Miniguida Rc auto: come risparmiare sull'assicurazione

È il momento buono per cambiare assicurazione, perché le compagnie si fanno la battaglia a furia di bonus. Ecco cosa bisogna ricordare

4 gennaio 2016 - 9:00

Il 2016 è l'anno buono per cambiare compagnia assicuratrice, con l'obiettivo di risparmiare sulla Rc auto. Infatti, sulla scia di quanto s'è verificato nel finale del 2015, le assicurazioni stanno mettendo in atto una politica dei prezzi particolare, che va a privilegiare il guidatore virtuoso, ossia quello in prima classe di merito (che non causa mai sinistri) o in una classe bassa (entro la quarta, grosso modo). Com'è logico che sia, le imprese vanno a caccia di potenziali clienti che non rappresentino un grosso rischio a livello di incidentalità: questa miniguida sul risparmio della Rca è pertanto rivolta a chi naviga in buone acque sotto il profilo della sinistrosità. Sfruttando i bonus d'ingresso che le compagnie mettono a disposizione dei nuovi assicurati per accrescere il proprio portafogli clienti.

PASSO NUMERO UNO: PREVENTIVI – Chiedete al vostro assicuratore se ci sono margini per ottenere sconti sulla Rca. Se la risposta è no, oppure se riuscite solo a far calare la tariffa di pochi euro, mettetevi alla ricerca di un numero più elevato possibile di preventivi. Potete farlo in diversi modi. Anzitutto, andando nei vari siti delle assicurazioni: è sufficiente il numero di targa, talvolta la data di nascita e la città di residenza. L'attestato di rischio cartaceo (indica la vostra classe di merito e il numero di incidenti negli ultimi 5 anni) è sparito: quindi, è tutto più rapido (vedi qui). Esiste un attestato di rischio elettronico, in un database delle compagnie in cui confluiscono tutte le informazioni sugli assicurati. Un secondo modo, è partire dall'elenco dei siti delle compagnie, che trovate qui o qui: troverete rispettivamente i link dell'Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) e dell'Ania (Associazione compagnie) aggiornati a oggi (magari in futuro potrebbero subire variazioni). L'alternativa a Internet (ecco il terzo modo) è andare di agenzia in agenzia, nella vostra città: l'agente non farà altro che immettere nel computer i vostri dati per ottenere la tariffa. Tale e quale a quanto calcolato da voi sul web. C'è infine una quarta strada: i broker online. Che già includono tariffe scontate per i nuovi clienti, ma che non rappresentano tutte le imprese del mercato: solo una parte.

PASSO NUMERO DUE: TRATTARE – Non è matematico, ma altissimamente probabile: troverete una Rca più bassa della vostra. Abbiamo fatto qualche simulazione, e vi garantiamo che dai 1.000 euro annuali si scende anche a 700 euro grazie al bonus d'ingresso delle varie assicurazioni. Chiaramente a parità di caratteristiche della tariffa: massimale di legge (l'importo minimo garantito in caso d'incidente) di 5 milioni di euro per i danni arrecati alla persona e di 1 milione di euro per i danni alle cose, indipendentemente dal numero delle persone coinvolte; e guida libera (chiunque può porsi al volante della vostra auto). A questo punto, rammentate alla vostra compagnia che altre imprese vi fanno una Rca più bassa. Un po' come al mercato: si tratta. Se la vostra assicurazione se ne infischia, è il momento di cambiare. Non dovete dare disdetta, ma semplicemente comunicare alla nuova compagnia che volete assicurarvi con loro.

PASSO NUMERO TRE: SU MISURA – Con la nuova compagnia, volendo, potete ragionare anche su una Rca su misura per voi. Siete gli unici a guidare la macchina? Ecco la Rca con guida esclusiva. La tariffa si abbassa del 10-15%, e in cambio non dovrete mai dare la macchina ad altri. C'è il rovescio della medaglia: se un'altra persona causa un sinistro col vostro veicolo, la compagnia si rivale su di voi. Prima risarcisce i danni, e poi ha diritto a farsi ridare una parte del rimborso (per esempio 5.000 euro) oppure tutto l'importo. Dipende da quanto indicato nel contratto. L'alternativa è la Rca esperta: riservata a chi ha più di 23 anni o a chi ha la patente da minimo 3 anni. Lo sconto è inferiore alla guida esclusiva, e la rivalsa vige come nel caso precedente. Volendo, c'è la Rca con scatola nera: registra le dinamiche dei sinistri (evitando le truffe) in cambio di una riduzione della Rca del 10-15%. Un'altra strada per risparmiare è la Rca con franchigia. In cambio di una riduzione del 10-15%, se causate un sinistro, c'è un importo fisso che resta a vostro carico. Maggiore quell'importo, più alto lo sconto. Ipotizzando una franchigia attorno ai 500 euro, si ha la riduzione del 15%. Occhio: questa è in assoluto la polizza che vi espone a maggiori rischi, e proprio per questo la compagnia (una società per fare profitti) vi concede lo sconto. Importante: sono clausole facoltative, sia per la compagnia sia per voi.

UNA “GUERRA” ETERNA – Sarà pure stressante, ma la partita non finisce qui. Ottenuto il bonus d'ingresso, il secondo anno la vostra compagnia, pur in assenza di sinistri, tenderà probabilmente a elevare la tariffa. Inutile chiedere spiegazioni, perché non hanno il dovere di giustificarsi: il mercato è libero e ogni assicurazione è libera di praticare i prezzi che vuole con chi vuole e quando vuole. Questa è la liberalizzazione scattata nel 1994 (prima le tariffe erano imposte dallo Stato), che ha portato a esiti disastrosi, con Rca carissime per evidente mancanza di concorrenza (qualcosa non quadra anche a livello delle strutture competenti affinché la concorrenza sia viva, ci riferiamo a Ivass e Antitrust). Allora, stando così le cose, al termine della prima annualità assicurativa, la “guerra” continua: mettetevi alla ricerca di un'altra assicurazione che vi dia un bonus d'ingresso. Più l'attestato di rischio elettronico è pulito (zero incidenti) e maggiori le possibilità di trovare una compagnia che vi conceda ribassi. Il metodo è identico a quanto illustrato sopra (preventivi, trattative, polizza su misura). Dopodiché, ottenuta una nuova Rca, alla fine della seconda annualità, ricominciate daccapo. D'altronde, se il mercato non è stimolato esternamente alla concorrenza, dovete essere voi a pungolare singolarmente le compagnie a darsi battaglia a forza di ribassi.

QUALI DOCUMENTI – Per chiarezza, vista la rivoluzione che ha coinvolto il settore Rca nel 2015, ricordate che il certificato assicurativo (da portare in auto) vi verrà inviato sempre per posta prioritaria all'indirizzo di residenza. Oppure via email, se vorrete: stampatelo. La Carta verde per circolare in determinati Paesi esteri è facoltativa, ma consigliabile. Facoltativo, però prezioso, il Modulo blu della Constatazione amichevole da portare in macchina e utilizzare nel caso di sinistro per velocizzare il rimborso. Dal 18 ottobre 2015, non è più obbligatorio esporre il contrassegno cartaceo dell'assicurazione: è scomparso, proprio come l'attestato di rischio. Il controllo della copertura assicurativa avviene in via telematica grazie all'ausilio di una banca dati informatizzata che consente di verificare la regolarità dell'assicurazione tramite la rilevazione della targa del veicolo: per ora, sono le forze dell'ordine a fermare l'assicurato e a consultare il database. In futuro, appena verranno omologate, saranno le telecamere a svolgere questo ruolo: in primis Tutor, autovelox, varchi elettronici delle Zone a traffico limitato.

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