Milano, multe in ritardo: class action. Era ora!

Dopo lo scandaloso comportamento del Comune di Milano, che inviava le multe da autovelox in ritardo, ecco la class action di Altroconsumo

 
Milano, multe in ritardo: class action. Era ora! Dopo lo scandaloso comportamento del Comune di Milano

Dopo lo scandaloso comportamento del Comune di Milano, che inviava le multe da autovelox in ritardo, ecco la class action di Altroconsumo

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1 Ottobre 2015 - 08:10

Il Comune di Milano ha inviato migliaia di multe illegittime agli automobilisti. Pizzicati, così dice l'ente locale, dagli autovelox a correre troppo. Infatti, per legge, i verbali vanno notificati entro 90 giorni dall''infrazione; ma Palazzo Marino, giocando sull'equivoco di un codice della strada scritto malissimo, allungava a dismisura i tempi di notifica. Un'ingiustizia per chi doveva fare ricorso: diveniva difficile capire come e quando era stata commessa la violazione, e quindi potersi difendere con cognizione di causa. Ma ora, finalmente, arriva una condivisibilissima class action.

PAROLA AD ALTROCONSUMO – A lanciare la class action è Altroconsumo. La cui diffida al Comune di Milano a interrompere immediatamente l'invio di verbali fuori tempo massimo è caduta nel nulla. Nessun intervento, neppure di fronte agli automobilisti in grave difficoltà, le cui storie sono state anche riprese da SicurAUTO.it. Dunque, Altroconsumo ha depositato l'atto di notifica della class action contro il Comune di Milano, una delle prime in Italia contro la pubblica amministrazione. Da una parte, Altroconsumo agisce via class action; dall'altra ciascun consumatore può intervenire aderendo alla petizione su altroconsumo.it e contattando la consulenza degli esperti giuristi sul tema.

NON PER SOLDI – Chairiamo: a differenza della class action prevista dal codice del consumo, la class action pubblica non può essere intentata per promuovere il risarcimento danni; ma è finalizzata a correggere il comportamento illegittimo. Il giudice è chiamato a pronunciarsi. Se saranno accertati la violazione, l'omissione o l'inadempimento da parte della pubblica amministrazione, questa dovrà rimediare e rivedere il proprio operato in un tempo congruo.

QUALE OBIETTIVO – L'interpretazione errata della norma, indicata dal Comune, deve essere eliminata; è necessario modificare il testo contenuto nei verbali di accertamento. I 90 giorni previsti per la contestazione del verbale devono partire dalla data di infrazione e non da quella di visione dei fotogrammi da parte degli agenti di Polizia. In caso di verbali illegittimi, inoltre, deve essere annullata la riscossione coattiva e la richiesta di pagamento tramite Equitalia. È una classe politica, aggiungiamo noi, che necessita di un'opera di moralizzazione: anche a livello locale. Si parta dai politici di Milano, che interpretano a proprio piacimento il codice della strada. Per la sicurezza stradale? Sarà. Intanto, si usano decine di autovelox che servono a poco, c'è scarso controllo dei vigili in strada. Ed è stata fatta cassa. In attesa che si apra in modo ancora più fragoroso la questione dei cartelli prima degli autovelox.

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