Milano: vigile multa ciclista e vicesindaco lo richiama. Giusto pedalare su marciapiedi?

Il sindacato di polizia locale: il 5 maggio, un agente è stato redarguito pubblicamente dal vicesindaco Ada De Cesaris per aver sanzionato un ciclista

13 maggio 2015 - 10:00

Il Sulpm (sindacato di polizia locale) attacca il vicesindaco di Milano Ada De Cesaris. Il 5 maggio scorso, secondo il sindacato, si teneva a Milano una cerimonia piuttosto affollata alla Caserma Teuliè, dov'erano presenti diversi rappresentanti istituzionali. Due vigilesse erano in servizio per garantire la viabilità e l'accesso in sicurezza degli ospiti. Hanno fermato un ciclista che stava transitando sul marciapiede a una certa velocità, mettendo in pericolo l'incolumità dei pedoni (perché c'è sempre un utente più debole di te, sulla strada o sul marciapiede). L'uomo, un fattorino di origine straniera, “non ha neanche protestato, evidentemente ha capito di aver fatto una manovra fuorilegge, era pronto a pagare la sanzione” riferisce Daniele Vincini del Sulpm. Ma il vicesindaco “si è intromesso per domandare alle vigilesse come mai lo avessero fermato, le ha criticate vivacemente davanti ai numerosi presenti e ha fatto presente che avrebbero dovuto multare le auto in doppia fila in corso Italia invece di prendersela con il lavoratore in bici”.

TRAVALICATO IL RUOLO – Per il Sulpm, la De Cesaris ha travalicato il proprio ruolo: non può contrastare in alcun modo l'attività d'ufficio degli agenti, difendendo peraltro una situazione di illegalità. Pedalare sul marciapiede genera pericolo per i pedoni ed è vietato. “Il suo comportamento va censurato nelle opportune sedi, e ricordiamo a De Cesaris che i ciclisti non sono i padroni assoluti delle strade ma devono rispettare le regole come tutti. Le vigilesse, mortificate, si sono allontanate senza neanche compilare la multa alla fine, una poco dopo è pure caduta dalla bici, forse per l'agitazione, per cui ora è a casa in infortunio. Fare le multe è impopolare e ci pensano già i milanesi a denigrare la nostra categoria, ora ci si mette anche la giunta? Non lo accettiamo”.

SI MINIMIZZA – Sentiamo L'assessore alla Sicurezza Marco Granelli, su Facebook: “Bene fanno i vigili a sanzionare i comportamenti irregolari dei ciclisti e degli automobilisti. Anzi, in diverse occasioni, ho dato indicazioni alla polizia locale di sanzionare soprattutto i comportamenti che creano più pericolo, come le doppie file e chi in bici va a folle velocità nelle zone pedonali. Quindi bene quei vigili che sanzionano e nel sanzionare mettono in campo queste priorità per la sicurezza stradale”. Ma ecco il passaggio chiave, molto politichese, nel perfetto stile della vecchia politica italiana stantia: “Ritengo che la vice non abbia fatto annullare nessuna multa e forse ha interloquito con l'agente per indicare alcune priorità utili alla città”. Su Twitter, la De Cesaris non ci sta: “È andata proprio così? Cercare di capire è cosa diversa dall'usare il proprio potere, non l'ho mai fatto e non lo farò mai”.

COSA DICE LA LEGGE – Cosa ci faceva quel ciclista sul marciapiede? Forse non sa le regole: vedi qui. E perché la vicesindaco avrebbe difeso il ciclista? È vero che le bici devono utilizzare le piste o se assenti il bordo destro della carreggiata, e che spesso si sfrutta lo spazio dei pedoni per tagliare le auto incolonnate, ma a volte ci si vuole proteggere anche da situazioni particolarmente difficoltose, e credendo di essere d'intralcio alle auto ci si sposta sul marciapiedi momentaneamente: il ciclista (sbagliando) avrà fatto questo ragionamento? I pedoni non gradiscono, ma ognuno cerca di riportare a casa la pelle quando l'automobilista che apre lo sportello o si sposta sulla carreggiata non osa guardare negli specchi laterali. Il pomo della discordia più accesa tra ciclisti, pedoni e automobilisti è probabilmente il transito di bici sul marciapiede o “in formazione” occupando gran parte della carreggiata. L'articolo 143 del codice della strada impone ai veicoli senza motore, e quindi anche alle bici, di marciare sempre il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, in modo da non intralciare il transito dei veicoli a motore. Quindi vige la regola generale secondo cui i velocipedi, quando marciano sulla carreggiata, debbono procedere in fila unica in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano. Quando, invece, non sussistono situazioni particolari di intralcio alla circolazione i ciclisti possono marciare affiancati, ma mai in numero superiore a due. Quanto alla possibilità di pedalare sui marciapiedi è la destinazione d'uso del suolo sopraelevato a imporne il divieto. Il marciapiede, per definizione (articolo 3 del codice della strada), è l'area destinata all'esclusivo transito dei pedoni. Pertanto i ciclisti non possono transitare perché la bicicletta che circola sul marciapiede, in mezzo ai pedoni, crea ovviamente una situazione di pericolosità e insicurezza della circolazione stradale, e in particolare di quella pedonale.

1 commento

Salvatore
7:52, 27 giugno 2015

Ha nettamente sbagliato il vice sindaco . Il codice della strada vale per tutti .

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