Mitsubishi: per lo scandalo sui consumi auto perderà 1,2 miliardi

Mitsubishi fa i conti con lo scandalo dei consumi auto truccati: l'aiuto di Nissan non basterà a frenare il calo di vendite in Giappone

23 giugno 2016 - 9:58

Comincia a delinearsi il quadro economico che coinvolte la giapponese Mitsubishi dopo lo scandalo dei consumi falsati in Giappone. Dopo aver visto crollare le vendite delle proprie microcar ed aver perso percentuali importanti in borsa il Costruttore di prepara anche a risarcire i clienti.

CONSUMI NON CONFORMI Mitsubishi ha subito seri danni economici da quando è venuto alla luce lo scandalo dei consumi delle proprie microcar. La Casa avrebbe utilizzato dei metodi non conformi per testare i consumi delle piccole auto (leggi come Mitsubishi ha ammesso di aver truccato i dati sui consumi), contravvenendo alla normativa giapponese sul tema, e questo ha portato ad avviare indagini su tutta la linea produttiva del marchio, che ha ammesso di aver cominciato a “truccare” i dati sui consumi fin dagli anni '90 (leggi delle dichiarazioni sui dati falsati fin dal 1991).

LE PERDITE ECONOMICHE La perdita netta prevista da Mitsubishi per questo anno fiscale è stimata essere di 1.2 miliardi di euro, 145 miliardi di yen. Gli analisti sono arrivati a questa somma valutando le diverse azioni e ripercussioni che lo scandalo ha avuto sul brand e sulla sua immagine: in primis il calo delle vendite, che a due mesi dalle rivelazioni ha raggiunto il tasso del 41% sul mercato nazionale ed è previsto un -9% su base annua in tutto il mondo. Sono previsti anche una serie di risarcimenti che la Casa ha stanziato non solo per i clienti che hanno acquistato le auto coinvolte nella truffa ma anche per la rete di vendita e distribuzione, una cifra pari a circa 500 milioni di euro complessivamente.

L'AIUTO DI NISSAN Più o meno direttamente è stata colpita anche Nissan in questo scandalo, poiché interessata da una partnership che vede la costruzione congiunta di auto da marchiare con l'uno o l'altro brand. Nissan ha da subito acquistato il 33% di Mitsubishi (leggi della manovra di Nissan, che compra un terzo di Mitsubishi dopo lo scandalo) per espandere la propria influenza e per aiutare il colosso giapponese a reggere il duro colpo, ma nonostante la parziale cessione sia andata a buon fine il fisiologico crollo delle vendite è stato solamente attutito.

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