Notifica multe: Lupi attacca i Comuni, ma perché non fissa tempi e costi?

I Comuni inviano le multe quando vogliono, con spese di notifica variabili a carico degli automobilisti: serve una legge che impone tempi e costi

 
Notifica multe: Lupi attacca i Comuni, ma perché non fissa tempi e costi? I Comuni inviano le multe quando vogliono

I Comuni inviano le multe quando vogliono, con spese di notifica variabili a carico degli automobilisti: serve una legge che impone tempi e costi

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30 Gennaio 2015 - 08:01

Uno dei punti deboli del Codice della strada è la mancanza di chiarezza. Proprio nei meandri oscuri delle regole, i Comuni si infilano con abilità. L'esempio più recente, ma il guaio riguarda centinaia di enti locali già da anni, ce lo fornisce Milano. Che fa riferimento all'articolo 201 del Codice della strada: “Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro 90 giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, d uno dei soggetti indicati nell'articolo 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento”. Palazzo Marino fa partire i 90 giorni da quando i vigili esaminano le foto degli autovelox. Invece, secondo il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, i 90 giorni scattano dall'infrazione: lo dice anche la Corte costituzionale, e lo ribadisce il ministero dell'Interno. Il problema è emerso anche al recente Quattroruote Forum: sentiamo il ministro.

LUPI CONTRO MILANO – No, il ministro non cita esplicitamente Milano, ma è evidente il riferimento alla metropoli lombarda, da estendere ad altre centinaia di enti locali: Lupi conferma che l'espressione del Codice “entro 90 giorni dall'accertamento” significa “entro 90 giorni dalla data dell'infrazione”. Perché l'interpretazione di Palazzo Marino coccia anche col buon senso: se l'infrazione è del 1° gennaio, e il vigile controlla la foto il 1° novembre, è mai possibile che la multa giunga a casa entro 90 giorni dal 1° novembre? Non solo: si scaglia contro i Comuni che fanno pagare salatissime spese di notifica delle multe. Succede, per esempio, che il verbale di un automobilista pizzicato al Nord venga lavorato al Centro Italia (o viceversa), con spese finali enormi per il cittadino: si schizza anche a 15 euro per multa. E ogni Comune si regola come crede, in una giungla di tariffe che variano a seconda della zona, e dell'azienda che si occupa della spedizione.

BASTEREBBERO DUE RIGHE… – È vero: un politico, quando accetta un invito a partecipare a una tavola rotonda, ben difficilmente rilascerà dichiarazioni impopolari nei confronti di chi ha organizzato l'evento. Occorre capire cosa direbbe Lupi se fosse invitato da un forum organizzato dai Comuni; tempi e costi di notifica, questi i due temi caldi: i Comuni calpestano la legge? E comunque, se proprio si volesse arrivare a una conclusione semplice e indolore, basterebbero due righe, una piccola norma: una legge che dica chiaro e tondo quali sono i tempi di notifica, da quando scattano, e quali costi deve sobbarcarsi il cittadino-suddito.

COME LE ALTRE QUESTIONI? – Alla fine, il rischio è che su tempi e costi di notifica ci sia solo un chiacchiericcio politico, tipicamente italiano. Allo stesso modo, Lupi ha detto che le multe su strisce blu per chi sfora rispetto al Gratta e sosta non devono essere pesanti; e ha affermato che gli autovelox finti nei box arancione sono illegittimi. Ma i Comuni continuano bellamente a sanzionare come credono gli automobilisti che sforano l'orario sulle strisce blu (a proposito, vogliamo chiarire se le amministrazioni possono inondare le città di aree a pagamento, anche in periferia?), e continuano a utilizzare gli autovelox finti. Non ci stupiremmo se, su tempi e costi di notifica, le cose non cambiassero di una virgola. Anche perché, e questo è il problema dei problemi, non c'è una legge che preveda multe a carico dei Comuni inadempienti, e non esiste un ente che controlli e sanzioni le amministrazioni inefficienti. Chiudiamo con un'ultima considerazione: dal 2010, si attende un decreto interministeriale che imponga ai Comuni di spartire il bottino delle multe da autovelox fuori città con Province, Regioni e Stato. Per migliorare la sicurezza stradale (i proprietari delle strade investirebbero il denaro per rifare l'asfalto) ed evitare che i sindaci facciano cassa sulla pelle di chi guida. Siamo quasi a cinque anni di attesa: solo i nostri politici potevano arrivare a tanto.

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