Leapmotor: obiettivo 1 milione di consegne nel 2026, ma è in ritardo
Per centrare il target molto ambizioso in fatto di vendite nel mondo, Leapmotor dovrà accelerare in maniera impressionante
Per centrare il target molto ambizioso in fatto di vendite nel mondo, Leapmotor dovrà accelerare in maniera impressionante
L’obiettivo dichiarato da Leapmotor conferma tutta la tenacia e l’ambizione della Cina automotive: intende vendere un milione di vetture nel mondo nel 2026, anche se a metà anno è al 35,6% dell’opera, avendo consegnato “solo” (si fa per dire) 356.487 unità. Per recuperare il ritardo rispetto al target, spiega CnEVPost, la Casa orientale dovrà aumentare in maniera paurosa la velocità. Toccando una media di oltre 107.000 unità al mese.
IL VICE PRESIDENTE SENIOR DI LEAPMOTOR SI ESPONE
L’azienda non vuole modificare il proprio traguardo, ha dichiarato il vicepresidente senior di Leapmotor, Xu Jun, durante un incontro coi media seguito al lancio della B01 e della B10 ieri sera, secondo quanto riportato dal sito di informazione locale Sina Tech.
Il top manager riconosce che la soxietà ha sovraperformato sul mercato generale e sui concorrenti, ma si scommette sui nuovi prodotti della serie B altamente competitivi che dovrebbero generare vendite solide. Col contributo delle altre tre linee di prodotto: A, C e D.
L’IMPENNATA DELLA CINESE
Comunque, ci sono segnali molto incoraggianti. Le 356.487 immatricolazioni al giro di boa 2026 equivalgono a un aumento del 60,82% su base annua. L’azienda ha consegnato 93.376 veicoli a giugno, su del 94,51%.
L’azienda continuerà a fare le cose giuste nella seconda metà dell’anno e a compiere sforzi tra prodotti, marketing e canali di distribuzione per portare le vendite il più vicino possibile all’obiettivo. Saranno fondamentali pure gli incentivi a livello regionale sia in Ue sia nel resto del mondo per le elettriche: vedi il caso T03 in Italia.

LEAPMOTOR: L’IMPORTANZA DELLA PARTNERSHIP CON STELLANTIS
L’alleanza con Stellantis rappresenta, per la società orientale, il pilastro per scalare le vette del mercato globale. Grazie alla joint venture Leapmotor International – controllata al 51% dal colosso guidato da Antonio Filosa – il marchio cinese ha ottenuto una leva strategica senza precedenti. L’accesso capillare alla rete distributiva e assistenziale del Gruppo euroamericano, che conta oltre 850 punti in Europa, ha permesso all’azienda del Dragone di superare rapidamente lo scoglio della percezione del brand, trasformando modelli come la T03 in veri e propri volani per la mobilità elettrica urbana.
L’accordo prevede sinergie industriali profonde, inclusa la produzione tramite CKD in stabilimenti europei, come quello spagnolo di Saragozza, e l’adozione di piattaforme cinesi per ridurre drasticamente i costi dei marchi generalisti del gruppo, tra cui Opel, Peugeot e Fiat. Per il CEO Zhu Jiangming, la combinazione tra le tecnologie agili di Leapmotor, la scala planetaria di Stellantis e le radici regionali europee rende questa intesa “straordinariamente potente”.
Infatti, le consegne sui mercati internazionali al di fuori della Cina hanno rappresentato oltre il 12% del totale nel primo semestre 2026, evidenziando la rapida accelerazione dell’espansione nel mondo.
PREZZI DEI CARBURANTI IN AUMENTO: ALTRA OPPORTUNITÀ
Le tensioni in Medio Oriente e l’impennata dei prezzi dei carburanti rappresentano un’altra opportunità per il costruttore di Hangzhou: l’offerta di Leapmotor si posiziona come una soluzione ideale per chi cerca alternative sostenibili ai tradizionali motori a combustione, ormai penalizzati da costi di rifornimento crescenti e restrizioni alla circolazione sempre più stringenti nelle aree metropolitane europee.
La strategia di penetrazione sembra rispondere perfettamente alle attuali esigenze del consumatore medio, ancora scettico sui prezzi d’acquisto ma sempre più attento al costo totale della proprietà. Puntando su vetture con un elevato rapporto qualità-prezzo, il marchio cinese mira a diventare il punto di riferimento per la democratizzazione della mobilità elettrica nel Vecchio Continente. Il successo di questa fase autunnale sarà, in definitiva, il vero banco di prova per misurare la tenuta di un’integrazione sino-europea che sta già cambiando gli equilibri industriali del settore.