Cavalcavia Ghisallo di Milano, GdP annulla una multa: cartelli fuori legge

I segnali che indicano la presenza di autovelox sono irregolari: una sentenza che può aprire la strada a una valanga di ricorsi

5 giugno 2015 - 9:00

Clamorosa sconfitta per il comune di Milano: una multa da autovelox sul cavalcavia Ghisallo (che ha fatto e fa una strage di verbali) è nulla perché i cartelli che indicano la presenza di autovelox sono irregolari. Attenzione: la vittoria messa a segno dall'avvocato Marisa Marraffino contro il comune di Milano, che SicurAUTO.it dà in esclusiva, può essere una causa pilota ed aprire la strada a una valanga di ricorsi vincenti.

ECCO IL CUORE DELLA QUESTIONE – Il tratto di strada denominato cavalcavia del Ghisallo a Milano viene classificato dal Comune come “strada urbana di scorrimento”, ma in realtà senza averne i requisiti. Quel tratto di strada costituisce lo sbocco dell'autostrada dei laghi, non è inoltre presente alcun segnale idoneo di “Inizio Centro abitato”, e non ci sono altri elementi da cui si possa desumere che si tratti di strada urbana (agglomerati edilizi ecc….). Al contrario, esiste un segnale che indica proprio che si tratta di una strada extraurbana di scorrimento. In quel tratto di strada, il 10 marzo 2014 è stato collocato un autovelox con limite di velocità a 70 km/h. Da subito, è parso evidente che le segnalazioni di controllo velocità erano scarse, e che il limite di velocità non era chiaro, in quanto si passava dagli 80 km/h subito dopo l'autostrada, a cartelli di segnalazione di 50 km/h che precedevano (e precedono tuttora) un segnale su asfalto di 70 km/h, rendendo addirittura pericoloso quel tratto di strada a causa delle brusche decelerazioni dei conducenti.

PAROLA AL MINISTERO – Per questi motivi, è stato presentato un esposto direttamente al ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sezione circolazione e sicurezza stradale, in esito al quale si attende l'intervento degli ispettori. Ma c'è di più. La circolare del ministro Maroni del 14 agosto 2009 prevede che gli autovelox fissi debbano essere resi ben visibili attraverso un'opportuna colorazione delle installazioni in cui sono contenuti ovvero attraverso la collocazione su di essi di un segnale di indicazione dell'organo operante. Tutti elementi assenti nel caso del cavalcavia del Ghisallo, che hanno portato all'annullamento del primo verbale, per l'illegittimità della segnaletica e la non visibilità dell'apparecchio.

NON UN VIZIO DI NOTIFICA – Occhio, qui non si parla del vizio di notifica, che è una precedente questione: il comune invia le multe oltre i 90 giorni dall'infrazione. Altro eventuale (e gravissimo, nonostante Palazzo Marino tenda a minimizzare) motivo d'annullamento della contravvenzione. Nel caso esaminato sopra, invece, si parla cartelli fuori legge, nonché di autovelox non ben visibili. Ne va della sicurezza stradale: se si va piano, una volta visti i cartelli e gli autovelox, gli incidenti diminuiscono; se invece l'automobilista non s'avvede della cartellonistica e dell'apparecchio, prende solo la multa. E il comune di Milano fa affari d'oro… Continuate a seguirci, perché torneremo su questa faccenda scottante con altri particolari gustosi.

1 commento

Redazione
22:56, 5 giugno 2015

Sig.r Malara,
abbiamo provveduto a modificare l'anteprima. La ringraziamo per la segnalazione.

Cordiali saluti,
Redazione SicurAUTO.it

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