New York: falliti i test sul riconoscimento facciale in auto

Il riconoscimento facciale in campo per beccare terroristi e ricercati in auto. Una buona notizia, peccato che finora i test non siano andati molto bene

9 aprile 2019 - 17:57

New York prova su strada il riconoscimento facciale. I test sfruttano un sistema di telecamere a circuito chiuso e un software ad intelligenza artificiale. L’obiettivo è quello di sfruttare il riconoscimento facciale per individuare terroristi e minacce per l’ordine pubblico. Nonostante le buone premesse i test si sono rivelati più difficili del previsto. Purtroppo il sistema ha fallito in modo evidente mostrando lacune nell’individuazione di volti campione all’interno di auto in movimento. Ecco allora che le difficoltà della sperimentazione riaccendono le preoccupazioni di quanti ritengono la privacy in pericolo. Il settore automotive, invece, scommette sempre di più sulla tecnologia a riconoscimento facciale per la gestione delle principali funzioni dell’auto.

SICUREZZA AL PRIMO POSTO

Lo Stato di New York ha svolto la sperimentazione di un sistema di riconoscimento facciale per identificare potenziali terroristi itineranti e minacce a piede libero. Pare che fino ad ora i test non siano andati molto bene. Il Wall Street Journal ha rilanciato una e-mail della Metropolitan Transportation Authority che si riferisce a un test del 2018. In quella occasione la prova, che si era svolta sul ponte di Robert F. Kennedy a New York, aveva dato esisto negativo. Pare che il sistema non sia stato in grado di rilevare una singola faccia “entro parametri accettabili”. Dal canto loro le autorità hanno confermato che il programma pilota continuerà. Il lavoro si focalizza quindi su altri ponti e gallerie allo scopo di superare gli evidenti limiti della prima prova. E’ probabile che la velocità dei veicoli in transito abbia giocato un brutto scherzo al software.

OCCHI SULLA STRADA

Quella del riconoscimento facciale è già una tecnologia controversa, figuriamoci quando viene usata per sbirciare nelle auto. Per molti si tratta di un’intrusione orwelliana che potrebbe portare ad abusi di potere e scambi di persona. Come dimostra il test di New York ci sono infatti grossi problemi di accuratezza. Del resto è facile immaginare che un ricercato possa indossare dei travestimenti per sfuggire alle forze di polizia. Ci sono reali preoccupazioni sul fatto che gli strumenti di riconoscimento facciale possano generare falsi positivi e lasciare i sospetti impuniti. Va detto che il riconoscimento facciale è utilizzato anche in Cina e pare funzioni. Nella provincia di Jinan il Governo ricorre alla biometria per identificare i pedoni che attraversano con il semaforo rosso. Uno scanner facciale cattura il volto del trasgressore che viene poi sottoposto ad una vera e propria gogna mediatica.

SETTORE NUOVO

La biometria è sempre più al centro di investimenti nel settore tech. Riconoscimento facciale e impronte digitali, dopo aver debuttato sui dispositivi elettronici, arrivano in auto. Apple ha recentemente brevettato un Face ID per le auto capace di funzionare per lo sblocco e l’avviamento di un veicolo. Apple non è la prima azienda a sviluppare la sicurezza biometrica per i veicoli. Anche Hyundai ha già in programma di lanciare un veicolo che può essere sbloccato e persino avviato dall’impronta digitale del proprietario. Insomma mentre la tecnologia avanza cresce la preoccupazione per la privacy di cittadini ed utenti. Le aziende che stanno sperimentando i sistemi biometrici si affrettano a chiarire che i dati raccolti saranno immagazzinati in modo sicuro.

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