Biocarburanti ed e-fuel a emissioni zero: possibile rivoluzione anti auto elettriche UE

Biocarburanti ed e-fuel a emissioni zero: possibile rivoluzione anti auto elettriche UE

Stando a indiscrezioni, l’UE potrebbe valutare l'apertura a biocarburanti ed e-fuel per il post-2035: riconoscere i veicoli VEEF come a zero emissioni alla pari delle BEV rivoluzionerebbe la transizione ecologica

 

Stando a indiscrezioni, l’UE potrebbe valutare l'apertura a biocarburanti ed e-fuel per il post-2035: riconoscere i veicoli VEEF come a zero emissioni alla pari delle BEV rivoluzionerebbe la transizione ecologica

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4 Novembre 2026 - 11:56

L’Unione Europea s’interroga sul tutto elettrico 2035: stando a indiscrezioni, Bruxelles potrebbe valutare la possibilità di ammettere auto alimentate da biocarburanti o e-fuel (carburanti sintetici). La proposta di revisione dei regolamenti auto UE è ancora in discussione. L’iter legislativo risulta lungo e complesso, con le istanze di 27 Paesi da sintetizzare in regole. Le normative attuali prevedono che solo le BEV siano considerate a emissioni zero allo scarico in termini di CO2, mentre le altre macchine vanno bandite dalla vendita. Ma, considerando che la domanda di vetture a batteria non appare forte come sperato (non parliamo poi dell’Italia, dove i mezzi a corrente rappresentano una nicchia, caso unico fra i big del Continente), ecco allora all’orizzonte un possibile fattore di svolta: il riconoscimento dei VEEF (Vehicles Running Exclusively on Eligible Fuels), ossia auto con motore a combustione interna progettati per funzionare con biocarburanti o e-fuel.

BIOCARBURANTI ED E-FUEL: PERCHÉ POTREBBERO CAMBIARE GLI EQUILIBRI

L’eventuale riconoscimento di un ruolo specifico ai carburanti rinnovabili potrebbe ampliare le tecnologie ammesse nella decarbonizzazione del trasporto stradale. Non significherebbe equiparare automaticamente un’auto elettrica a una vettura termica, né considerare qualsiasi carburante alternativo climaticamente neutro. Il punto sarebbe stabilire criteri rigorosi per contabilizzare le emissioni evitate lungo la filiera energetica.

POSSIBILE VANTAGGIO CLIMATICO

I biocarburanti avanzati, ottenuti da materie prime come residui agricoli, rifiuti organici e oli esausti, possono contribuire all’economia circolare e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Il loro beneficio climatico, tuttavia, varia in funzione della materia prima, dei processi produttivi, dei consumi energetici e delle emissioni associate all’intero ciclo di vita.

Anche gli e-fuel presentano potenzialità interessanti. Vengono prodotti combinando idrogeno, ottenuto mediante processi alimentati da energia rinnovabile, e anidride carbonica catturata da fonti biogeniche, atmosferiche o, nei casi ammessi, industriali.

La loro combustione continua a generare CO₂ allo scarico. Il possibile vantaggio climatico deriva dalla provenienza del carbonio e dall’energia utilizzata per produrre il carburante: soltanto una filiera adeguatamente sostenibile può garantire una riduzione significativa delle emissioni nette.

VEEF: QUALI POTREBBERO ESSERE LE CONSEGUENZE

L’eventuale introduzione di una categoria specifica di veicoli alimentati esclusivamente con carburanti ammissibili potrebbe aprire nuovi scenari per l’industria automobilistica UE.

  • Salvaguardia del patrimonio industriale europeo. Una simile soluzione potrebbe consentire ai costruttori di continuare a valorizzare competenze, impianti e tecnologie legati ai motori a combustione interna, sostenendo la transizione di una filiera industriale che comprende numerosi produttori di componentistica, sistemi di alimentazione e tecnologie motoristiche.
  • Valorizzazione delle infrastrutture esistenti. I carburanti liquidi potrebbero essere distribuiti attraverso una parte significativa dell’attuale rete, riducendo la necessità di realizzare un sistema di distribuzione completamente nuovo. Resterebbero comunque da sviluppare le capacità produttive, logistiche e di approvvigionamento necessarie per rendere disponibili questi carburanti su larga scala.
  • Neutralità tecnologica. Il riconoscimento di più soluzioni tecniche permetterebbe di affiancare all’elettrificazione altre opzioni di decarbonizzazione, lasciando ai costruttori maggiori possibilità di scelta e ampliando potenzialmente le alternative disponibili per i consumatori.
  • Minore dipendenza da alcune materie prime strategiche. Lo sviluppo di carburanti rinnovabili potrebbe diversificare il fabbisogno energetico e industriale europeo, riducendo la necessità di affidare l’intera transizione a una sola tecnologia. Ciò non eliminerebbe, naturalmente, le dipendenze esterne legate alle materie prime, all’energia e alle tecnologie necessarie per produrre questi combustibili.

LA PARTITA EUROPEA È ANCORA APERTA

Molto dipenderà dalle decisioni definitive delle istituzioni europee, dai criteri di ammissibilità dei carburanti, dai limiti quantitativi eventualmente introdotti e dalla capacità di produrre biocarburanti ed e-fuel in quantità sufficienti e a costi competitivi.

Ma tra le ipotesi tecniche oggi sul tavolo e una concreta possibilità di commercializzazione esiste ancora un percorso normativo e industriale da completare. Col peso decisivo delle lobby green UE, che spingono per l’elettrico.

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