Multe dei Comuni: un business da 1,3 miliardi di euro l'anno

Il gigantesco giro d'affari per i Comuni ha visto una flessione negli ultimi 4 anni, ma si attesta sempre su cifre spaventose

3 dicembre 2015 - 11:00

Una montagna di denaro: è quella che affluisce dalle nostre tasche ai Comuni. Una piccola parte (comunque di per sé di dimensioni colossali) riguarda le multe da Codice della strada. Addirittura 1 miliardo 257 milioni di euro del 2015: lo rivela una ricerca del Centro studi ImpresaLavoro su elaborazione dei dati Siope, il Sistema informativo sulle operazioni degli Enti pubblici del ministero delle Finanze. Negli ultimi cinque anni il gettito per sanzioni amministrative, ammende e oblazioni riscosso dai Comuni italiani è diminuito di 272,5 milioni di euro: è ovvio, visto che con la crisi si usa meno l'auto. Evidentemente le telecamere, che nelle città spuntano come funghi, riescono sino a un certo punto a contrastare la recessione.

SOLDI A PALATE – Le cifre complessivamente incamerate sono infatti passate da 1 miliardo 529 milioni 677 mila euro nel 2010 a 1 miliardo 257 milioni 141mila euro nel 2015 (-17,82%). Nell'ultimo anno il trend delle riscossioni è rimasto sostanzialmente stabile (+0,24%, pari a circa 3 milioni di euro), passando da 1 miliardo 254 milioni di euro del 2014. E, appunto, a 1 miliardo 257 milioni di euro del 2015. Va però considerato che molti approfittano della norma taglia-multa: se paghi entro 5 giorni dalla notifica, hai diritto al 30% di sconto.

MILANO RECORD – ImpresaLavoro ha poi effettuato un'analisi incrociata dei dati Siope e Istat sulle sanzioni riscosse nel periodo 2013-2015 in un campione rappresentativo dei principali Comuni italiani. È risultato così che Milano è la città che in rapporto agli abitanti incassa di più dalle multe: addirittura 139,11 euro a testa per un gettito medio annuo di circa 157,35 milioni di euro. Seguita da Firenze (96,36 euro a testa, per un gettito medio annuo di circa 31,39 milioni di euro), Bologna (93,58 euro), Parma (82,32) e Torino (68,68). E Roma? Incassa 59,49 euro a per ogni cittadino maggiorenne residente e ricava un gettito medio annuo di circa 143,35 milioni di euro.

CHI CONTROLLA CHI? – La questione centrale è che non si sa dove vadano a finire i quattrini incassati con le multe. La legge (articolo 208 del Codice della strada) c'è, ma è difficile verificare che venga applicata. In estrema sintesi, metà proventi dovrebbe essere investita in sicurezza. Di cui, fra l'altro, il 12,5% per interventi di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell'ente; il 12,5% per le attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, anche attraverso l'acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature dei Corpi e dei servizi di polizia provinciale e municipale; una percentuale non vincolata ad altre finalità (fra cui manutenzione delle strade, segnaletica stradale, piani urbani della mobilità, interventi a tutela degli utenti deboli). Ma mancano i controlli su come vengano spesi davvero i soldi. Senza contare che la riforma del Codice del 2010 imponeva ai Comuni di spartire la torta degli incassi da autovelox fuori città con gli enti proprietari delle strade, a beneficio della sicurezza; ma per rendere effettiva la regola, occorre un decreto interministeriale. Che dopo 5 anni e mezzo ancora non c'è: una pacchia per i Comuni, avvantaggiati dalla politica centrale italiana (vedi qui).

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