verso l’alto, culminata con il lancio della Smart #5, si sta scontrando con un muro di indifferenza. Secondo gli ultimi report, la Smart #1 (foto in basso, il modello più compatto della nuova era elettrica) continua a reggere l’intera baracca, rappresentando circa il 64% delle vendite totali del marchio. Al contrario, la più grande Smart #3 e l’imponente Smart #5 faticano a trovare una propria identità, fermandosi rispettivamente al 14% e al 22% delle preferenze.

Il problema principale risiede nel posizionamento di prezzo e nella percezione del brand. I clienti cinesi associano ancora il nome Smart a un concetto di agilità e design iconico. Vedere un veicolo lungo quasi 5 metri con il logo della “C” stilizzata genera una dissonanza cognitiva che i puristi non accettano e che i nuovi clienti non premiano, preferendo alternative locali più competitive come Xiaomi o Li Auto.

INVENTARI BLOCCATI E SCONTI RECORD: LA CRISI DEI CONCESSIONARI

La situazione sul campo è drastica. Molti dealer in Cina si ritrovano con i piazzali pieni di Smart #5 invendute, molte delle quali risalenti alla fine del 2024 e all’inizio del 2025. Per correre ai ripari, è iniziata una svendita: modelli che ufficialmente costerebbero circa 270.000 yuan (oltre 35.000 euro) vengono offerti sulle piattaforme di usato a “chilometri zero” con riduzioni che sfiorano i 100.000 yuan.

È possibile portarsi a casa l’ammiraglia Smart con uno sconto del 37% sul prezzo di listino. Questa svalutazione immediata non solo danneggia l’immagine premium che Mercedes e Geely hanno cercato di costruire, ma crea un circolo vizioso: i potenziali acquirenti attendono ulteriori ribassi, paralizzando ulteriormente le vendite dei modelli nuovi a prezzo pieno.

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LA CONCORRENZA INTERNA NON AIUTA: IL PESO DI GEELY

Un altro fattore critico è la competizione “in famiglia”. Molti dei modelli Smart condividono la piattaforma SEA di Geely con altri brand del gruppo, come Zeekr o Lynk & Co. Tuttavia, questi ultimi sembrano offrire pacchetti tecnologici più avanzati allo stesso prezzo o a cifre inferiori. Un esempio lampante è la velocità di ricarica: mentre la Smart #1 del 2026 offre ancora la stessa tecnologia di ricarica rapida da 150 kW del 2022, nuovi concorrenti basati sulla stessa architettura supportano già potenze fino a 300 kW.

Questa stagnazione tecnica, unita a un design che alcuni critici cinesi definiscono “troppo europeo” e poco incline ai gusti tecnologici aggressivi del pubblico locale, ha relegato la Smart #5 a un ruolo marginale. Nonostante i numerosi premi internazionali vinti per il design e la sicurezza, il mercato più grande del mondo sta inviando un segnale chiaro: la grandezza, da sola, non basta a giustificare il prezzo.

VERSO IL FUTURO: LA SMART #6 E IL RITORNO ALLE ORIGINI CON LA #2

Nonostante i segnali negativi, la roadmap di Smart non sembra cambiare rotta nel breve termine. I documenti ministeriali hanno già svelato l’arrivo della Smart #6, una berlina ancora più grande e lunga della #5, dotata di propulsione plug-in hybrid. La scelta di puntare sull’ibrido è un tentativo disperato di intercettare quella fetta di mercato che ancora teme l’autonomia limitata delle full electric, ma il rischio di un altro flop è concreto.

Tuttavia, all’orizzonte si intravede uno spiraglio di speranza per gli amanti del brand originale. Entro la fine del 2026 è previsto il lancio della Smart #2, l’erede spirituale della storica Fortwo a due posti. Sarà questa la mossa giusta? Molti analisti ritengono che il ritorno alle radici ultra-compatte sia l’unica strada per salvare un marchio che, cercando di diventare grande a tutti i costi, ha finito per perdere la propria anima e, cosa più grave, i propri clienti.

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