Multijet II 2.2: potenza al sapore di “Giulia” per la Jeep Cherokee

Il nuovo Diesel Muiltijet II 22 è non solo potente ed efficiente ma è adatto al fuoristrada duro e forse verrà adottato sulla nuova berlina "Giulia"

28 maggio 2015 - 17:40

Il sistema Common Rail è stato creato da Magneti Marelli per Fiat e, nel corso degli anni si è molto evoluto, permettendo di avere motori potenti, puliti ed economici. La sua ultima versione equipaggia questo nuovo 2,2 litri che potrebbe motorizzare anche la nuova – e molto attesa – trazione posteriore Alfa Romeo.

SI TOCCA IL MURO DEI 200 CV – Il nuovo 2.2 Multiijet II è un 4 cilindri con una cubatura di 2.184 cm3, ottenuta con un alesaggio 83,8 mm ed una corsa di 99 mm: queste misure lo fanno rientrare nella categoria dei “corsa lunga” e definiscono, insieme al volume della camera di scoppio, un rapporto di compressione di 15,5:1. Le prestazioni sono piuttosto interessanti, dato che le potenze (185 e 200 CV a seconda delle versioni) sono ottenute al contenuto regime di 3.500 giri e se il modello da 185 CV guadagna “solo” 15 CV rispetto al 2 litri è la coppia che colpisce: 440 Nm a 2500 giri per entrambe le versioni. La cilindrata del nuovo motore è stata definita per avere un buon compromesso fra la potenza massima, l'erogazione della coppia e l'efficienza nei consumi mentre l'omologazione Euro 6 ha richiesto ulteriori affinamenti (leggi qui come si abbattono le emissioni inquinanti). I gas di scarico vengono trattati da un close couple DPF e da una “trappola” per gli ossidi di Azoto NSC (NOx storage catalyst); il tutto funziona in abbinamento al sistema di ricircolo dei gas di scarico EGR, attivo sia in alta sia in bassa pressione. Il funzionamento del sistema NSC si basa sull'assorbimento degli ossidi di Azoto in uno speciale elemento che contiene carbonato di Bario; quest'ultimo assorbe gli NOx trasformandosi in nitrato di Bario.

EFFICIENTE E TOSTO IN FUORISTRADA – Il tutto è in qualche maniera simile al DPF dal punto di vista della rigenerazione, che avviene con una particolare strategia di pilotaggio del motore e che riconverte i nitrati in carbonato di Bario con emissione di Azoto, che è il gas inerte che compone la maggior parte dell'aria che respiriamo. La testata in alluminio, che ospita la distribuzione bialbero a 16 valvole, è stata ridisegnata in accordo delle aumentate pressioni di esercizio del common rail, che lavora a 2.000 bar e implementa l'Injection Rate Shaping. Questa tecnica consiste nell'effettuare delle piccole pre-iniezioni di carburante e di modulare l'iniezione principale, per diminuire ruvidità, rumore e la produzione degli NOx, ulteriormente ridotti dalla forma della camera di combustione. Il disegno dei pistoni, delle bielle e dell'albero motore è orientato alla diminuzione del peso degli organi in movimento e i nuovi iniettori a solenoide nebulizzano più finemente il gasolio, per la silenziosità ed i consumi. Il nuovo 2.2 Multijet II è concepito per l'Off Road anche impegnativo: esso dispone di un sistema d'aspirazione a prova di allagamento (la profondità di guado è fino a 48 cm) e la circolazione efficace di oli e combustibile. è assicurata a inclinazioni longitudinali fino al 60% e trasversali fino al 45%.

ARRIVERÀ ALLA GIULIA? – La tecnica evoluta del 2.2 Multijet II si evidenzia anche nella sovralimentazione, affidata ad un inedito turbocompressore a geometria variabile integrato nel collettore di scarico: questa soluzione costruttiva riduce il peso del motore e fa lavorare più efficacemente il sistema di trattamento dei gas di scarico. Tesi a migliorare i consumi sono inoltre l'alternatore “intelligente”, che carica la batteria preferibilmente in rilascio e frenata, la pompa dell'olio a cilindrata variabile – in modo che il suo lavoro, e quindi il suo assorbimento di potenza, sia proporzionato alle esigenze del motore – e lo Start&Stop. Questa nuova unità è quindi molto interessante e può dar vita a versioni della Jeep Cherokee ancor più valide di quelle attuali (leggi la prova della Jeep Cherokee 2.0 Multijet 170 CV), come il nuovo allestimento Limited Plus, che è proposto esclusivamente con il 2.2 Multijet II da 200 CV e la trazione 4×4 Jeep Active Drive II con le ridotte che si aggiungono all'automatico a nove marce. Degno di nota il sistema di navigazione multimediale connesso Uconnect con touchscreen da 8,4″, di serie anche sulla versione Longitude. Le dotazioni di sicurezza e di assistenza alla guida, di serie o opzionali, sono molte: Advanced Brake Assist, Lane Departure Warning Plus, fari con funzione antiabbagliamento, Full Speed Forward Collision Warning Plus, Cruise Control adattivo, Blind-Spot Monitoring e sistema di assistenza al parcheggio posteriore e parallelo. Questo 2.2 Multijet II appare ancora più interessante perché voci insistenti lo danno fra i propulsori offerti sulla Giulia (il nome effettivo è ancora da confermare) in una versione ulteriormente potenziata: il 24 giugno sapremo!

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