Fabbrica dove si producono automobili
Dove si producono più auto in Europa? La geografia del continente nei dati ACEA 2025
Scopri dove si producono più auto in Europa. Analizziamo i numeri della produzione auto nel Vecchio Continente su dati ACEA del 2025
Scopri dove si producono più auto in Europa. Analizziamo i numeri della produzione auto nel Vecchio Continente su dati ACEA del 2025
La tato bistrattata industria automobilistica europea continua a essere uno dei pilastri del sistema manifatturiero del continente, ma la produzione è distribuita in modo molto diverso tra i vari Paesi. Germania, Spagna e Repubblica Ceca occupano le posizioni di vertice, mentre altri mercati storicamente importanti, come Francia e, ahinoi, Italia, mostrano volumi decisamente inferiori. I dati del 2025 raccontano una geografia industriale in evoluzione, tra stabilimenti che aumentano la produzione, Paesi che perdono terreno e un settore alle prese con la trasformazione tecnologica e la concorrenza internazionale, soprattutto asiatica. Attenzione: per leggere correttamente questi numeri è importante distinguere tra autovetture e veicoli a motore nel loro complesso. I due indicatori comprendono infatti categorie differenti e restituiscono una fotografia diversa del peso industriale di ciascun Paese.
GERMANIA AL COMANDO, SPAGNA E REPUBBLICA CECA SUL PODIO
Nonostante la crisi, la Germania si conferma nettamente il principale polo automobilistico europeo. Nel 2025 sono state prodotte sul territorio tedesco 4.148.836 autovetture, con una crescita del 2% rispetto al 2024. Un risultato che mantiene il Paese a grande distanza da tutti gli altri concorrenti europei. Al secondo posto si trova la Spagna, con 1.810.331 auto, ma in flessione del 6% su base annua. Segue la Repubblica Ceca, che ha assemblato 1.445.776 vetture, sostanzialmente in linea con il risultato dell’anno precedente.
La Francia occupa la quarta posizione, con 1.061.700 autovetture e una crescita significativa del 17%. Supera così il milione di unità, confermando una ripresa dei volumi produttivi. Subito dopo troviamo la Slovacchia, che ha raggiunto 1.008.363 auto, in aumento del 2%.
Sono questi i cinque principali Paesi produttori dell’Unione Europea, che insieme rappresentano la parte più consistente della capacità industriale automobilistica del continente.
ITALIA: IL CALO PIÙ PESANTE TRA I GRANDI PRODUTTORI
La situazione italiana è decisamente diversa. Nel 2025 gli stabilimenti nazionali hanno prodotto appena 237.849 autovetture, contro le 309.758 del 2024. La contrazione è del 23%, una delle peggiori performance tra i principali Paesi europei. Il dato colloca l’Italia lontana dai grandi poli produttivi continentali, dietro anche a Paesi come Romania (545.510 unità), Ungheria (414.758) e Polonia (291.900).
Tra gli altri risultati da segnalare ci sono il Portogallo, con 269.468 vetture (+3%), il Belgio, con 211.500 (+5%), e la Svezia, con 251.700 (-6%). Fuori dall’UE, meritano attenzione il Regno Unito, che ha prodotto 905.117 auto (+17%), e la Turchia, con 872.538 unità (-4%).
QUANTE AUTO SI PRODUCONO IN EUROPA?
Considerando il continente nel suo complesso, nel 2025 sono state prodotte 14.110.324 autovetture, circa l’1% in meno rispetto al 2024. Il totale comprende anche Paesi esterni all’Unione Europea, come le già citate Regno Unito e Turchia. Limitando il conteggio all’UE, il volume scende a 11.847.048 automobili, un risultato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Includendo anche il Regno Unito, si arriva invece a 12.564.419 unità.
La distinzione è importante perché i confini geografici utilizzati nelle statistiche possono cambiare sensibilmente il risultato. Secondo il rapporto ACEA sull’industria automobilistica, inoltre, nel 2025 la produzione di veicoli nell’UE è rimasta circa 3 milioni di unità al di sotto dei livelli del 2019, prima della pandemia.
| Paese | 2024 | 2025 | Var. % |
|---|---|---|---|
| EUROPA | 14.300.651 | 14.110.324 | -1% |
| UNIONE EUROPEA | 11.860.424 | 11.847.048 | 0% |
| Germania | 4.069.222 | 4.148.836 | +2% |
| Spagna | 1.918.831 | 1.810.331 | -6% |
| Repubblica Ceca | 1.452.881 | 1.445.776 | 0% |
| Francia | 910.243 | 1.061.700 | +17% |
| Slovacchia | 993.132 | 1.008.363 | +2% |
| Regno Unito | 775.014 | 905.117 | +17% |
| Turchia | 904.513 | 872.538 | -4% |
| Romania | 560.102 | 545.510 | -3% |
| Ungheria | 436.423 | 414.758 | -5% |
| Polonia | 315.300 | 291.900 | -7% |
| Italia | 309.758 | 237.849 | -23% |
| Portogallo | 260.834 | 269.468 | +3% |
| Svezia | 268.500 | 251.700 | -6% |
| Belgio | 201.000 | 211.500 | +5% |
IL PESO DEI VEICOLI COMMERCIALI
Per comprendere davvero la distribuzione dell’industria automobilistica europea bisogna però considerare anche furgoni, camion e autobus. Si tratta di comparti nei quali alcuni Paesi assumono un’importanza maggiore rispetto alla classifica delle sole autovetture. L’ACEA, nel suo Pocket Guide 2026, riporta per il 2025 una produzione nell’UE di 1.805.283 milioni di veicoli commerciali leggeri, 463.876 camion e 28.266 autobus. La Germania mantiene un ruolo centrale anche nei veicoli commerciali, mentre Francia, Italia, Spagna e Polonia dispongono di importanti capacità produttive. In particolare, l’Italia ha assemblato nel 2025 circa 215.000 furgoni, 22.000 camion e 1.000 autobus.
Questi numeri mostrano quanto sia articolata la filiera europea: la leadership industriale non dipende soltanto dalle automobili, ma anche dalla capacità di produrre mezzi destinati al trasporto delle merci e delle persone.
UNA GEOGRAFIA INDUSTRIALE IN TRASFORMAZIONE
I dati del 2025 confermano la centralità della Germania e il peso crescente dell’Europa centro-orientale nella produzione automobilistica continentale. Spagna, Repubblica Ceca e Slovacchia restano poli fondamentali, mentre Francia e Regno Unito mostrano segnali di recupero.
L’Italia, al contrario, deve affrontare una fase particolarmente difficile, con volumi di autovetture in forte diminuzione, sebbene nel 2026 si intraveda qualche segnale di ripresa. Il futuro della produzione europea dipenderà anche dalle decisioni dei costruttori sull’assegnazione dei nuovi modelli, dagli investimenti nell’elettrificazione e dalla competitività dei singoli stabilimenti.